Gli ambasciatori di Israele e Libano sono stati ricevuti a Washington per nuovi colloqui diretti, mentre sul terreno proseguono gli scontri tra Israele e Hezbollah.
Teheran ha congelato i negoziati con gli Stati Uniti, ribadendo che ogni accordo dipenderà da un cessate il fuoco in Libano.
Il bilancio dei bombardamenti israeliani di lunedì su Tiro è di 4 morti e 127 feriti. Fra le vittime anche personale ospedaliero, secondo le autorità libanesi
Riprendono i colloqui diretti tra Libano e Israele
Resta alta la tensione tra Israele e Hezbollah nonostante le aperture sul dialogo; l’Iran sospende i negoziati con Washington

Tensione fra Trump e Netanyahu sul Libano
Telegiornale 02.06.2026, 12:30
Iran: confermata condanna a 10 anni per spionaggio contro coppia britannica
Appello respinto dalla giustizia iraniana e condanna a 10 anni confermata per una coppia di coniugi britannici, Lindsay e Craig Foreman, arrestati nel gennaio 2025 e accusati di spionaggio nella Repubblica Islamica dopo essere sconfinati nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta. Lo riferisce la BBC citando i referenti britannici del loro team legale, secondo i quali i Foreman - che negano con forza l’accusa e si dicono ostaggi di una macchinazione a sfondo politico - restano al momento reclusi nel carcere di Evin, alla periferia di Teheran, e sono ora impegnati in uno sciopero della fame di protesta.
Hezbollah, "non accetteremo un cessate il fuoco parziale"
Hezbollah non accetterà un “cessate il fuoco parziale” con Israele. Lo ha dichiarato all’Afp un alto funzionario del gruppo filo-iraniano, Mahmoud Qomati, minacciando ritorsioni in caso di attacco israeliano a Beirut e ai suoi sobborghi. “Non accetteremo alcun accordo di cessate il fuoco parziale. Il nemico sionista deve sapere che qualsiasi aggressione contro i sobborghi potrebbe portare a una risposta più forte” da parte di Hezbollah, ha affermato. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha in precedenza dichiarato che gli USA hanno approvato il principio secondo cui Israele colpirà i sobborghi meridionali di Beirut, roccaforte di Hezbollah, se il gruppo prenderà di mira il territorio dello Stato ebraico.
Rubio: "Khamenei sempre più coinvolto"
Gli Stati Uniti ritengono che la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei sia “vivo” e “sempre più coinvolto” nella guida del Paese, ha dichiarato martedì il capo della diplomazia americana Marco Rubio, mentre i negoziati per porre fine alla guerra sono in fase di stallo.
“Penso che ci siano segnali che mostrano come si stia coinvolgendo sempre più a un certo livello, anche se tutte le sue comunicazioni sono avvenute per iscritto e tramite terzi”, ha affermato Rubio davanti alla commissione Affari esteri del Senato, sottolineando la difficoltà di far passare messaggi all’interno del governo iraniano.
Swiss rinvia ancora i voli per Tel Aviv
Swiss posticipa nuovamente la ripresa dei voli da e per Tel Aviv. Dopo aver annunciato a metà maggio il ritorno all’attività previsto per il 1° luglio 2026, la compagnia aerea ha comunicato martedì che i collegamenti riprenderanno solo a partire dal 1° agosto. La decisione, spiega una nota, è dovuta a motivi operativi.
Il gruppo Lufthansa, di cui Swiss fa parte, tornerà a servire la destinazione israeliana già nel mese di giugno, ma inizialmente con un’offerta ridotta. Swiss, invece, ha scelto un avvio più cauto, allineandosi a una graduale ripresa delle operazioni nello scalo di Tel Aviv. La decisione comporta la cancellazione di alcuni voli precedentemente inseriti negli orari estivi
Libano, 4 morti e 127 feriti a Tiro
I bombardamenti israeliani su Tiro hanno causato lunedì 4 morti e 127 feriti, secondo quanto comunicato dalle autorità libanesi. Fra le vittime anche personale ospedaliero.
I raid hanno gravemente danneggiato l’ospedale Jabal Amel, uno dei principali istituti della città, ha indicato il ministero in un comunicato. “Quattro medici, 27 infermieri e otto membri del personale sono stati feriti, di cui quattro si trovano in terapia intensiva in condizioni critiche”, ha precisato la nota.
Entourage di Netanyahu smentisce affermazioni personali di Trump
Fonti dell’entourage del primo ministro israeliano smentiscono che il presidente Donald Trump abbia fatto affermazioni personali nei confronti di Benjamin Netanyahu durante le due conversazioni telefoniche di ieri. Lo riferisce Channel 12.
Le fonti hanno affermato che le telefonate sono state “tese” ma “contrariamente a quanto riportato, Trump non ha detto a Netanyahu nulla di personale, né frasi riguardanti il rischio di finire in prigione, né affermazioni secondo cui Netanyahu sarebbe odiato nel mondo”.
Trump si sarebbe lamentato del fatto che dal messaggio pubblicato da Netanyahu si potesse dedurre che, a eccezione degli attacchi a Beirut, la guerra continuasse con piena intensità.
L'OMS verifica un possibile attacco israeliano a un ospedale libanese
L’agenzia delle Nazioni Unite legata alla salute in Libano sta verificando le notizie relative ai bombardamenti di lunedì su un ospedale nella città meridionale di Tiro, in un contesto di preoccupante aumento degli attacchi contro le strutture sanitarie nel Paese.
Secondo le prime informazioni fornite dalle autorità libanesi, almeno 86 persone, tra cui operatori sanitari, sono rimaste ferite nei bombardamenti contro l’ospedale Jabal Amel.
Gli attacchi “hanno causato danni significativi… al pronto soccorso e all’unità di terapia intensiva”, ha affermato il rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in Libano, il dottor Abdinasir Abubakar.
MSC conferma: "Pasdaran hanno colpito una nostra nave in Iraq"
La compagnia MSC ha confermato in un comunicato che “lunedì la nave MSC Sariska V è stata colpita da due proiettili nel porto di Um-Qasr, in Iraq. Secondo quanto riportato dai media locali, le Guardie Rivoluzionarie hanno rivendicato l’attacco”.
In merito alla dinamica dell’accaduto, la compagnia ha spiegato che “il primo impatto è avvenuto con il pilota a bordo durante la partenza della nave dal porto, mentre il secondo proiettile ha colpito poco dopo l’area destinata all’equipaggio”.
“Tutti i membri dell’equipaggio sono illesi”, ha rassicurato MSC, specificando che “l’azione dei Pasdaran è del tutto ingiustificata, poiché MSC è un vettore commerciale neutrale e non ha alcuna affiliazione con gli Stati Uniti o Israele”.
Mentre bombarda il Libano Israele dice di aver luce verde USA per colpire Beirut
Israele afferma di aver ottenuto il via libera dagli Stati Uniti per colpire la periferia sud di Beirut qualora Hezbollah attaccasse i suoi insediamenti
Nel frattempo, un attacco con droni contro il villaggio di Jibchit ha causato la morte di due siriani che lavoravano in un vivaio, secondo quanto riportato dall’agenzia NNA, mentre un altro attacco contro il vicino villaggio di Toul ha provocato la morte di due persone. Un terzo attacco ha colpito un’auto nei pressi del villaggio di Harouf, causando la morte di una persona.
L’NNA ha anche riferito che lunedì un attacco aereo israeliano ha ucciso sei persone nel villaggio di Marwaniyeh.
Netanyahu: "Il regime iraniano alla fine crollerà"
‘‘Chiunque sia impegnato in attività contro Israele sappia che i suoi piani falliranno e il prezzo che pagherà sarà altissimo. L’Iran ha già pagato un prezzo molto alto. Le fondamenta del regime del terrore in Iran sono crollate. Non tornerà più quello di prima e, ve lo dico, alla fine crollerà’‘. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la cerimonia di commiato per il capo del Mossad David Barnea avvenuta lunedì sera.
Parigi contro l'occupazione israeliana in Libano
“Nulla può giustificare” il proseguimento delle operazioni militari e una prolungata occupazione israeliana in Libano, ha affermato martedì il capo della diplomazia francese, mentre Israele e Hezbollah hanno continuato a scontrarsi durante la notte nonostante l’annuncio di un accordo da parte di Donald Trump.
“Il Libano non può essere in alcun modo una sorta di capro espiatorio di un accordo che stenta a concludersi tra l’Iran e gli Stati Uniti”, ha inoltre sottolineato Jean-Noël Barrot.
“Quello che vogliamo è che i colloqui previsti questa settimana tra il governo israeliano e quello libanese possano svolgersi nelle migliori condizioni”, ha aggiunto il ministro francese.
L'Iran non ha ancora inviato una risposta agli USA nell'ambito dei colloqui
L’Iran non ha ancora risposto alla proposta di accordo definitivo con gli Stati Uniti volta a porre fine al conflitto tra i due paesi, e le discussioni sul testo finale proseguono a Teheran, ha riferito martedì a Mehr News una fonte vicina alla delegazione negoziale iraniana.
La fonte ha affermato che l’Iran sta esaminando la proposta con cautela a causa di quella che considera una storia di inadempienze da parte degli Stati Uniti e di sfiducia di lunga data. “Sulla base delle esperienze passate, l’Iran sta cercando benefici tangibili e reali”, ha precisato.
Attacco israeliano uccide tre civili nel sud del Libano
Un uomo, un medico, è rimasto ucciso insieme al figlio e alla figlia in un attacco di droni israeliani lanciati contro la loro auto mentre viaggiavano nel sud del Libano sulla strada che collega Nabatieh a Khardali.
Lo riferisce l’Agenzia Nazionale di Stampa libanese NNA. Secondo le prime informazioni, scrive Al Jazeera, la loro auto è stata presa di mira mentre stavano tornando a casa da Sidone.
Scendono i prezzi del petrolio sui mercati internazionali
Dopo il netto rialzo registrato all’inizio della settimana, i prezzi del petrolio tornano a scendere. La causa è da ricercarsi nelle dichiarazioni contraddittorie sullo stato dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran che stanno creando incertezza sul mercato.
Martedì il greggio il Brent del Mare del Nord e il WTI statunitense hanno perso circa l’1% ciascuno, attestandosi rispettivamente a 94,07 e 91,11 dollari al barile.
Il giorno precedente entrambe le varietà avevano guadagnato oltre il cinque per cento, dopo essere scese di oltre il 16 per cento a maggio a causa delle speranze di un accordo di pace.
Hezbollah ha rivendicato gli attacchi contro obiettivi israeliani nel sud del Libano
Hezbollah ha rivendicato lunedì sera gli attacchi contro obiettivi israeliani nel sud del Libano, mentre l’agenzia ufficiale libanese ANI ha segnalato attacchi aerei israeliani nella zona, dopo che Donald Trump aveva assicurato che entrambe le parti avrebbero cessato gli scontri.
L’Agenzia nazionale di informazione ha riferito che gli attacchi israeliani hanno colpito i villaggi di Marwaniyeh, Sidiqine, Yater e Mansouri, nel sud del Libano, e che a Debbine si è udita una “detonazione molto violenta”.
Martedì “all’una di notte (mezzanotte in Svizzera) i combattenti della Resistenza islamica hanno preso di mira un carro armato Merkava con un lancio diretto di razzi”, causandone la distruzione, ha scritto Hezbollah su Telegram, assicurando di combattere contro “l’avanzata delle forze israeliane” a Hadatha, nel sud del Libano.
Israele intercetta due ordigni provenienti dal Libano
L’esercito israeliano ha annunciato martedì mattina l’intercettazione di due ordigni provenienti dal Libano, dopo che Donald Trump aveva assicurato che il movimento filoiraniano Hezbollah e Israele avrebbero cessato gli scontri.
“A seguito delle sirene che sono suonate all’01.35 (00.35 in Svizzera) in diverse zone del nord di Israele, l’aviazione israeliana ha intercettato due ordigni che sono penetrati nel territorio israeliano dal Libano”, ha scritto l’esercito sui social media.
L’esercito israeliano ha anche annunciato nello stesso messaggio che un “bersaglio aereo sospetto” era stato identificato poco dopo ed era caduto sul lato israeliano del confine con il Libano, senza causare feriti.
Trump si scaglia contro Netanyahu per l’escalation in Libano
Donald Trump si è scagliato contro il premier Benjamin Netanyahu per l’escalation in Libano. Nel corso della telefonata delle ultime ore, il presidente non ha lesinato imprecazioni, ha definito Netanyahu un “pazzo” e lo ha accusato di essere un ingrato: “Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il culo”.
Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Trump era infuriato e a un certo punto gli ha gridato “cosa stai facendo?”
Alla fine Trump annuncia: sia Israele che Hezbollah hanno accettato di sospendere gli attacchi, e l’accordo con l’Iran per l’estensione della tregua e la riapertura di Hormuz potrebbe avvenire nel corso della “prossima settimana”.
