Quando i giochi sono ormai praticamente fatti (lo spoglio delle schede è in dirittura d'arrivo), contrariamente a quanto previsto dai sondaggi della vigilia, il partito socialdemocratico all'opposizione (PSD) ha vinto le elezioni legislative tenutesi ieri, domenica in Romania. Tuttavia i liberali (PNL) oggi al potere sono avvantaggiati per la formazione del nuovo Governo.

Romania, euroscettici in testa
Telegiornale 07.12.2020, 13:30
Secondo i dati ufficiali, dopo lo scrutinio di oltre il 96% delle schede sul territorio nazionale e più dell'80% di quelle della numerosa diaspora, il PSD è accreditato del 29,39% rispetto al PNL che si ferma al 24,24%. Sul risultato avrebbe influito un massiccio astensionismo, tanto che solo il 31,84% degli aventi diritto (circa 18 milioni di persone in totale) si è presentato alle urne, la percentuale più bassa di sempre nel Paese.
Come detto, malgrado la vittoria elettorale oramai sicura, i socialdemocratici resteranno esclusi dalle alleanze in vista della formazione del nuovo Esecutivo. Il PSD è infatti l'unico partito di centrosinistra ad avere superato la soglia di sbarramento del 5%. I liberali del premier uscente Ludovic Orban, appoggiati dal presidente Klaus Iohannis possono invece contare sull'appoggio di USR-Plus, formazione di centrodestra cui è andato il 15,04% e sui due altri soli gruppi che hanno superato lo sbarramento del 5%, ovvero il neonato partito nazionalista AUR (8,26%) e il partito della minoranza ungherese (UDMR) che ha racimolato il 7,42% dei suffragi.
ATS/ANSA/Swing






