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Analisi

La Svizzera prima per fiducia nelle istituzioni

Il 62% degli svizzeri ha fiducia nel Governo, il dato più alto tra i 38 Paesi analizzati dall’OCSE, ma emerge un divario legato al livello di istruzione

  • Oggi, 05:50
Il 65% della popolazione ritiene che il sistema politico dia voce alle persone comuni

Il 65% della popolazione ritiene che il sistema politico dia voce alle persone comuni

  • Keystone
Di: Benjamin von Wyl (swissinfo.ch) 

La Svizzera fa segnare risultati eccellenti in termini di fiducia nelle istituzioni pubbliche, ma durante la presentazione online dello studio dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) condotto in 38 Paesi non se ne è quasi parlato. Del resto, non era presente alcun rappresentante del Governo svizzero.

Era presente invece il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, che ha sottolineato che in Spagna la percentuale di persone che nutrono fiducia alta o moderata nel Governo è aumentata, superando il 40%. Spicca il dato del Messico, in cui ben il 53% della popolazione ha fiducia nell’esecutivo: una percentuale nettamente superiore alla media internazionale e lodata nel suo discorso dalla ministra messicana per la lotta alla corruzione, Raquel Buenrostro Sánchez.

Visibilmente soddisfatto anche il rappresentante del Governo australiano, Patrick Gorman, che vede il 51% registrato in Australia come una conferma della bontà del divieto dei social media per gli adolescenti: una misura voluta dai genitori australiani, che hanno trovato un Governo disposto ad ascoltarli e pronto a confrontarsi con le grandi aziende tecnologiche.

Due svizzeri su tre si sentono ascoltati

Tuttavia, anche in Australia, emerge dallo studio, meno della metà delle persone ha la sensazione che il sistema politico consenta a “gente come loro” di avere voce in capitolo su ciò che fanno i governanti.

Del resto, quest’impressione è condivisa solo da circa un terzo delle persone a livello globale. Il risultato evidenzia “le crescenti e insoddisfatte aspettative della cittadinanza riguardo al diritto di partecipare alle decisioni al di fuori delle elezioni” si legge nello studio.

L’unica eccezione è la Svizzera, dove il 65% ritiene che il sistema dia voce alle persone comuni.

Il Paese è anche da solo al comando della classifica internazionale riguardo alla fiducia nelle istituzioni pubbliche: il 62% della popolazione, una percentuale rimasta stabile dall’ultimo sondaggio, nutre una fiducia alta o moderata nel Governo svizzero.

Più fiducia nella polizia, nei media e nei partiti

Questo dato non sorprende più di tanto: in Svizzera la fiducia sociale è tradizionalmente elevata, come dimostra, per esempio, lo studio annuale “Sicurezza” del Politecnico federale di Zurigo (ETH). Tuttavia, gli svizzeri non si sono mai rivelati così positivi in precedenza, come emerge dal confronto con l’ultimo studio dell’OCSE. Che si tratti di polizia, giustizia, media o degli esecutivi cantonali: nel 2025 la popolazione svizzera riponeva in queste istituzioni più fiducia che nel 2023.

Chi segue da vicino le accese discussioni e le reciproche accuse nelle campagne sulle votazioni popolari in Svizzera stenta a crederci, soprattutto vedendo il risultato in crescita di organizzazioni che in genere tendono a suscitare diffidenza: quasi la metà del campione svizzero interpellato, infatti, si è dichiarato fiducioso nei partiti politici.

Questo 49% rappresenta un valore eccezionale nel confronto con l’estero: nei Paesi confinanti come la Francia (15%), l’Italia (22%) e la Germania (25%) solo un’esile minoranza nutre fiducia nei propri partiti.

L’andamento della fiducia a livello internazionale

Lo studio dell’OCSE si conclude con una valutazione positiva: il livello di fiducia è in media «robusto». L’andamento calante registrato negli anni precedenti è stato arrestato e in alcuni Paesi la tendenza si è persino invertita.

Nei paesi dell’OCSE, nel 2025 in media quattro persone su dieci si fidavano del proprio Governo. Tuttavia, erano leggermente meno rispetto al 43% rappresentato da coloro che nutrivano scarsa o nessuna fiducia.

Risultati tendenzialmente positivi sono stati registrati in Islanda (59%), Norvegia (57%) e Lussemburgo (55%).

I fanalini di coda erano la Bulgaria (16%), il Perù (20%) e la Francia (22%).

Emissioni di CO₂ e nella regolamentazione dell’IA

La fiducia degli svizzeri si estende però oltre le istituzioni.

Anche di fronte alle grandi sfide del nostro tempo prevale l’ottimismo: più della metà della popolazione ritiene che la Svizzera sia in grado di ridurre le emissioni di CO₂. Solo in Brasile e in Finlandia questa fiducia è condivisa dalla maggioranza delle persone interpellate: nel confronto internazionale si arriva al 38%. La maggior parte delle svizzere e degli svizzeri ritiene inoltre che si riuscirà a trovare un equilibrio tra gli interessi delle generazioni attuali e future, a cambiare leggi impopolari e a disciplinare ‘”adeguatamente” le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale.

Secondo lo studio dell’OCSE, più del 50% della popolazione svizzera ritiene che i propri rappresentanti eletti reagirebbero in modo “significativo” se li si contattasse – in tutti gli altri Paesi meno della metà delle persone intervistate la pensa così.

Un divario nella società svizzera

In Svizzera la maggioranza si sente ascoltata, ma questo non vale per tutta la popolazione. Infatti, vi è un aspetto in cui la Svizzera rappresenta un’eccezione negativa: mentre circa l’80% delle persone con un livello di istruzione elevato (università, scuola universitaria professionale o scuola specializzata superiore) ha fiducia nel Governo, questa percentuale scende al 45% tra chi ha seguito un apprendistato o è senza formazione.

Questo divario rappresenta una sfida per la società svizzera. Dopotutto, un Paese che si fonda sul volontariato e sulla partecipazione ed è orgoglioso della qualità della sua formazione professionale non può permettersi che chi non ha studiato si senta escluso. Inoltre, in Svizzera chi ha “grandi preoccupazioni finanziarie” nutre una fiducia inferiore rispetto a chi non ha problemi di soldi, e le donne ne hanno meno degli uomini. In questo caso, però, le differenze sono meno marcate rispetto a quelle relative al livello di istruzione.

Cauto ottimismo dell’OCSE

La fiducia è essenziale per la democrazia. Negli ultimi anni molte democrazie hanno vissuto scossoni populisti e un indebolimento dei diritti democratici. A livello mondiale, molti politologi ritengono che questo indebolimento sia dovuto a una crisi di fiducia: chi non ha fiducia tende ad accettare più facilmente che la partecipazione e i diritti vengano limitati, forse perché tali diritti sono considerati in ogni caso promesse vuote.

L’OCSE ha comunque dimostrato un cauto ottimismo in occasione della presentazione del proprio studio. È vero che, nei Paesi esaminati, solo il 40% delle persone ha una fiducia elevata o moderata nel Governo, ma il dato si è stabilizzato dopo un precedente calo.

La percentuale può essere considerata bassa. Ma lo studio dell’OCSE si è limitato a distinguere tra chi ha fiducia e chi non ce l’ha.

In verità, l’assenza di fiducia non equivale alla diffidenza. Non tutti coloro che hanno “poca o nessuna fiducia” credono a teorie del complotto o sono in stato di indignazione permanente. Ci si può persino chiedere se non vi siano aspetti positivi in un atteggiamento critico nei confronti del proprio Governo, purché i cittadini si sentano parte integrante del sistema democratico.

Più preoccupante dei bassi livelli di fiducia, quindi, è il fatto che, al di fuori della Svizzera, in nessun altro Paese la maggioranza abbia la sensazione che le “persone come loro” siano ascoltate dalla politica.

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