Presidente e vicepresidente del Sud Sudan hanno ordinato un cessate il fuoco dopo quattro giorni di combattimenti, che hanno fatto almeno 300 morti, mentre 28'000 persone si sono rifugiate nella base dell'ONU della capitale Juba.
Durante gli scontri, che vedevano opposte le truppe fedeli al presidente ai partigiani del suo vice, nella capitale è entrata in azione anche l'artiglieria pesante.
I combattimenti non hanno risparmiato neppure i caschi blu, con due soldati cinesi morti e altri 11, di diverse nazionalità, feriti. Il segretario generale delle Nazioni Unite ha chiesto un embargo immediato all'importazione di armi nel paese.
AFP/sf



