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Teheran all’ONU chiede “garanzie credibili” in prospettiva

Per l’Iran sicurezza e stabilità nel Golfo Persico saranno permesse solo se il regime sarà certo di non subire altri attacchi - Il barile di Brent arriva a sfiorare i 110 dollari martedì Intanto Israele bombarda ancora i civili nel sud del Libano

  • 25 aprile, 07:17
  • Oggi, 06:54
Il prezzo del petrolio è in progressione sui mercati internazionali e il Brent vola a quasi 110 dollari al barile

Il prezzo del petrolio è in progressione sui mercati internazionali e il Brent vola a quasi 110 dollari al barile

  • Keystone
Di: Redazione Info RSI 
  • L’ambasciatore iraniano all’ONU chiede “garanzie credibili” per il suo Paese contro ogni nuovo attacco

  • Le borse asiatiche perdono terreno mentre il greggio continua ad aumentare fino a sfiorare i 110 dollari al barile

  • Israele bombarda ancora il sud del Libano causando almeno quattro morti e decine di feriti

  • Il presidente francese Emmanuel Macron pronto a dialogare con Teheran per trovare una soluzione negoziata

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06:05

Islamabad: sfuma un nuovo round di negoziati

Telegiornale 25.04.2026, 20:00

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17 minuti fa

Doha esorta a evitare un “conflitto congelato” nel Golfo

Martedì il Qatar ha messo in guardia contro un “conflitto congelato” nel Golfo, mentre i colloqui tra Stati Uniti e Iran per porre fine in modo definitivo alla guerra sembrano essere giunti a un punto morto.

“Non vogliamo assistere a una ripresa delle ostilità nella regione nel prossimo futuro, non vogliamo vedere un conflitto congelato” che si riaccenda ad ogni pretesto politico, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Affari esteri, Majed al-Ansari, durante una conferenza stampa a Doha.

La Casa Bianca ha dichiarato lunedì di stare esaminando una nuova proposta di Teheran per sbloccare lo Stretto di Hormuz, praticamente paralizzato dall’inizio della guerra in Medio Oriente.

I negoziati tra Stati Uniti e Iran volti a porre fine al conflitto e a riaprire completamente questo stretto strategico non hanno avuto esito positivo dall’entrata in vigore del cessate il fuoco l’8 aprile. “Ci teniamo a vedere questa guerra concludersi in modo duraturo, tenendo conto di tutte le nostre preoccupazioni nella regione e oltre”, ha aggiunto Ansari.

54 minuti fa

Bahrein: cinque ergastoli per atti “terroristici” pianificati con l'Iran

Martedì in Bahrein cinque persone sono state condannate all’ergastolo per aver collaborato con l’Iran al fine di commettere “atti terroristici” in questo Paese del Golfo, preso di mira da Teheran durante la guerra, ha annunciato la Procura generale.

Gli imputati, due afghani e tre bahreiniti, sono stati giudicati colpevoli in particolare di aver sorvegliato e scattato foto di “siti vitali” per conto delle Guardie della Rivoluzione iraniane, ha indicato la Procura Generale in un comunicato, mentre un sesto imputato è stato assolto.

“Il reato di collusione con entità straniere ostili al Regno del Bahrein costituisce uno dei reati più gravi che minacciano la sicurezza nazionale”, ha affermato.

Un'ora fa

L'Arabia Saudita ospita una riunione del Consiglio di cooperazione del Golfo

Il ministro degli Affari esteri degli Emirati Arabi Uniti è giunto a Gedda, in Arabia Saudita, dove si tiene una riunione straordinaria del Consiglio di cooperazione del Golfo, il primo incontro in presenza dei leader o degli alti funzionari dell’organizzazione dall’inizio dei bombardamenti israelo-statunitensi contro l’Iran, due mesi fa.

Sono attesi anche l’emiro del Qatar, il principe ereditario del Kuwait e il re del Bahrein. Gli Emirati Arabi Uniti hanno criticato la risposta inadeguata del CCG alle rappresaglie iraniane che hanno gravemente danneggiato le infrastrutture delle monarchie petrolifere del Golfo.

Un'ora fa

Israele ordina l'evacuazione di altri villaggi nel sud del Libano

Martedì l’esercito israeliano ha ordinato lo sgombero di nuovi villaggi nel sud del Libano, un annuncio che solitamente precede attacchi aerei in quella zona. Questo nuovo ordine di sgombero arriva mentre è in vigore, dal 17 aprile, un cessate il fuoco tra il movimento libanese filo-iraniano Hezbollah e Israele, dopo un mese e mezzo di guerra. Le due parti in conflitto si accusano a vicenda di violarlo.

“Avviso urgente ai residenti del Libano che si trovano nei seguenti villaggi e località”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, elencando una lista di 17 villaggi. Gli abitanti sono invitati a lasciare immediatamente le loro case e a dirigersi verso il “distretto di Saida”, ha aggiunto.

I villaggi indicati si trovano tutti oltre la “linea gialla” di demarcazione che l’esercito israeliano ha stabilito dieci giorni fa nel sud del Libano per, secondo il governo, garantire la sicurezza degli israeliani.

Nella fascia di territorio situata tra il confine e questa linea gialla, Israele afferma di autorizzarsi a effettuare attacchi contro Hezbollah. Da una settimana, l’esercito israeliano sostiene che Hezbollah effettua regolarmente lanci di droni esplosivi verso le sue posizioni. Un soldato israeliano è stato ucciso domenica e un altro gravemente ferito martedì da questi velivoli letali, secondo i comunicati diffusi dall’esercito.

Oggi, 10:28

Iran: gli Stati Uniti non sono più in grado di “imporre la loro politica”

Martedì l’Iran ha dichiarato che gli Stati Uniti non sono più in grado di “imporre la loro politica” ad altri Paesi, mentre Washington sta valutando una nuova proposta di Teheran per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

“Gli Stati Uniti non sono più nella posizione di dettare la loro politica a nazioni indipendenti”, ha affermato il portavoce del ministero della Difesa iraniano, Reza Talaei-Nik, citato dalla televisione di Stato. Washington deve rinunciare alle sue “richieste illegali e irrazionali”, ha aggiunto.

Oggi, 09:30

Due soldati israeliani feriti da droni lunedì nel Libano meridionale

Due soldati israeliani sono rimasti feriti — uno “gravemente” e l’altro in modo più lieve — in un attacco con droni avvenuto lunedì nel Libano meridionale, secondo quanto riferito martedì dall’esercito israeliano. Entrambi i soldati sono stati trasportati in ospedale per ricevere cure mediche.

Il Times of Israel aggiunge che l’attacco è attribuito a Hezbollah. Lo stesso quotidiano riferisce che l’IDF ha lanciato un missile intercettore contro un altro presunto drone di Hezbollah “diretto verso un’area nel Libano meridionale dove sono schierate le truppe israeliane”.

Oggi, 08:31

Medici Senza Frontiere: “L'acqua come arma” nella Striscia di Gaza

L’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) accusa Israele di aver utilizzato l’acqua come arma nella Striscia di Gaza. Secondo un rapporto dell’organizzazione, l’accesso all’acqua sarebbe stato sistematicamente negato alla popolazione “come punizione collettiva”. L’esercito israeliano respinge tali accuse.

Le autorità israeliane avrebbero sistematicamente distrutto o danneggiato quasi il 90% delle infrastrutture idriche e fognarie, tra cui impianti di desalinizzazione, pozzi, condutture e fognature.

Il rapporto si riferisce al periodo compreso tra l’inizio della guerra israeliana contro l’organizzazione terroristica Hamas nell’ottobre 2023 e la fine del 2025. In precedenza, i terroristi della Striscia di Gaza avevano attaccato Israele, uccidendo 1’200 persone e sequestrando circa 250 ostaggi nella Striscia di Gaza.

“Le autorità israeliane stanno commettendo un genocidio, reso possibile dall’inerzia della comunità internazionale”, si legge nel rapporto “L’acqua come arma”.

Oggi, 08:15

L'ONU contraria al diritto di passaggio nello Stretto di Hormuz

Il capo dell’agenzia marittima delle Nazioni Unite ha ribadito lunedì che non esiste «alcuna base giuridica» per un diritto di passaggio nello Stretto di Hormuz, che l’Iran dichiara di voler istituire.

“Non esiste alcun fondamento giuridico per l’introduzione di tasse, dazi doganali o spese sugli stretti utilizzati per la navigazione internazionale”, ha dichiarato il segretario generale dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO), Arsenio Dominguez.

Oggi, 07:34

Trump scettico sulla proposta dell'Iran per lo Stretto e il nucleare

Donald Trump e i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sono scettici sull’offerta dell’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz e sospendere le trattative sul nucleare. Lo riporta il Wall Street Journal martedì citando alcune fonti.

La Casa Bianca continuerà a negoziare con Teheran e probabilmente presenterà la sua risposta e le sue controproposte nei prossimi giorni.

Anche se l’offerta iraniana non è stata respinta categoricamente, Trump e i suoi consiglieri sono dubbiosi sull’azione in buona fede dell’Iran e sull’intenzione di Teheran di mettere fine all’arricchimento dell’uranio e impegnarsi a non sviluppare l’arma nucleare.

Oggi, 07:06

Rubio: "Teheran usa il blocco di Hormuz in modo mirato"

Secondo il segretario di Stato americano Marco Rubio l’Iran sta utilizzando in modo mirato il blocco dello Stretto di Hormuz, di importanza strategica, come arma dal massimo impatto possibile. “Lo Stretto di Hormuz è in sostanza un’arma nucleare economica che stanno cercando di usare contro il mondo – e se ne vantano”, ha affermato Rubio in un’intervista.

Per questo motivo, ha sottolineato, i detentori del potere a Teheran non dovrebbero mai entrare in possesso di armi nucleari. “Immaginate se queste persone avessero accesso a un’arma atomica: prenderebbero in ostaggio l’intera regione”, ha affermato il segretario di Stato, che ricopre anche la carica di consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Donald Trump.

Rubio non ha voluto commentare come reagirà Trump nel caso in cui Teheran continui a non essere disposta a discutere sul suo controverso programma nucleare. Nei negoziati, attualmente in fase di stallo, per la risoluzione del conflitto, l’Iran ha recentemente presentato una nuova proposta.

Secondo quanto riportato dai media la bozza prevede l’apertura dello Stretto di Hormuz e la fine della guerra, ma il controverso programma nucleare iraniano dovrebbe essere negoziato solo in un secondo momento.

Oggi, 06:48

Il Brent continua a salire e ormai sfiora i 110 dollari al barile

Il prezzo del barile di greggio Brent con consegna a giugno è salito di 1,11 dollari a 109,34 dollari. Il Brent con consegna a luglio, su cui si concentra la maggior parte degli scambi nel mercato petrolifero, è salito di 1,08 dollari a 102,77 dollari al barile.

I prezzi del Brent erano di circa 70 dollari al barile prima della guerra e sono arrivati a toccare brevemente quasi 120 dollari. Il greggio di riferimento statunitense WTI dal canto suo ha guadagnato martedì 96 centesimi, attestandosi a 97,33 dollari al barile.

Oggi, 06:39

Mercati asiatici in calo martedì nell'attesa di uscire dall'impasse

Martedì i mercati azionari asiatici hanno registrato un calo mentre i prezzi del petrolio sono saliti, poiché gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra in Iran sembravano ancora una volta arenarsi. Nonostante un fragile cessate il fuoco, lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso. Gran parte dell’Asia, compreso il Giappone, Paese povero di risorse, dipende da quella rotta per le proprie forniture di petrolio.

L’indice di riferimento giapponese Nikkei 225 è sceso dell’1,1% a 59.884,12 dopo che la banca centrale ha deciso di mantenere il tasso di interesse di riferimento invariato allo 0,75%. Nel resto dell’Asia, il Kospi sudcoreano è salito dell’1% a 6.683,10. L’Hang Seng di Hong Kong è sceso dello 0,7% a 25.751,04, mentre lo Shanghai Composite ha perso lo 0,2% a 4.078,77.

Oggi, 06:29

Macron promette di avviare un dialogo con l'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz

Il presidente francese Emmanuel Macron ha promesso lunedì di avviare un dialogo con le autorità iraniane per «affrontare il problema» dell’aumento dei prezzi del carburante “alla radice” . In questo modo intende cercare di ottenere la riapertura dello Stretto di Hormuz.

“La causa del problema è che adesso c’è questo blocco e lo Stretto di Hormuz è chiuso. Quindi bisogna affrontare il problema alla radice, permettere che le cose ripartano”, ha dichiarato il capo di Stato durante una visita in Andorra. Ha indicato che avrebbe avviato un dialogo “con le autorità iraniane” al termine di questa visita, sperando di ‘convincere’ le parti interessate “nei prossimi giorni”.

“È importante poter riaprire il traffico da entrambe le parti per consentire al gas, al petrolio, ai fertilizzanti e alle merci di attraversare lo stretto, perché ciò ha un impatto sull’economia mondiale”, ha aggiunto.

Oggi, 06:25

Teheran all'ONU chiede "garanzie credibili" in prospettiva

Il ritorno della sicurezza e della stabilità nel Golfo Persico passa attraverso “garanzie credibili” per l’Iran contro qualsiasi nuovo attacco statunitense-israeliano, ha dichiarato lunedì l’ambasciatore iraniano presso l’ONU. La sessione era stata convocata dal Bahrein.

Durante la riunione del Consiglio di sicurezza a New York, decine di nazioni hanno condannato l’Iran per il suo controllo dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per le esportazioni di idrocarburi dai Paesi del Golfo Persico verso il resto del mondo.

Rivolgendosi poi alla stampa, l’ambasciatore iraniano Amir Saeid Iravani ha deplorato il fatto che le critiche hanno preso di mira esclusivamente l’Iran, senza menzionare il blocco navale decretato da Washington.

Oggi, 06:06

Libano, "4 morti e 51 feriti a causa dei raid israeliani nel sud"

I bombardamenti israeliani di lunedì sul sud del Libano hanno causato la morte di quattro persone e il ferimento di 51, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute libanese. Tra i feriti figurano tre bambini.

I bombardamenti israeliani hanno colpito diverse località nel sud del Libano, secondo l’agenzia di stampa nazionale (ANI). L’esercito israeliano ha dichiarato di aver iniziato a colpire “infrastrutture di Hezbollah” nel sud del Paese e nella valle della Bekaa (a est).

Ha affermato in particolare di aver “distrutto negli ultimi giorni più di 50 infrastrutture terroristiche nel sud del Libano, compreso un complesso sotterraneo utilizzato da Hezbollah” per attacchi contro Israele.

Ieri, 20:57

Hezbollah, "il regime miserabile di Aoun vende il Libano ai sionisti"

“Attaccare un’intera comunità e dipingerla come nemica non permetterà a un regime spregevole di vendere il Paese ai sionisti!”. Lo ha affermato in un comunicato stampa Ali Ammar, parlamentare di Hezbollah, in risposta alle parole del presidente libanese Joseph Aoun, che aveva accusato l’organizzazione terroristica di aver “trascinato il proprio Paese in guerra per servire interessi esterni”, in riferimento al supporto fornito a Teheran. Ammar ha definito “un regime miserabile” quello guidato da Aoun, affermando che “la resistenza rimarrà il simbolo della dignità della nazione”. “Quanto ai sottomessi e ai traditori - ha proseguito - la prostrazione davanti agli invasori non conferirà loro il minimo onore nazionale”. L’esponente di Hezbollah ha concluso ricordando che “le famiglie dei martiri in tutto il Libano incarnano il patriottismo. Non hanno bisogno di alcun certificato di appartenenza, perché il sangue dei loro figli laverà via la vergogna di un regime che umilia la sua patria”.

Ieri, 20:29

Delegazione israeliana al Cairo

Una delegazione israeliana di alto livello è arrivata al Cairo lunedì pomeriggio a bordo di un aereo privato proveniente da Tel Aviv per una breve visita in Egitto. La visita - riferiscono fonti dell’aeroporto - ha lo scopo di esaminare gli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza alla luce del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

La delegazione, composta da undici alti funzionari, avrà al Cairo diversi incontri per esaminare gli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza, le attività del Board of Peace e le questioni relative alla governance della Striscia di Gaza. Discuteranno anche della situazione regionale, in particolare nel Golfo e in Libano, secondo le stesse fonti.

Ieri, 20:25

Netanyahu, arsenale di Hezbollah richiede altre azioni militari

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che i razzi e i droni in possesso del gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran, rimangono una minaccia fondamentale che richiede ulteriori azioni militari da parte dell’esercito israeliano in Libano. “Ci sono ancora due minacce principali da parte di Hezbollah: i razzi da 122 mm e i droni. Ciò richiede una combinazione di attività operative e tecnologiche”, ha affermato in una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio.

Ieri, 18:42

Araghchi, richieste eccessive degli USA hanno fatto fallire i negoziati

I tentativi di riavviare le discussioni sul cessate il fuoco e sulla riapertura alla navigazione dello Stretto di Hormuz, avviati all’inizio di aprile a Islamabad, sono falliti a causa dell’approccio di Washington. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “L’approccio americano ha fatto sì che il precedente ciclo di negoziati, nonostante alcuni progressi, non raggiungesse i suoi obiettivi a causa di richieste eccessive”, ha dichiarato Araghchi.

03:41
Il ministro degli esteri iraniano Araghchi

Guerra in MO: il ministro degli esteri iraniano a Mosca

SEIDISERA 27.04.2026, 18:00

  • keystone
Ieri, 17:55

Bahrein e 80 nazioni chiedono la riapertura dello Stretto di Hormuz

La missione del Bahrein presso l’ONU, sostenuta da 80 Stati membri, ha chiesto lunedì la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz senza alcun pedaggio “illegale”. La dichiarazione è stata presentata da Abdullatif bin Rashid Al Zayani, ministro degli Esteri del Bahrein, in vista della riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulla sicurezza marittima.

“La libera navigazione attraverso lo stretto è un pilastro fondamentale della sicurezza e della prosperità globali. I diritti e le libertà di navigazione non devono essere illegittimamente minacciati o sospesi. Ribadiamo il nostro appello per l’apertura urgente e senza ostacoli dello stretto”, ha dichiarato lunedì Abdullatif bin Rashid Al Zayani presso la sede delle Nazioni Unite a New York.

Ieri, 17:33

Ministro della Difesa israeliano: il leader di Hezbollah “gioca con il fuoco”

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato lunedì che Hezbollah porterà il Libano alla catastrofe, dopo che il leader di questo movimento filo-iraniano si è opposto ai negoziati diretti tra Libano e Israele.

“Naim Qassem sta giocando con il fuoco, e questo fuoco brucerà Hezbollah e tutto il Libano (...) Se il governo libanese continuerà a rifugiarsi sotto l’ala dell’organizzazione terroristica Hezbollah, scoppierà un incendio che brucerà i cedri del Libano”, ha dichiarato Katz all’inviata delle Nazioni Unite in Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert, secondo un comunicato pubblicato dai suoi portavoce.

Ieri, 17:04

Fed e BCE verso tassi fermi questa settimana: tutti gli occhi su Hormuz

Fed e BCE sono in stand-by nelle riunioni di politica monetaria di questa settimana: le prospettive, nelle attese dei mercati finanziari e degli economisti, puntano su una possibile stretta monetaria per Francoforte a giugno nonostante una drastica accelerazione dell’inflazione al 2,6%.

Gli overnight index swaps relativi ai tassi BCE danno ad appena il 5% le attese per una stretta nella riunione di giovedì 30 aprile. Per giugno la percentuale sale al 77% con un tasso implicito visto mediamente a oltre il 2,27% dall’attuale 2%. È l’attesa anche di gran parte degli economisti sentiti dalla Bloomberg, che si aspettano una stretta da un quarto di punto percentuale a giugno ma un dietro-front entro fine 2027.

Anche la Fed, nelle aspettative, lascerebbe questo mercoledì i tassi fermi nella forchetta compresa fra 3,5 e 3,45%, a dispetto di un’inflazione schizzata al 3,3% con il balzo più forte degli ultimi quattro anni, spinta dai prezzi dei carburanti.

Ieri, 16:43

Prezzi del petrolio raggiungono i massimi delle ultime due settimane

I prezzi del petrolio sono saliti di circa il 2% lunedì, raggiungendo il massimo delle ultime due settimane, poiché i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran hanno subito una battuta d’arresto e le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz sono rimaste limitate, mantenendo l’offerta globale di petrolio a livelli ridotti.

I futures sul Brent sono saliti di 2,16 dollari, ovvero del 2,1%, attestandosi a 107,49 dollari al barile alle 10:01 EDT (14:01 GMT), mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) è salito di 1,32 dollari, ovvero dell’1,4%, a 95,72 dollari.

Questo ha portato il Brent al rialzo per il sesto giorno consecutivo per la prima volta dal marzo 2025 e sulla buona strada per la chiusura più alta dal 7 aprile.

Ieri, 16:13

Il ministro degli Esteri di Teheran accusa gli USA di aver fatto fallire i negoziati

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato lunedì Washington di aver fatto fallire i colloqui di pace, non appena arrivato in Russia. Questa sosta a San Pietroburgo costituisce la nuova tappa del suo tour diplomatico.

I tentativi di rilanciare le discussioni sul cessate il fuoco e sulla riapertura alla navigazione dello Stretto di Hormuz – avviati all’inizio di aprile a Islamabad – sono finora falliti a causa della fermezza dimostrata da Washington e Teheran.

Il capo della diplomazia di Teheran, che cerca di raccogliere consensi nella guerra contro Washington, ha incontrato lì il leader russo Vladimir Putin. “La Russia farà ‘di tutto’ affinché ‘la pace possa essere raggiunta il più rapidamente possibile’”, ha assicurato Putin, secondo quanto riportato dai media statali russi, al ministro iraniano.

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02:14

Visita dell'Iran a Mosca

Telegiornale 27.04.2026, 20:00

Ieri, 16:06

L'Iran pronto a riaprire lo Stretto se gli USA revocano il blocco e la guerra finisce

L’Iran si è offerto di porre fine al blocco dello Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco statunitense sul Paese e della fine della guerra, proponendo al contempo che le discussioni sulla questione più ampia del suo programma nucleare vengano affrontate in una fase successiva, hanno affermato lunedì due funzionari regionali.

Sembra improbabile che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump accetti l’offerta, che è stata trasmessa agli americani dal Pakistan e lascerebbe irrisolte le controversie che hanno portato gli Stati Uniti e Israele a entrare in guerra il 28 febbraio.

Con un fragile cessate il fuoco in vigore, gli Stati Uniti e l’Iran sono bloccati in una situazione di stallo sullo stretto, attraverso il quale in tempo di pace transita un quinto del petrolio e del gas commercializzati a livello mondiale.

Il blocco statunitense è concepito per impedire all’Iran di vendere il proprio petrolio, privandolo di entrate cruciali e creando al contempo una situazione in cui Teheran potrebbe essere costretta a interrompere la produzione perché non ha dove immagazzinare il petrolio.

La chiusura dello stretto, nel frattempo, ha messo sotto pressione Trump, poiché i prezzi del petrolio e della benzina sono saliti alle stelle in vista delle cruciali elezioni di medio termine, negli USA a novembre, e ha messo sotto pressione i suoi alleati del Golfo, che utilizzano la via navigabile per esportare i propri petrolio e gas.

Ieri, 15:47

Attacchi israeliani colpiscono il Libano orientale, nonostante la tregua

Gli attacchi nella Valle della Bekaa, nel Libano orientale, hanno segnato la prima volta che l’area è stata colpita da quando, il 16 aprile, è entrato in vigore il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, che ha ridotto in modo significativo il ritmo degli attacchi senza però arrestare del tutto gli scontri a fuoco.

Israele ha continuato a sferrare attacchi in tutto il sud del Libano e le sue truppe stanno occupando una fascia del sud del Paese, distruggendo abitazioni che descrivono come infrastrutture utilizzate da Hezbollah. Il gruppo sostenuto dall’Iran, nel frattempo, ha continuato i suoi attacchi con droni e razzi contro le truppe israeliane in Libano e nel nord di Israele.

Un portavoce dell’esercito israeliano ha dichiarato che si sta iniziando a colpire le infrastrutture di Hezbollah nella Bekaa e in alcune zone del sud del Libano. Fonti di sicurezza hanno riferito a Reuters che gli attacchi hanno colpito nei pressi della città di Nabi Chit, vicino al confine orientale del Libano con la Siria, senza che siano state segnalate vittime nell’immediato.

L’agenzia di stampa statale libanese ha riferito di diversi attacchi nel sud del Paese che hanno causato almeno tre feriti.

Hezbollah ha dichiarato lunedì di aver attaccato un carro armato israeliano nel sud del Libano con un drone. L’esercito israeliano ha affermato che un drone lanciato da Hezbollah è esploso vicino alle sue truppe nel sud del Libano, senza causare vittime.

Ieri, 15:32

Gli Emirati criticano la “debolezza” dei propri alleati del Golfo

Un alto funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha criticato lunedì la reazione dei propri alleati del Golfo, definendola «debole», in seguito agli attacchi sferrati dall’Iran nella regione in risposta all’offensiva israelo-americana.

L’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, il Qatar, il Kuwait e l’Oman hanno istituito il Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) nel 1981, e nel 2000 è stato firmato un accordo di difesa comune, ha ricordato il consigliere del presidente degli Emirati, Anwar Gargash, durante una conferenza a Dubai.

Dopo l’inizio dell’offensiva di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran e l’estensione del conflitto alla sponda meridionale del Golfo, “gli Stati membri si sono sostenuti a vicenda a livello logistico, ma sia sul piano politico che militare, penso che la loro posizione sia stata la più debole della storia”, ha affermato. “Mi aspettavo una posizione così debole da parte della Lega Araba e non mi sorprende, ma non me l’aspettavo dal CCG”, ha aggiunto.

Ieri, 15:12

Il petrolio sale a fronte dell'assenza di sviluppi sullo Stretto di Hormuz

Lunedì i prezzi del petrolio erano in rialzo, dopo un fine settimana caratterizzato dall’annullamento di nuovi colloqui tra Iran e Stati Uniti. L’incertezza sui negoziati fa temere una quasi-paralisi prolungata dello Stretto di Hormuz.

Poco prima delle 13:00, il prezzo del barile di Brent del Mare del Nord, con consegna a giugno, è salito dell’1,31% a 106,71 dollari. Il suo equivalente americano, il barile di West Texas Intermediate (WTI), con consegna nello stesso mese, ha guadagnato l’1,01% a 95,35 dollari.

Sabato il presidente americano Donald Trump ha annullato il viaggio in Pakistan previsto per suo genero Jared Kushner e il suo inviato speciale Steve Witkoff.

Ieri, 14:41

Il gas scende sotto i 44 dollari sulla piazza TTF di Amsterdam

Scende sotto quota 44 dollari il gas naturale sulla piazza TTF di Amsterdam. I contratti future sul mese di giugno cedono il 2,35% a 43,8 euro al megawattora. Sono in crescita le scorte UE al 31,47% a 356,44 TWh.

Gli operatori scommettono su un’imminente riapertura dello Stretto di Hormuz dopo la proposta presentata dall’Iran agli Stati Uniti tramite i mediatori pakistani.

Ieri, 14:38

Presidente Aoun: Libano respingerà qualsiasi accordo "umiliante" con Israele

Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato che respingerà qualsiasi accordo “umiliante” con Israele al termine dei negoziati. Aoun ha anche risposto a Hezbollah: portare il Paese in guerra è “tradimento”.

Il presidente libanese ha dichiarato che i negoziati diretti con Israele mirano a porre fine al conflitto con Hezbollah, accusando al contempo di “tradimento” coloro che hanno trascinato il Libano in guerra, in un implicito rimprovero al gruppo armato sostenuto dall’Iran.

“Il mio obiettivo è raggiungere la fine dello stato di guerra con Israele, in modo simile all’armistizio del 1949”, ha affermato Aoun in una dichiarazione, aggiungendo: “Vi assicuro che non accetterò di raggiungere un accordo umiliante”.

“Coloro che ci hanno trascinato in guerra in Libano ora ci ritengono responsabili perché abbiamo preso la decisione di avviare i negoziati... Quello che stiamo facendo non è tradimento. Piuttosto, il tradimento è commesso da coloro che portano il proprio Paese in guerra per perseguire interessi stranieri”, ha concluso.

Ieri, 12:36

Israele attacca la Biennale di Venezia

“Il boicottaggio dell’artista israeliano Belu-Simion Fainaru da parte della Giuria Internazionale della Biennale di Venezia rappresenta una contaminazione del mondo dell’arte. La giuria, di stampo politico, ha trasformato la Biennale da uno spazio artistico aperto, libero da idee e senza limiti, in uno spettacolo di falso indottrinamento politico anti-israeliano”.

Lo scrive in un post su X il ministero degli Esteri israeliano. La dichiarazione arriva a qualche giorno dalla decisione della giuria internazionale della Biennale Arte di escludere dai premi Russia e Israele.

Ieri, 12:00

L'Iran vieta l'esportazione di lastre e lamiere d'acciaio

L’Organizzazione iraniana per la promozione del commercio ha dichiarato, tramite una direttiva, che l’esportazione di lastre e lamiere d’acciaio è vietata fino al 30 maggio, a causa delle pressioni che l’industria siderurgica del Paese sta subendo in seguito agli attacchi statunitensi e israeliani. Lo riporta Iran International.

Ieri, 11:56

Leader Hezbollah scettico sulla tregua in Libano

Il leader di Hezbollah Naïm Qassem ritiene che i negoziati con Israele faranno precipitare il Libano in un “ciclo di instabilità”, ribadendo il suo “categorico rifiuto” di negoziati diretti con lo Stato ebraico. Hezbollah inoltre non si tirerà indietro di fronte alle “minacce” israeliane, afferma il suo leader in una dichiarazione letta dall’emittente televisiva affiliata Al-Manar.

“Questi negoziati e il loro esito non esistono e non ci riguardano minimamente - ha affermato -. Continuiamo la nostra resistenza per difendere il Libano”.

Ieri, 11:55

Il ministro degli Esteri iraniano spiega le divergenze interne sulla nuova proposta agli USA

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe chiarito ai mediatori pakistani, egiziani, turchi e qatariani, durante il fine settimana, che non c’è consenso all’interno della leadership iraniana su come affrontare le richieste statunitensi. Lo riporta Axios citando una fonte.

Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di sospendere l’arricchimento dell’uranio per almeno un decennio e di rimuovere l’uranio arricchito dal Paese. La nuova proposta, presentata agli Stati Uniti tramite i mediatori pakistani, si concentra innanzitutto sulla risoluzione della crisi dello stretto di Hormuz e del blocco statunitense.

Nell’ambito di tale accordo il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero per una fine definitiva della guerra.

Ieri, 10:36

Oltre 2'000 marinai bloccati nello Stretto di Hormuz su 105 petroliere

Secondo un’associazione di categoria delle compagnie di navigazione petrolifera, circa 2’400 marittimi rimangono bloccati su oltre 105 petroliere nello Stretto di Hormuz. Lo scrive la BBC.

Ieri, 08:13

Il ministro degli Esteri iraniano è arrivato a San Pietroburgo in Russia

L’incontro con Putin “sarà una buona opportunità per discutere gli sviluppi della guerra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al suo arrivo a San Pietroburgo, secondo quanto riportato da Al-Jazeera. Obiettivo della visita, ha detto ancora, “proseguire le strette consultazioni tra Teheran e Mosca su questioni regionali e internazionali”.

Araghchi ha affermato inoltre che il suo viaggio a Islamabad è stato “molto produttivo” e ha comportato “buone consultazioni”, durante le quali i funzionari “hanno esaminato gli eventi passati e le condizioni specifiche in base alle quali i negoziati tra Iran e Stati Uniti potrebbero proseguire”.

Durante la sua visita in Oman, Araghchi ha affermato che le due parti hanno avuto colloqui sullo Stretto di Hormuz: “L’Iran e l’Oman sono i due Stati costieri dello Stretto (...) il che rende necessarie consultazioni reciproche, soprattutto perché la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto è diventata una questione globale di grande rilevanza”, ha dichiarato il ministro.

Ieri, 07:19

Trump dovrebbe discutere la proposta iraniana in giornata

L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l’avvio di colloqui sul programma nucleare di Teheran in una fase successiva, dopo l’apertura dello Stretto e la revoca del blocco. Lo riporta Axios.

Secondo alcune fonti, la nuova proposta sarebbe stata presentata agli Stati Uniti tramite mediatori pachistani.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe tenere oggi (lunedì) un incontro sull’Iran con i suoi principali collaboratori per la sicurezza nazionale e la politica estera per “discutere dello stallo nei negoziati, dei possibili prossimi passi e anche della nuova proposta di Teheran”.

Ieri, 06:57

Fiammata del prezzo del petrolio

I prezzi del petrolio salgono del 2% all’apertura delle contrattazioni in Asia, oggi, lunedì, spinti dalla persistente incertezza in Medio Oriente, dove i colloqui tra Iran e Stati Uniti sono stati annullati mentre lo Stretto di Hormuz rimane quasi paralizzato.

Verso le 03.00 in Svizzera, il prezzo del barile di West Texas Intermediate (WTI) con consegna a giugno, riferimento del mercato americano, è salito del 2,21% a 96,48 dollari. E il barile di Brent del Mare del Nord con consegna nello stesso mese, riferimento del mercato mondiale, è salito del 2,28% a 107,73 dollari.

Ieri, domenica l’Iran ha presentato alcune nuove proposte per porre fine al conflitto alla controparte americana. Nel frattempo il ministro degli Esteri della Repubblica islamica si trova a San Pietroburgo, in Russia, per colloqui con il presidente Putin.

Ieri, 06:48

La corsa del mondo al riarmo

Nel 2025 il mondo ha speso quasi 2’900 miliardi di dollari in armi, segnando l’undicesimo anno consecutivo di crescita in un contesto caratterizzato da molteplici conflitti, secondo un rapporto di riferimento pubblicato oggi, lunedì. Stati Uniti, Cina e Russia hanno rappresentato oltre la metà del totale della spesa, con 1’480 miliardi di dollari.

Gli Stati Uniti hanno speso 954 miliardi di dollari, ovvero il 7,5% in meno rispetto al 2024. Questo calo è tuttavia dovuto principalmente al fatto che non è stato approvato alcun nuovo aiuto finanziario militare all’Ucraina, a differenza dei tre anni precedenti.

Anche l’Europa ha contribuito all’aumento globale della spesa con un +14%, a 864 miliardi di dollari.

Ieri, 06:39

L'Iran presenta proposta per riaprire lo Stretto di Hormuz

L’Iran ha presentato agli Stati Uniti, tramite mediatori pakistani, una nuova proposta per raggiungere un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e porre fine alla guerra, ma i negoziati sul nucleare devono essere rinviati a data da destinarsi. Lo riporta Axios. La nuova proposta mira a sbloccare la situazione di stallo nei negoziati tra i due Paesi.

01:06
Il ministro degli esteri iraniano Araghchi

RG 07.00 del 27.04.2026 Il servizio di Sofia Stroppini

RSI Info 27.04.2026, 07:28

  • keystone
Ieri, 06:36

USA intercettano navi iraniane

Navi ed elicotteri della Marina statunitense hanno intercettato 38 navi mercantili collegate all’Iran dall’inizio del blocco navale. Lo ha riferito il Comando centrale degli Stati Uniti in Medio Oriente. Lo riporta Interfax.

“La Marina statunitense continua a far rispettare il blocco dei porti iraniani, impedendo alle navi di entrare o uscire. Le forze statunitensi hanno ordinato a 38 navi di invertire la rotta o di tornare in porto”, si legge in una nota. In particolare, sabato, un elicottero della Marina statunitense decollato dal cacciatorpediniere lanciamissili USS Pinckney ha intercettato la nave mercantile Sevan, soggetta a sanzioni statunitensi, nel Mar Arabico. Su ordine delle forze armate statunitensi, la nave è stata rimandata in Iran.

Inoltre, la scorsa settimana, due petroliere soggette a sanzioni e appartenenti alla “flotta ombra” iraniana, la Majestic X e la Tifani, sono state sequestrate nell’Oceano Indiano dal Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti.

Ieri, 06:16

Il ministro degli Esteri iraniano incontra il presidente russo

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha in programma oggi, lunedì, a Mosca un incontro con il presidente russo Vladimir Putin.

Mosca e Teheran, entrambe soggette a severe sanzioni occidentali, hanno sviluppato negli ultimi anni una relazione sempre più stretta. Il ministero degli Esteri russo aveva affermato che Araghchi si sarebbe recato a Mosca per colloqui. “Confermiamo una visita di Araghchi in Russia con l’obiettivo di tenere colloqui”, ha dichiarato il ministero all’agenzia di stampa RIA Novosti, senza fornire ulteriori dettagli.

L’agenzia di stampa iraniana ISNA ha citato l’ambasciatore di Teheran in Russia, Kazem Jalali, secondo il quale Araghchi incontrerà Putin per “consultarsi con i funzionari russi in merito agli ultimi sviluppi dei negoziati, del cessate il fuoco e degli eventi correlati”. Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Araghchi è partito ieri da Islamabad per la Russia.

La notizia giunge dopo che Araghchi si è fermato nella capitale pakistana per la seconda volta in meno di 24 ore, prima di dirigersi in Russia, dopo aver visitato anche l’Oman, mentre i mediatori si adoperavano per mantenere vivi i colloqui di pace con gli Stati Uniti nel tentativo di porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio.

Ieri, 06:01

Israele, due ex premier contro Netanyahu

L’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett e il leader dell’opposizione Yair Lapid, che ha ricoperto brevemente la carica di primo ministro nel 2022, si candideranno insieme alle prossime elezioni politiche in Israele previste per il prossimo mese di ottobre.

“Sono lieto di annunciare, insieme al mio amico Yair Lapid, che compirò l’atto più sionista e patriottico che abbiamo mai intrapreso per il nostro Paese. Stasera uniamo le forze e fondiamo il partito ‘Beyahad’ (‘Insieme’) sotto la mia guida, un partito che porterà a una grande vittoria e all’alba di una nuova era per il nostro splendido Paese”, ha dichiarato Bennett in conferenza stampa.

Bennett (di destra) e Lapid (di centro) formarono un Governo di coalizione nel giugno 2021, a cui succedette alla fine del 2022 l’attuale governo guidato da Benyamin Netanyahu. Secondo i sondaggi, Bennett è il favorito per sconfiggere Netanyahu alle elezioni.

“Bennett è un uomo di destra, ma un uomo di destra onesto, e tra noi c’è fiducia”, ha aggiunto Lapid. Bennett ha promesso che, se eletto, nominerà una commissione d’inchiesta nazionale sulle mancanze che hanno portato al massacro del 7 ottobre 2023, cosa che l’attuale Governo si rifiuta di fare. Ha anche invitato l’ex ministro Gadi Eizenkot (leader del partito centrista Yashar “Destra”) ad unirsi a loro in questa lista congiunta.

03:41

RG 07.00 del 27.04.2026 La diretta di Michele Giorgio

RSI Info 27.04.2026, 07:26

26 aprile, 22:24

Libano, 14 morti negli attacchi israeliani nel Sud del Paese

Il ministero libanese della Salute ha annunciato che gli attacchi israeliani nel sud del Paese hanno causato domenica la morte di 14 persone, nonostante la recente proroga del cessate il fuoco. Tra le vittime figurano due donne e due bambini, ha dichiarato il ministero in un comunicato, aggiungendo che altre 37 persone sono rimaste ferite.

26 aprile, 21:24

Trump, il sistema petrolifero iraniano rischia di esplodere in tre giorni

Il presidente statunitense Donald Trump, in un’intervista a Fox News, ha avvertito che le linee di produzione petrolifera dell’Iran potrebbero “esplodere” entro tre giorni se il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse continuare, a causa dell’impossibilità per Teheran di stoccare il greggio o caricarlo sulle navi.

“Quando si hanno grandi quantità di petrolio nel sottosuolo, se per qualsiasi motivo la produzione viene interrotta — ad esempio perché non è possibile caricare il greggio nei container o sulle navi — il sistema può collassare dall’interno”, ha spiegato. “Restano solo tre giorni prima che ciò accada. E quando succede, non si può ricostruire tutto come prima: al massimo si recupera il 50%”, ha aggiunto Trump.

26 aprile, 17:19

Libano, "oltre 2'500 morti nei raid d'Israele dal 2 marzo"

Il ministero della Salute del Libano riferisce che, dal 2 marzo, data in cui è ripresa la guerra aperta tra Israele e Hezbollah, almeno 2’509 persone sono state uccise e 7’755 ferite dagli attacchi israeliani. Lo riporta al Jazeera.

26 aprile, 14:58

Israele ha ripreso a colpire il sud del Libano: attacco su Kfar Tibnit

Un organo di stampa statale libanese ha riferito che l’esercito israeliano ha iniziato a colpire il Libano meridionale, dopo aver emesso un avviso di evacuazione per sette città e villaggi, nonostante il cessate il fuoco con l’organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah, gruppo filoiraniano.

“Aerei da guerra israeliani hanno effettuato un attacco” su Kfar Tibnit, una delle città oggetto dell’avviso israeliano, ha riferito l’Agenzia nazionale d’informazione libanese (Ani), aggiungendo che ci sono state segnalazioni di vittime. In base ai termini del cessate il fuoco, entrato in vigore il 17 aprile, Israele si riserva il diritto di continuare a colpire Hezbollah.

26 aprile, 13:14

Raid israeliani contro Gaza

Almeno tre persone, tra cui una donna, sono rimaste uccise oggi, domenica dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato la Protezione civile locale.

Nonostante lo scorso ottobre sia entrato in vigore un fragile cessate il fuoco, le due parti si accusano a vicenda di violazioni.

A Gaza City, principale centro urbano del territorio, due uomini hanno perso la vita quando un drone israeliano ha preso di mira un “gruppo di civili” nel quartiere di Zeitoun, secondo la Protezione civile. Una donna di 40 anni è invece stata uccisa da colpi d’arma da fuoco delle forze israeliane a Khan Yunis, secondo la stessa fonte.

Interpellata dall’AFP, l’esercito israeliano ha dichiarato di “non essere a conoscenza” di un incidente che abbia comportato la morte di una donna a Khan Yunis e ha aggiunto di stare esaminando le informazioni relative ai due uomini uccisi nel nord del territorio.

Nonostante la tregua conclusa nell’ottobre 2025, che ha ufficialmente posto fine alla guerra scatenata dal sanguinoso attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la Striscia di Gaza rimane devastata da violenze quotidiane.

26 aprile, 09:54

Beni iraniani bloccati in Svizzera

Secondo la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), la Svizzera ha congelato beni iraniani per un importo di 13,5 milioni di franchi. Rispetto ad altri Paesi soggetti a sanzioni, tale importo non è particolarmente elevato, scrive la NZZ am Sonntag.

Secondo Mark Pieth, professore emerito di diritto penale, l’ordinanza relativa alle sanzioni contro l’Iran è nettamente meno estesa di quella contro la Russia.

L’elenco delle sanzioni non includerebbe, ad esempio, il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei. La SECO ha ricordato che la Svizzera non impone sanzioni autonome. Ha spiegato l’importo relativamente modesto dei beni congelati dalle sanzioni internazionali in vigore da molti anni, che hanno fortemente ridotto i legami finanziari con l’Iran.

26 aprile, 08:52

Il ministro degli Esteri turco contatta i suoi omologhi di Iran e Pakistan

Il ministro degli Esteri turco ha avuto colloqui telefonici separati con i suoi omologhi iraniano e pachistano. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri di Ankara, scrive Anadolu. Secondo il ministero, i colloqui tra Hakan Fidan, Abbas Araghchi e Ishaq Dar si sono concentrati sugli ultimi sviluppi del processo negoziale tra Iran e Stati Uniti.

26 aprile, 08:08

Il ministro degli Esteri iraniano andrà in Russia

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi farà ritorno in Pakistan dopo la visita in Oman. L’agenzia di stampa Irna, citando il ministero degli Esteri, ha riferito che Araghchi “ha in programma di visitare nuovamente il Pakistan dopo aver completato il suo viaggio in Oman e prima di recarsi in Russia”.

Parte della sua delegazione è tornata a Teheran, ha aggiunto l’agenzia, “per consultarsi e ottenere le istruzioni necessarie sulle questioni relative alla fine della guerra, e dovrebbe ricongiungersi ad Araghchi a Islamabad ancora oggi, domenica”.

26 aprile, 08:05

Nuovi raid israeliani nel sud del Libano

I media statali libanesi hanno riportato, nella tarda serata di ieri, sabato, una serie di nuovi attacchi israeliani in almeno quattro diverse località nel sud del Paese, dopo che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu aveva ordinato all’Idf di attaccare Hezbollah a seguito di presunte violazioni del cessate il fuoco. L’agenzia di stampa statale National News Agency ha riportato due attacchi in rapida successione in una città del distretto di Bint Jbeil, un altro in una città del distretto di Tiro e attacchi in altre due città del distretto di Nabatieh.

26 aprile, 07:08

Gli USA intercettano nave della "flotta ombra" iraniana

Una delle navi della ‘flotta ombra’ che trasporta petrolio iraniano è stata intercettata nel mar Arabico da un elicottero della Marina degli Stati Uniti, decollato dal cacciatorpediniere lanciamissili USS Pinckney. Lo riferisce il Comando Centrale americano in un post sui social media precisando che la nave mercantile sta ottemperando alle direttive militari USA di fare ritorno in Iran sotto scorta.

25 aprile, 18:14

Trump cancella il viaggio di Witkoff e Kushner in Pakistan

Donald Trump ha cancellato il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui con l’Iran. Lo ha dichiarato lo stesso presidente a Fox News e al giornalista di Axios Barak Ravid.


Gli inviati americani Witkoff e Kushner sarebbero dovuti partire in mattinata per i colloqui con l’Iran. Ma visto che non ci sono stati progressi sono rimasti negli USA.

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06:05

Islamabad: sfuma un nuovo round di negoziati

Telegiornale 25.04.2026, 20:00

25 aprile, 17:16

Il ministro degli esteri iraniano ha esposto le richieste di Teheran

Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha esposto le richieste di Teheran e le sue riserve sulla posizione degli Stati Uniti durante i colloqui con i rappresentanti pakistani. Non sono però ancora noti tutti i dettagli sui colloqui avvenuti. Questo mentre sono attesi a Islamabad gli inviati speciali statunitensi Steve Witkof e Jared Kushner per i nuovi colloqui sulla guerra in Medio Oriente. Ma per ora non sono state confermate trattative dirette tra statunitensi e iraniani.

25 aprile, 16:49

Peseshkyan ha invitato la popolazione a risparmiare energia elettrica

Il presidente iraniano Massoud Peseshkyan ha invitato la popolazione a risparmiare energia elettrica a causa della grave carenza di approvvigionamento. Secondo l’agenzia di stampa Mehr, Peseshkyan ha affermato che i consumi devono essere ridotti. “In casa, accendete solo due luci invece di dieci: cosa c’è di male?”.

25 aprile, 16:48

Kuwait, il traffico aereo gradualmente riprende

Il Kuwait ha annunciato la riapertura del suo spazio aereo dopo mesi di “sospensione precauzionale”. L’Aeroporto Internazionale del Kuwait era stato chiuso nel febbraio 2026 a causa del conflitto tra Iran e Stati Uniti.

25 aprile, 15:15

La Germania invia un dragamine nel Mediterraneo, pronto per Hormuz

La Germania muove in anticipo le proprie unità navali nel Mediterraneo in preparazione a una potenziale missione nello Stretto di Hormuz. Il ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius, ha annunciato il dispiegamento di un dragamine e di una nave comando e supporto “per essere pronti ad agire rapidamente qualora il Bundestag (la principale Camera del parlamento tedesco) emettesse un mandato”.

25 aprile, 13:32

Teheran, riapre l'aeroporto e tornano i voli internazionali

L’aeroporto di Teheran ha ripreso i voli internazionali. L’agenzia di stampa statale Irna e l’emittente statale Irib hanno confermato la partenza dei primi aerei dall’aeroporto Imam Khomeini verso Istanbul (Turchia), Mascate (Oman) e Medina (Arabia Saudita). In particolare, il collegamento con Medina consente nuovamente ai fedeli musulmani di compiere il pellegrinaggio nella città santa della Mecca.

In precedenza, lo spazio aereo iraniano era stato di fatto chiuso al traffico civile internazionale, dopo che il 28 febbraio erano scoppiati scontri militari diretti tra Stati Uniti, Israele e Iran. Da allora, le compagnie aeree occidentali hanno evitato la regione. La riapertura fa seguito a una tregua tra gli Stati Uniti e l’Iran, concordata l’8 aprile 2026 grazie alla mediazione del Pakistan.

Nonostante la riapertura le compagnie aeree europee continuano a evitare lo spazio aereo iraniano. Come motivi vengono addotti la situazione instabile in Medio Oriente e i rischi di sicurezza per l’aviazione civile.

25 aprile, 13:22

Capacità missilistiche iraniane ancora molto forti

Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa, l’Iran dispone ancora di una parte significativa delle proprie capacità missilistiche, che non sono state impiegate nel corso del conflitto con gli Stati Uniti e Israele. Come ha spiegato il portavoce del Ministero, il generale Resa Talaie-Nik, secondo l’agenzia di stampa Tasnim, l’industria della difesa nazionale continua a operare, sia in modo visibile che invisibile, nonostante i danni subiti da alcuni centri di produzione. Le linee di produzione sarebbero distribuite su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto riportato, circa 900 aziende collaborano con le forze armate e il ministero della Difesa. Talaie-Nik ha affermato che l’Iran produce attualmente nel Paese più di 1’000 tipi di armi, tra cui missili, droni e attrezzature militari.

25 aprile, 11:46

La guerra tocca anche l'Eurovision

Il concorso dell’Eurovision era nato per avvicinare i popoli, ma alla vigilia del suo 70° anniversario, questo evento musicale senza frontiere sta affrontando una delle sue crisi più gravi e un appello al boicottaggio lanciato da oltre 1’000 artisti di fama mondiale.

Se nel 2018 a Lisbona, in Portogallo, partecipavano ancora 43 Paesi, otto anni dopo, il 16 maggio a Vienna, in Austria, saranno solo 35 a tentare di aggiudicarsi il trofeo.

L’Ungheria di Viktor Orban ha sbattuto la porta nel 2020 a un concorso senza dubbio troppo progressista per lei, poi la Bielorussia è stata sospesa per propaganda e la Russia esclusa dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.

Se altri Stati si sono ritirati per mancanza di mezzi finanziari, come la Macedonia del Nord, il boicottaggio coordinato di cinque emittenti pesa pesantemente sull’edizione 2026.

In disaccordo con la partecipazione di Israele, la Spagna ha annunciato che non lo trasmetterà. Anche l’Irlanda, i Paesi Bassi, la Slovenia e l’Islanda hanno deciso di snobbare il programma, complice anche il conflitto in Iran e quello in Libano.

25 aprile, 11:41

Islamabad attende gli americani

Gli emissari statunitensi sono attesi oggi, sabato a Islamabad, dove una delegazione iraniana ha avviato colloqui con le autorità pakistane. Tutto ciò senza alcuna garanzia di discussioni dirette tra le due parti in conflitto per porre fine alla guerra in Medio Oriente.

Islamabad attende da giorni una ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, avviati due settimane fa e interrotti dopo circa quindici ore, anche se da allora il cessate il fuoco è stato unilateralmente prorogato a tempo indeterminato dagli Stati Uniti.

Arrivato invece ieri, venerdì, per colloqui con alti funzionari pakistani, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha frattanto già incontrato il capo dell’esercito pakistano Asim Munir.

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01:58

Islamabad, verso un nuovo round di negoziati USA-Iran

Telegiornale 25.04.2026, 12:30


25 aprile, 07:47

Giappone medita invio dragamine nello Stretto di Hormuz

Il Governo giapponese sta meditando l’invio di dragamine delle Forze marittime di autodifesa (Msdf) nello Stretto di Hormuz, a fronte della richiesta del presidente statunitense Donald Trump di contribuire alla sicurezza della navigazione nello snodo considerato cruciale per gli approvvigionamenti di petrolio a livello globale.

Takayuki Kobayashi, presidente del Policy Research Council del Partito Liberaldemocratico (Ldp), ha sollecitato l’esecutivo a valutare l’impiego di unità dragamine una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che la mossa rappresenterebbe “una delle opzioni per tutelare gli interessi nazionali del Giappone nel rispetto dei vincoli normativi”.

25 aprile, 07:29

Nuovi attacchi nel Libano meridionale malgrado la tregua

Oggi, sabato, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso sei persone nella città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, teatro di intensi scontri tra le forze israeliane e Hezbollah nei giorni precedenti al cessate il fuoco del 17 aprile. L’esercito israeliano ha affermato che tutte e sei le persone uccise a Bint Jbeil erano combattenti del gruppo armato filo-iraniano Hezbollah. Non è chiaro se i decessi annunciati dal Ministero della Salute libanese siano collegati a quelli rivendicati da Israele.

25 aprile, 07:28

Raid israeliani in Libano causano almeno sei morti

Gli attacchi israeliani in Libano hanno causato, nella serata di ieri, venerdì, la morte di sei persone, nonostante il cessate il fuoco in corso nella guerra che dura da oltre sei settimane tra Israele e Hezbollah. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese.

“Gli attacchi aerei del nemico israeliano sul Libano meridionale hanno provocato la morte di sei cittadini e il ferimento di altri due”, ha affermato il Ministero in una dichiarazione. Due persone sono rimaste uccise a Wadi al-Hujair, due a Touline e una ciascuna a Srifa e Yater, tutte nel Libano meridionale, ha precisato il Ministero.

La forza di pace delle Nazioni Unite in Libano, UNIFIL, ha inoltre annunciato che un membro dei Caschi Blu indonesiani è morto in ospedale per le ferite riportate il 29 marzo in un attacco alla sua base.

25 aprile, 07:22

Londra, ambasciata USA lancia allarme per i cittadini americani

L’ambasciata degli Stati Uniti a Londra ha emesso un’allerta di sicurezza, consigliando ai cittadini americani residenti nel Regno Unito di “esercitare maggiore cautela” a seguito dei recenti attacchi e minacce contro istituzioni ebraiche e legate agli Stati Uniti in tutto il Regno Unito e in Europa. Lo riporta Fox News.

25 aprile, 07:17

Per il 77% degli americani il caro benzina negli States è colpa di Trump

La maggior parte degli americani attribuisce a Donald Trump la responsabilità del vertiginoso aumento dei prezzi della benzina, una situazione che sta pesando sul partito repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato a novembre.

Secondo l’ultimo sondaggio Reuters/Ipsos circa il 77% degli elettori interpellati nel sondaggio ha dichiarato che è colpa del presidente, un’opinione ampiamente condivisa attraverso l’intero spettro politico, con il 55% dei repubblicani, l’82% degli indipendenti e il 95% dei democratici.

Inoltre, circa il 58% degli elettori — tra cui un repubblicano su cinque e due terzi degli indipendenti — ha dichiarato che sarebbe meno propenso a sostenere i candidati che appoggiano l’approccio di Trump al conflitto contro l’Iran alle elezioni di midterm.