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L’Iran: USA violano accordi, nuove restrizioni nello Stretto di Hormuz

Khamenei: pronti a infliggere nuove sconfitte al nemico - Le Guardie Rivoluzionarie rispondono al blocco dei porti iraniani - Spari contro navi commerciali che violavano il blocco

  • 16 aprile, 06:43
  • 58 minuti fa
Un'imbarcazione si trova al largo della costa del governatorato di Musandam, affacciata sullo stretto di Hormuz, nell'Oman, l'8 aprile 2026

Un'imbarcazione si trova al largo della costa del governatorato di Musandam, affacciata sullo stretto di Hormuz, nell'Oman, l'8 aprile 2026

  • REUTERS/Stringer
Di: Redazione RSI Info 
  • Khamenei: pronti a infliggere nuove sconfitte al nemico

  • L’Iran richiude Hormuz, spari su navi commerciali che violavano il blocco

  • Gli iraniani riaprono parzialmente il loro spazio aereo, ma nessun velivolo civile lo ha ancora utilizzato

  • Un casco blu francese ucciso in Libano

  • Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che Israele “non ha ancora finito” di disarmare Hezbollah

02:24
Lo Stretto di Hormuz

Stretto Hormuz riaperto: le reazioni

SEIDISERA 17.04.2026, 18:00

  • Immagine d'archivio Keystone
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01:37

Il Summit per la riapertura dello Stretto di Hormuz

Telegiornale 17.04.2026, 12:30

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8 minuti fa

Hezbollah nega ogni responsabilità per l’attacco contro Unifil

In un comunicato, l'organizzazione paramilitare ha smentito qualsiasi coinvolgimento con l'attacco odierno contro i caschi blu francesi a Ghandouriyeh, nel sud del Libano, che ha portato alla morte del sergente maggiore Florian Montorio e al ferimento di tre suoi commilitoni. Florian Montorio sarebbe stato vittima di un’imboscata da parte di un gruppo armato a distanza molto ravvicinata. Colpito a bruciapelo da un proiettile sparato con un’arma leggera, è stato soccorso sotto il fuoco nemico dai suoi compagni, che non sono riusciti a rianimarlo. Il presidente francese Emmanuel Macron, che ha dato notizia della morte dell'ufficiale, ha affermato poco dopo che "tutto lascia pensare che la responsabilità di questo attacco ricada su Hezbollah".
39 minuti fa

Nuove proposte statunitensi, l'Iran le sta studiando

Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran, il massimo organo decisionale del Paese sotto la guida suprema, ha dichiarato che terrà il controllo dello Stretto di Hormuz “fino alla conclusione definitiva della guerra”. L’Iran sta esaminando nuove proposte provenienti dagli Stati Uniti, trasmesse tramite il Pakistan, e non ha ancora risposto, aggiunge il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale in un comunicato.

Un'ora fa

Diverse navi da crociera lasciano il Golfo Persico

La nave da crociera Msc Euribia, rimasta bloccata per un mese e mezzo nel Golfo Persico a causa della guerra in Iran e del blocco dello stretto di Hormuz, è ormai prossima a lasciare definitivamente l’area.

Secondo i dati AIS, l’unità della compagnia di Gianluigi Aponte navigava nel pomeriggio a circa 22 nodi e aveva quasi doppiato la penisola di Musandam, all’estremità settentrionale dell’Oman, risultando di fatto quasi fuori dallo Stretto di Hormuz.

La Euribia procede in un convoglio di altre navi da crociera: seguono la Celestyal Journey, mentre a breve distanza si trovano anche la Mein Schiff 4 e la Mein Schiff 5 della compagnia TUI Cruises. Erano complessivamente sei le navi da crociera rimaste nell’area allo scoppio della crisi. La Msc Euribia, tra le più rappresentative e richieste per i servizi di lusso offerti a bordo, era rimasta a lungo ferma a Dubai, con equipaggio ridotto al minimo, mentre la compagnia aveva già cancellato gli itinerari previsti a maggio nel Nord Europa.

Un'ora fa

Motovedette iraniane aprono il fuoco contro navi mercantili

Sabato, nello Stretto di Hormuz, l’Iran ha aperto il fuoco contro una petroliera che tentava di attraversare la via navigabile. Ha avvertito che continuerà a ostacolare il transito attraverso lo stretto finché resterà in vigore il blocco statunitense dei porti iraniani.

Due motovedette della Guardia Rivoluzionaria iraniana hanno aperto il fuoco contro una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dal Centro operativo per il commercio marittimo del Regno Unito dell’esercito britannico. Il centro ha riferito che la petroliera e l’equipaggio sono al sicuro, senza identificare la nave o la sua destinazione.

TankerTrackers.com ha riferito che alcune navi sono state costrette a invertire la rotta nello stretto, tra cui una superpetroliera battente bandiera indiana, dopo essere state bersagliate dal fuoco iraniano.

2 ore fa

Presidente libanese Aoun condanna l'uccisione del militare francese

Sabato il presidente libanese si è impegnato a perseguire i responsabili dell’attacco contro i caschi blu francesi nel sud del Libano, che ha causato un morto e tre feriti. Joseph Aoun ha condannato “con fermezza” “l’attacco mirato contro il contingente francese” della Forza di pace dell’ONU (FINUL), che “stavano svolgendo la loro missione sul territorio libanese al servizio della pace e della stabilità (...)”, secondo un comunicato della presidenza.

Qualche ora prima ili presidente francese Emmanuel Macron aveva avuto un colloquio con il suo omologo libanese e il primo ministro Nawaf Salam, chiedendo loro di “garantire la sicurezza dei soldati della UNIFIL”, dopo la morte del sergente maggiore francese e il ferimento di altri tre militi transalpini in un attacco contro i caschi blu.

Il capo di Stato francese, che sui social media ha affermato che “tutto lascia pensare” che Hezbollah sia responsabile dell’attacco, ha invitato “le autorità libanesi a fare piena luce sull’accaduto, a identificare e perseguire senza indugio i responsabili e a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei soldati della UNIFIL, che non devono in alcun caso essere presi di mira”, comunica l’Eliseo.

2 ore fa

Vertici libanesi valutano il da farsi nei colloqui con Israele

Il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro Nawaf Salam hanno discusso sabato dei preparativi in vista dei negoziati con Israele, nel secondo giorno del cessate il fuoco e del ritorno degli sfollati, secondo quanto riferito dalla presidenza.

I due responsabili di Beirut “hanno fatto il punto (...) sugli sforzi in corso per consolidare” la tregua, indica un comunicato del palazzo presidenziale.

Hanno inoltre esaminato “la disponibilità del Libano a negoziare” con Israele, pochi giorni dopo i colloqui diretti, i primi da diversi decenni, tra i due Stati a Washington, che hanno preceduto il cessate il fuoco.

2 ore fa

Negoziati USA-Iran, nessuna data per seconda tornata di colloqui

Non è stata ancora fissata alcuna data per una seconda tornata di negoziati tra Washington e Teheran, ha affermato sabato il viceministro degli Esteri iraniano. I primi colloqui si sono conclusi con un fallimento lo scorso fine settimana in Pakistan.

“Non possiamo fissare una data finché non avremo raggiunto un accordo sul quadro di riferimento”, ha dichiarato Saeed Khatibzadeh durante un forum diplomatico ad Antalya (nel sud della Turchia).

“Non intendiamo impegnarci in negoziati o incontri destinati al fallimento e che potrebbero servire da pretesto per una nuova escalation”, ha aggiunto.

2 ore fa

Ucciso un sottufficiale francese nel sud del Libano

Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato sabato la morte di un soldato francese della FINUL nel corso di un attacco che ha causato anche tre feriti nel Libano meridionale.

“Il sergente maggiore Florian Montorio del 17° reggimento del Genio paracadutisti di Montauban è caduto questa mattina nel sud del Libano durante un attacco contro la FINUL”, scrive il presidente francese sui social. “Tutto lascia pensare che la responsabilità di questo attacco ricada su Hezbollah”, aggiunge Emmanuel Macron.

Il casco blu francese sarebbe rimasto vittima di un’imboscata ed è deceduto a seguito di un “colpo diretto” – ha dichiarato la ministra della Difesa Catherine Vautrin. Il sergente maggiore Montorio “era in missione per aprire un percorso verso una postazione della FINUL isolata da diversi giorni a causa dei combattimenti nella zona.

Florian Montorio è stato vittima di un’imboscata da parte di un gruppo armato a distanza molto ravvicinata. Colpito a bruciapelo da un proiettile sparato con un’arma leggera, è stato soccorso sotto il fuoco nemico dai suoi compagni, che non sono riusciti a rianimarlo”, ha scritto la ministra.

Oggi, 13:47

Khamenei: pronti a infliggere nuove sconfitte al nemico

La Marina iraniana è pronta a infliggere “nuove sconfitte” al nemico: lo ha scritto in un messaggio la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, un messaggio pubblicato poco dopo la decisione di Teheran di imporre nuove restrizioni al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz in risposta al blocco statunitense.

“La valorosa Marina è pronta a far assaporare al nemico l’amarezza di nuove sconfitte”, ha assicurato in una dichiarazione diffusa sui social. Khamenei non è stato visto in pubblico dalla sua nomina.

Oggi, 13:42

Israele stabilisce una "linea gialla" di demarcazione nel sud del Libano

Sabato l’esercito israeliano ha annunciato di aver tracciato una “linea gialla” di demarcazione nel sud del Libano, così come nella Striscia di Gaza. Inoltre, a partire dalla giornata precedente, ha sferrato attacchi contro sospetti che si avvicinavano alle sue truppe.

“Nelle ultime 24 ore, le forze (israeliane schierate) a sud della linea gialla, nel sud del Libano, hanno individuato dei terroristi che violavano gli accordi di cessate il fuoco e si sono avvicinati alle forze da nord della linea gialla in modo tale da costituire una minaccia immediata”, si legge in un comunicato militare.

Il testo è stato pubblicato nel secondo giorno della tregua con il Libano e menziona per la prima volta questa “linea gialla”.

Oggi, 13:01

Iran: USA non possono imporre un assedio sullo Stretto di Hormuz

Gli Stati Uniti “non possono imporre un assedio” sullo Stretto di Hormuz, ha dichiarato sabato il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, dopo che Teheran ha affermato di aver nuovamente chiuso lo stretto a causa del blocco americano.

“Gli americani non possono imporre la loro volontà di assediare l’Iran proprio mentre quest’ultimo, animato da buone intenzioni, si sforza di facilitare il passaggio in tutta sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha dichiarato Saeed Khatibzadeh ai giornalisti a margine di un forum diplomatico ad Antalya, nel sud della Turchia.

Oggi, 11:49

Otto petroliere attraversano lo Stretto di Hormuz sabato

Sabato una flotta di otto petroliere ha attraversato lo Stretto di Hormuz, nel primo importante movimento navale dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sette settimane fa, proprio mentre Teheran si apprestava a rafforzare il controllo della via navigabile.

L’Iran ha dichiarato di voler reintrodurre severi controlli militari su questa rotta vitale, che prima della guerra rappresentava circa un quinto del commercio mondiale di petrolio, alimentando nuove incertezze sulla possibilità che tale traffico possa continuare ad attraversare la via navigabile.

Poche ore prima, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva parlato di “notizie piuttosto buone” riguardo all’Iran, senza fornire ulteriori dettagli. Tuttavia, ha anche affermato che i combattimenti potrebbero riprendere se non si raggiungerà un accordo di pace entro mercoledì, quando scadrà il cessate il fuoco di due settimane.

Secondo i dati di MarineTraffic, un gruppo di quattro navi cisterna per gas di petrolio liquefatto e diverse petroliere e navi cisterna per prodotti chimici stava attraversando le acque iraniane a sud dell’isola di Larak, con altre petroliere in arrivo dal Golfo.

Oggi, 11:05

Amministrazione Trump rinnova deroghe per petrolio russo

Venerdì l’amministrazione Trump ha rinnovato una deroga che consente di acquistare petrolio russo soggetto a sanzioni per circa un mese, nonostante i legislatori USA abbiano accusato la Casa Bianca di usare mano leggera con Mosca mentre l’invasione dell’Ucraina continua.

La deroga del Dipartimento del Tesoro permette ai paesi di acquistare petrolio e prodotti petroliferi russi caricati su navi a partire da venerdì fino al 16 maggio. Sostituisce una deroga di 30 giorni scaduta l’11 aprile ed esclude le transazioni che coinvolgono Iran, Cuba e Corea del Nord.

La mossa fa parte dello sforzo dell’amministrazione di controllare i prezzi globali dell’energia, che sono saliti alle stelle durante la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran: è arrivata dopo che i Paesi asiatici, colpiti dallo shock energetico, hanno esercitato pressioni su Washington affinché consentisse l’arrivo di forniture alternative sui mercati.

Oggi, 10:48

Ministro degli Esteri turco: "Israele vuole occupare più territori"

Sabato il capo della diplomazia turca ha accusato Israele di utilizzare la guerra in Medio Oriente come pretesto per “occupare più territori”.

“Israele non cerca di garantire la propria sicurezza; Israele vuole più territori. La sicurezza viene utilizzata dal governo Netanyahu come pretesto per occupare più territori”, ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan durante un forum diplomatico ad Antalya, nel sud della Turchia.

Il ministro turco ha affermato che ora, oltre ai territori palestinesi (Striscia di Gaza, Cisgiordania, Gerusalemme Est), Israele sta cercando di esercitare il proprio dominio su territori appartenenti al Libano e alla Siria.

Oggi, 10:30

L'Iran: Stretto Hormuz di nuovo chiuso a causa del blocco statunitense

Il comando militare congiunto delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC), stando a quanto scrive l’emittente Al Jazeera, ha diffuso un comunicato in cui afferma che il controllo dello Stretto di Hormuz è ora “tornato al suo stato precedente” a causa del perdurante blocco statunitense dei porti iraniani.

In una dichiarazione citata dall’emittente iraniana IRIB, il comando delle IRGC ha affermato che gli Stati Uniti hanno “continuato atti di pirateria e furto marittimo sotto le spoglie di un cosiddetto blocco”.

“Per questo motivo, il controllo dello Stretto di Hormuz è tornato al suo stato precedente, e questo passaggio strategico è ora sotto la rigida gestione e controllo delle forze armate”, si legge nel comunicato.

“Fino a quando gli Stati Uniti non ripristineranno la piena libertà di navigazione per le imbarcazioni in viaggio dall’Iran verso le loro destinazioni e ritorno, lo status dello Stretto di Hormuz rimarrà strettamente controllato e nella sua condizione precedente”, ha dichiarato il comando delle IRGC.

Oggi, 10:27

Iran, smantellate cellule legate a Regno Unito, Stati Uniti e Israele

Una dichiarazione diffusa dai servizi di intelligence delle Guardie Rivoluzionarie sabato ha reso noto che “cellule affiliate agli Stati Uniti, al regime sionista e al Regno Unito, che stavano preparando l’attacco nemico con il traffico di armi, lo spionaggio, la destabilizzazione dei mercati e l’organizzazione di disordini di piazza, sono state smantellate in tre province iraniane”.

“Sette monarchici sono stati arrestati nella provincia dell’Azerbaigian Orientale. Nella provincia di Mazandaran sono stati arrestati altri 69 monarchici legati a Israele”, aggiunge il comunicato:

“Almeno 51 figure chiave e spie nemiche sono state arrestate nella provincia di Kerman, tra cui membri di gruppi di spionaggio, bahá’í e sostenitori dell’ex regime. A Kerman sono state arrestate anche sei persone che lavoravano come giornalisti per l’emittente televisiva dissidente Iran International TV”.

Oggi, 09:04

Riaperto in parte lo spazio aereo iraniano, ma nessuno osa ancora volarci

Lo spazio aereo iraniano è stato parzialmente riaperto sabato mattina e i voli internazionali sono nuovamente autorizzati a sorvolare la parte orientale del Paese, ha annunciato l’Organizzazione dell’Aviazione Civile, citata dall’agenzia di stampa Tasnim.

“I corridoi aerei nella parte orientale del Paese sono aperti ai voli internazionali” e diversi aeroporti hanno riaperto alle 7.00 locali (le 4.30 in Svizzera), ha precisato l’agenzia, citando un messaggio destinato ai piloti di tutto il mondo, sullo sfondo del cessate il fuoco nella guerra in Medio Oriente.

Secondo il sito di monitoraggio aereo FlightRadar24 poco prima delle 8.00 in Svizzera, nessun velivolo sorvolava ancora l’Iran, che aveva chiuso il proprio spazio aereo il 28 febbraio, all’inizio dell’offensiva israelo-americana contro il proprio territorio.

Oggi, 09:00

Capo dell'esercito del Pakistan rientra dall'Iran

E mentre il premier Sharif era impegnato nel suo tour diplomatico, il potente capo dell’esercito pakistano ha concluso una visita di tre giorni in Iran nell’ambito degli sforzi volti a porre fine alla guerra in Medio Oriente, ha riferito sabato l’esercito pakistano.

Il maresciallo Asim Munir, capo di Stato Maggiore dell’esercito, ha incontrato alti funzionari iraniani durante questo viaggio che dimostra “l’incrollabile volontà del Pakistan di facilitare una soluzione negoziata (...) e di promuovere la pace e la stabilità”, secondo un comunicato.

Oggi, 08:56

Premier pakistano conclude tour diplomatico di tre giorni

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha annunciato sabato di aver concluso un tour diplomatico in tre Paesi nell’ambito degli sforzi volti a porre fine alla guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

“Lascio Antalya, Turchia, con rinnovata determinazione a proseguire la nostra stretta cooperazione volta a promuovere il dialogo e la diplomazia per una pace e una stabilità durature nella regione”, ha twittato Sharif, che in precedenza si era recato in Arabia Saudita e in Qatar.

Oggi, 08:26

Cisgiordania, un sospetto armato di coltello "neutralizzato"

L’esercito israeliano ha annunciato sabato che un sospetto armato di coltello è stato “neutralizzato” in un insediamento della Cisgiordania occupata.

“A seguito di un allarme riguardante l’infiltrazione di un presunto terrorista nella comunità di Negohot, un terrorista armato di coltello è stato identificato e neutralizzato”, ha dichiarato l’esercito in un comunicato, aggiungendo che le forze di sicurezza stavano effettuando ricerche nella zona.

Secondo la stessa fonte, nessun’altra persona è rimasta ferita. L’esercito non ha specificato chi abbia neutralizzato il sospetto, né se quest’ultimo sia morto o ferito.

Oggi, 07:55

Presidente Aoun: "Libano lavora a un'intesa permanente"

Il Libano sta lavorando a “un accordo permanente” con Israele dopo il cessate il fuoco entrato in vigore venerdì, ha affermato il suo presidente. Secondo lui, i colloqui diretti con lo Stato ebraico non costituiscono un “segno di debolezza”.

“Ci troviamo in una nuova fase”, ha dichiarato Joseph Aoun nel suo primo discorso alla nazione dopo la tregua, evocando “una fase di transizione (...) per lavorare a un accordo permanente che salvaguardi i diritti del nostro popolo, l’unità del nostro Paese e la sovranità della nostra nazione”.

Questi colloqui diretti, mentre il Libano è in stato di guerra con Israele dal 1948, non sono la volontà di offrire una concessione, ha ancora insistito il capo dello Stato libanese, promettendo di non “cedere nemmeno un metro del territorio nazionale”.

Oggi, 07:34

Libanesi tornano verso sud, contenti nonostante gli ingorghi immensi

Venerdì l’autostrada libanese in direzione sud si è riempita di una lunga fila di auto, con i tetti carichi di materassi e mobili. Si è formato un ingorgo gigantesco davanti al ponte di Qasmiyeh, che collega la regione di Tiro (a sud) al resto del Paese.

Danneggiata il giorno prima dai bombardamenti israeliani, la struttura è stata riparata d’urgenza dall’esercito libanese.

“Siamo vincitori nonostante i bombardamenti”, afferma Mohammad Abou Raya, 35 anni. “L’importante è tornare sulla nostra terra”, aggiunge. Fino agli ultimi istanti prima dell’entrata in vigore della tregua si sono verificati attacchi da entrambe le parti.

Oggi, 07:24

Netanyahu: "Israele non ha ancora finito" di disarmare Hezbollah

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito sabato notte che Israele “non ha ancora finito” il lavoro per ottenere il disarmo di Hezbollah. L’esercito israeliano rimane presente in Libano, durante la tregua, in una fascia larga dieci chilometri dalla frontiera.

Ma Donald Trump, che ha strappato questa tregua di dieci giorni, ha alzato i toni nei confronti del suo alleato: “Israele non bombarderà più il Libano”, ha dichiarato. “Gli Stati Uniti glielo vietano. Basta così!!!”

Poco dopo, tuttavia, l’agenzia di stampa nazionale libanese ha riferito di un morto in seguito a un attacco israeliano nel sud del Libano.

Oggi, 07:10

L'Iran pronto a richiudere lo Stretto di Hormuz se resta il blocco USA

L’Iran ha minacciato sabato di chiudere nuovamente lo strategico Stretto di Hormuz se gli Stati Uniti avessero mantenuto il blocco dei porti iraniani, dopo aver annunciato il giorno prima la loro completa riapertura alle navi commerciali.

La ripresa del traffico nello stretto è stata accolta con favore dai mercati e a Washington, dove il presidente americano Donald Trump ha dichiarato all’AFP che un accordo di pace era “molto vicino”.

“Se il blocco continuerà, lo Stretto di Hormuz non rimarrà aperto”, ha affermato il presidente del Parlamento della Repubblica islamica Mohammad Bagher Ghalibaf.

Ha aggiunto che l’attraversamento dello stretto da parte delle navi dovrà comunque avvenire con “l’autorizzazione dell’Iran”.

Oggi, 07:01

Trump: "L'uranio arricchito iraniano riportato in America"

Venerdì sera Donald Trump ha ribadito che l’uranio arricchito immagazzinato dall’Iran sarebbe stato “riportato negli Stati Uniti”, poco dopo aver dichiarato che era molto vicino un accordo con Teheran per porre fine alla guerra.

“Andremo insieme con l’Iran” a recuperare l’uranio arricchito, ha affermato durante un evento dell’organizzazione conservatrice Turning Point in Arizona, prima di aggiungere: “Andremo a prenderlo, lo riporteremo negli Stati Uniti a breve”.

Le dichiarazioni del presidente americano seguono quelle del portavoce della diplomazia iraniana, che aveva affermato in precedenza che le scorte di uranio arricchito dell’Iran non sarebbero andate “da nessuna parte”.

Ieri, 21:45

Teheran nega che l'uranio verrà trasferito altrove

Il ministero degli Esteri iraniano ha ribadito venerdì sera che il proprio uranio arricchito non sarà trasferito fuori dal Paese, definendo “inaccettabile” l’ipotesi di inviarlo all’estero, secondo dichiarazioni del portavoce ai media iraniani. La posizione di Teheran arriva mentre le agenzia di stampa internazionali segnalano che proprio la sorte delle scorte di uranio arricchito resta uno dei principali nodi aperti nei contatti con Washington. Nel pomeriggio, il presidente americano Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti intendono “recuperare” l’uranio arricchito iraniano e trasferirlo negli USA, parlando di un’operazione da condurre “con calma” e negando indiscrezioni su uno scambio denaro-per-uranio.

Ieri, 20:17

Iran: se USA proseguono blocco navale adotteremo misure reciproche

“Un blocco navale è considerato una violazione del cessate il fuoco. Se il blocco navale statunitense continua, la Repubblica Islamica dell’Iran adotterà le necessarie misure reciproche”. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dall’agenzia Irna su X.

In precedenza Donald Trump aveva avvertito su Truth che nonostante lo Stretto di Hormuz fosse “completamente aperto e operativo”, il blocco navale americano sarebbe rimasto “pienamente in vigore” fino al termine dei negoziati con l’Iran “al 100%”.

Ieri, 17:19

Trump: "L'Iran ha accettato di non chiudere mai più lo stretto di Hormuz"

Donald Trump ha affermato venerdì che l’Iran ha accettato di “non chiudere mai più lo stretto di Hormuz”, dopo essersi congratulato per la riapertura annunciata da Teheran di questa via marittima cruciale per la durata del cessate il fuoco in Medio Oriente. “Non sarà più usato come arma contro il mondo!”, ha dichiarato il presidente americano sulla sua piattaforma Truth Social.

Ieri, 15:56

Armatori: prima di navigare nello Stretto bisogna chiarire molti fattori

Prima di poter valutare qualsiasi transito attraverso lo Stretto di Hormuz, occorre chiarire diversi fattori, tra cui la presenza di mine marine, le condizioni poste dall’Iran e l’attuazione pratica, ha affermato venerdì l’Associazione degli armatori norvegesi.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato venerdì che lo Stretto di Hormuz è aperto a tutte le navi commerciali per tutta la durata dell’accordo di cessate il fuoco in Libano, provocando un calo dei prezzi delle materie prime e un rialzo dei mercati azionari.

Ieri, 15:45

Prezzo del greggio in calo dopo l'annuncio della riapertura dello Stretto di Hormuz

Il prezzo del greggio ha subito un forte calo dopo che il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz sarebbe rimasto completamente aperto alla navigazione commerciale per il “resto del periodo di cessate il fuoco2.

A seguito dell’annuncio, il costo di un barile di greggio Brent è sceso sotto i 90 dollari, dopo essere stato sopra i 98 dollari nelle prime ore della giornata.

Ieri, 15:34

Trump: "Stretto di Hormuz aperto, ma il blocco navale sull'Iran resta in vigore"

“Lo Stretto di Hormuz è completamente aperto e pronto per il commercio e il libero transito, ma il blocco navale resterà pienamente in vigore e operativo per quanto riguarda l’Iran, e solo l’Iran, fino a quando il nostro accordo con l’Iran non sarà concluso al 100% - ha scritto Trump sul suo social media Truth - Questo processo dovrebbe concludersi molto rapidamente, dal momento che la maggior parte dei punti è già stata negoziata. Grazie per la vostra attenzione su questa questione!”

Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo che l’Iran aveva affermato che lo Stretto di Hormuz era aperto a tutte le navi a seguito del cessate il fuoco tra Israele e Libano.

Ieri, 15:31

Hormuz aperto, Trump: "Grazie"

“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto dell’Iran è pienamente aperto e pronto per il transito completo. Grazie”, ha indicato il presidente statunitense Donald Trump sulla sua rete sociale Truth Social.

Ieri, 15:02

Ministro degli Esteri iraniano: "Il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz è consentito durante la tregua"

Il ministro degli esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi, su X, ha annunciato che:“In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il periodo residuo del cessate il fuoco sulla rotta coordinata come già annunciata dall’organizzazione Porti e organizzazione marittima della repubblica Islamica dell’Iran”. Lo annuncia su X il ministro degli esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi.

Ieri, 15:01

USA valutano accordo con Iran: "20 miliardi di dollari in cambio dell'uranio"

Gli Stati Uniti e l’Iran stanno negoziando un piano di tre pagine per mettere fine alla guerra. Il progetto prevede, fra l’altro, lo sblocco da parte degli USA di 20 miliardi di dollari (15,7 miliardi di franchi al cambio attuale) di fondi iraniani congelati in cambio della rinuncia da parte di Teheran delle proprie scorte di uranio arricchito. Lo riporta il sito statunitense di notizie politiche Axios citando alcune fonti. Il protocollo d’intesa oggetto del negoziato include anche una moratoria volontaria sull’arricchimento nucleare da parte dell’Iran, di cui si sta valutando la durata. A Teheran verrebbe concesso di avere reattori di ricerca nucleare a scopo medico, ma a fronte dell’impegno a garantire che tutti gli impianti nucleari siano situati in superficie. Il documento allo studio affronta anche il nodo dello Stretto di Hormuz, sul quale le parti sono ancora lontane. Sempre secondo Axios, il prossimo round di trattative è atteso a Islamabad (Pakistan), probabilmente dopodomani.

Ieri, 13:59

Tre petroliere iraniane lasciano il Golfo

Tre petroliere iraniane con a bordo cinque milioni di barili di greggio sono diventate le prime navi cariche a lasciare il Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz da quando è entrato in vigore il blocco statunitense. Lo riferisce la società di monitoraggio Kpler all’agenzia francese AFP.

La Deep Sea, la Sonia I e la Diona, tutte soggette a sanzioni statunitensi, hanno attraversato lo strategico stretto mercoledì dopo essere partite dall’isola iraniana di Kharg, avendo caricato il 2, l’8 e il 9 aprile rispettivamente, secondo la società di dati marittimi.

Ieri, 13:16

Il premier britannico incontra il presidente francese per Hormuz

Il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto il primo ministro britannico Keir Starmer all’Eliseo, dove nel pomeriggio di oggi, venerdì, si terrà la Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, organizzata da Parigi e Londra. Parteciperanno anche la premier italiana Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Non è ancora stata diffusa la lista definitiva degli altri Paesi al summit in videocollegamento, ma complessivamente dovrebbero essere una trentina, tra quelli europei, mediorientali, asiatici, indopacifici e latinoamericani. La priorità all’ordine del giorno odierno saranno le misure non belliche per salvaguardare la navigazione a Hormuz, tra cui l’invio di dragamine.

La Russia ha detto di non sostenere l’iniziativa di Francia e Gran Bretagna e di organizzare un vertice sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, perché la proposta “è volta ad aumentare la presenza militare nel Golfo”, ha dichiarato la presidente del Consiglio della Federazione (camera alta del Parlamento russo) Valentina Matviyenko.

Ieri, 13:06

Idf mantiene le posizioni

Il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l’Idf “mantiene e continuerà a mantenere” tutte le posizioni che ha “bonificato e conquistato” in Libano, affermando che Israele è ancora nel mezzo di una guerra contro Hezbollah e che i suoi obiettivi non sono ancora stati raggiunti. In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio, Katz ha affermato che l’obiettivo di disarmare Hezbollah “con mezzi militari o diplomatici” rimane l’obiettivo centrale.

Ieri, 12:42

Raid israeliano causa morti in Libano

Almeno 13 persone sono rimaste uccise nei bombardamenti israeliani su Tyre, pochi minuti prima dell’entrata in vigore della tregua ieri, giovedì sera, ha riferito venerdì all’AFP un funzionario di questo comune del sud del Libano.

Secondo questo funzionario, che non ha rivelato il proprio nome, altre 35 persone sono rimaste ferite e i soccorritori stanno ancora setacciando le macerie alla ricerca di «15 dispersi». I raid hanno colpito, pochi minuti prima dell’entrata in vigore del cessate il fuoco, a mezzanotte (23:00 in Svizzera), sei edifici residenziali che sono stati distrutti, secondo un corrispondente dell’AFP.

Ieri, 11:58

Problemi di rifornimento per Wizz Air

La compagnia aerea low cost ungherese Wizz Air ha avuto dei “problemi” a causa della carenza di cherosene in Italia, ma rimane ottimista per le prossime settimane, ha dichiarato il suo amministratore delegato József Váradi.

“Abbiamo avuto dei problemi a causa della carenza di carburante in tre aeroporti italiani: Venezia, Brindisi e Catania. Tutto si è risolto nel giro di un giorno e, in alcuni casi, di poche ore, senza dover cancellare i voli“, ha spiegato Váradi al quotidiano economico italiano Il Sole 24 Ore. ”In nessun altro paese europeo, finora, abbiamo riscontrato una carenza di carburante”, ha aggiunto.

Diversi aeroporti italiani avevano avvertito le compagnie all’inizio di aprile che avrebbero avuto una carenza di carburante per alcune ore, chiedendo loro di arrivare con una quantità di carburante sufficiente per ripartire.

La chiusura dello Stretto di Hormuz, conseguenza della guerra in Medio Oriente, fa pesare il rischio di una carenza di cherosene sull’Europa, in vista delle grandi partenze estive.

Ieri, 11:44

Carenza di carburante per l'aviazione

L’Europa potrebbe avere a disposizione carburante per aerei per sole sei settimane, con gravi conseguenze per l’economia del continente: è l’allarme lanciato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE).

“Diversi Paesi europei potrebbero iniziare a trovarsi ad affrontare carenze di carburante per aerei nelle prossime 6 settimane, a seconda di quanto riusciranno a importare dai mercati internazionali per compensare la perdita di forniture provenienti dal Medio Oriente, che in precedenza rappresentavano il 75% delle importazioni nette di carburante per aerei in Europa”, ha dichiarato l’AIE all’emittente CNBC.

In precedenza, il direttore esecutivo dell’AIE, Fatih Birol, aveva affermato in un’intervista all’Associated Press che il blocco dello Stretto di Hormuz avrebbe provocato “la più grande crisi energetica che abbiamo mai affrontato”, aggiungendo che l’impatto economico più ampio comprende “prezzi della benzina più alti, prezzi del gas più alti, prezzi dell’elettricità più alti”, con alcune parti del mondo “colpite più duramente di altre”.

Ieri, 11:10

Libano in festa per tregua

Festeggiamenti in tutto il Libano per l’entrata in vigore del cessate il fuoco. La popolazione è scesa in piazza con fuochi d’artificio e spari celebrativi dopo l’avvio della tregua di 10 giorni.

Migliaia di famiglie sfollate hanno invaso la principale autostrada che porta al Libano meridionale, poche ore dopo l’entrata in vigore della tregua, per tornare alle proprie case nel sud del Paese. “Se dovessimo andarcene di nuovo, non riesco a descrivere quanto sarebbe deludente, sarebbe devastante”, ha detto al New York Times, Israa Jaber, seduta in macchina bloccata nel traffico, diretta a sud verso casa sua nella città di Srifa.

A Qasmiyeh, una città situata lungo l’autostrada che costeggia il Libano, i soldati dell’esercito libanese - riporta il media americano - stanno utilizzando degli escavatori per riparare un ponte che collega il nord al sud del Paese. Il valico è diventato il principale punto critico per il traffico dopo che nell’ultimo mese e mezzo, sono state bombardati tutti i principali ponti sul fiume Litani, che divide il Libano settentrionale da quello meridionale. Ieri, giovedì, le forze israeliane hanno colpito nuovamente il ponte di Qasmiyeh, poche ore prima dell’annuncio del cessate il fuoco.

Ieri, 10:54

Ministri degli esteri in riunione

I ministri degli Esteri di Turchia, Pakistan, Egitto e Arabia Saudita si incontreranno, oggi, venerdì, a margine di un forum diplomatico nella provincia turca meridionale di Antalya per discutere questioni regionali, tra cui la guerra in Iran, secondo quanto riferito da una fonte diplomatica turca.

“L’incontro dovrebbe includere discussioni sullo sviluppo di soluzioni alle questioni regionali, in particolare la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, nel quadro di un approccio di titolarità regionale”, ha affermato la fonte.

I ministri dei quattro Paesi avevano tenuto due incontri a marzo nell’ambito degli sforzi per mediare la fine della guerra in Iran. La Turchia, vicina dell’Iran, è in stretto contatto con gli Stati Uniti, l’Iran e il Pakistan, che funge da mediatore.

Ieri, 10:51

Importante non far riprendere il conflitto

Il presidente americano Donald Trump ha accennato a un possibile incontro tra gli Stati Uniti e l’Iran nel corso del fine settimana, sottolineando al contempo che Teheran aveva proposto di non dotarsi di armi nucleari per oltre 20 anni. “Vedremo cosa succederà. Ma penso che siamo molto vicini a concludere un accordo con l’Iran”, ha dichiarato l’inquilino della Casa Bianca.

Secondo due fonti iraniane citate da Reuters, gli Stati Uniti e l’Iran non avrebbero più come obiettivo primario quello di concludere un accordo di pace globale, ma cercano ora di trovare un patto su un protocollo d’intesa che consenta di impedire una ripresa della guerra.

Ieri, 09:20

Iran, "silenzio sul campo ma noi abbiamo il dito sul grilletto"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano che le forze armate del Paese sono “con il dito sul grilletto” durante ciò che definiscono un “silenzio sul campo di battaglia”, avvertendo di essere pronti a rispondere a qualsiasi attacco. Lo riferisce Iran International.

In una dichiarazione rilasciata in occasione della Giornata dell’Esercito, le Guardie hanno affermato che i militari e le Guardie sono pronti a fornire una “risposta forte e decisa” a qualsiasi azione ostile.

Hanno descritto la situazione attuale come un “silenzio sul campo di battaglia” nel cessate il fuoco tra Iran, Stati Uniti e Israele, ma hanno avvertito che qualsiasi escalation provocherebbe “duri colpi” e una “umiliante sconfitta” per gli avversari.

Ieri, 07:31

Riapertura Stretto di Hormuz "a precise condizioni"

Una fonte iraniana citata dai media israeliani ha precisato che Teheran riaprirà lo Stretto di Hormuz solo in presenza di un cessate il fuoco permanente e di garanzie ONU contro futuri attacchi da parte di Stati Uniti e Israele.

Ieri, 07:30

Mediatore pachistano a Teheran

Sul fronte negoziale con l’Iran, il mediatore pachistano, il capo dell’esercito Asim Munir, è arrivato a Teheran e avrebbe incassato progressi su alcune questioni spinose. Secondo fonti diplomatiche citate da Reuters, emergono segnali di compromesso sul dossier nucleare: Teheran starebbe valutando il trasferimento all’estero di parte - ma non di tutto - il suo stock di uranio altamente arricchito, posizione che aveva finora escluso.

Ieri, 06:38

L'Iran possiede ancora "migliaia di missili"

L’Iran ha ancora “migliaia di missili” e droni capaci di minacciare le forze americane. Lo riporta la CNN citando il generale statunitense James Adams, responsabile della Defense Intelligence Agency.

Ieri, 06:36

Tregua accolta positivamente anche dalla Svizzera

La tregua di 10 giorni in Libano, secondo la Casa Bianca, dovrebbe servire anche a Israele e al Governo libanese ad avviare i primi negoziati diretti, dopo 34 anni.

L’avvio del cessate il fuoco è stato accolto positivamente anche dalla Svizzera: Il Dipartimento federale degli Affari esteri ha infatti invitato le parti a “cogliere l’opportunità” per avanzare verso una soluzione politica “sostenibile” del conflitto.

01:00

Notiziario 06.00 del 17.04.2026 La corrispondenza dagli USA di Andrea Vosti

RSI Info 17.04.2026, 06:34

Ieri, 06:31

Migliaia di marinai bloccati nello Stretto di Hormuz

Ieri, 06:23

Violenti scontri nel sud della capitale libanese Beirut

Violenti scontri a fuoco sono stati registrati nei sobborghi meridionali di Beirut proprio nel momento in cui entrava in vigore il cessate il fuoco con Israele. I media statali hanno segnalato “intensi spari” in concomitanza con l’inizio della tregua di dieci giorni, annunciata in precedenza presidente statunitense Donald Trump. I sobborghi meridionali di Beirut sono stati colpiti in modo particolarmente duro dagli attacchi israeliani a partire dal 2 marzo.

Ieri, 06:14

Hezbollah non si pronuncia sulla tregua

Il movimento islamista libanese Hezbollah ha preso atto dell’annuncio del cessate il fuoco ma non ha detto se lo avrebbe rispettato o meno. In una nota il gruppo ha messo in guardia i residenti del sud del Libano dal dirigersi verso le aree colpite dagli attacchi di Israele durante la guerra, ricordando come “lo Stato ebraico ha una lunga storia di violazione di promesse e accordi”, riporta il New York Times.

16 aprile, 23:40

Libano, tregua in vigore

La tregua di 10 giorni in Libano è entrata ufficialmente in vigore alle 23 ora svizzera, la mezzanotte locale.

16 aprile, 23:25

"L'Iran consegnerà il suo uranio"

Lo ha detto Donald Trump parlando ai giornalisti alla Casa Bianca. Il presidente statunitense vede vicino un accordo con la Repubblica Islamica, che non ha confermato l’informazione.

16 aprile, 21:08

Netanyahu: "Durante la tregua l'esercito rimane nel sud del Libano"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato il cessate il fuoco di dieci giorni nel conflitto con la milizia libanese Hezbollah. Il premier precisa che durante la tregua, l’esercito israeliano rimarrà in una zona cuscinetto nel sud del Libano. Netanyahu descrive la tregua come un’occasione per avviare colloqui su un accordo di pace duraturo con il Libano e al tempo stesso insiste sul disarmo di Hezbollah. Durante la tregua, l’esercito israeliano rimarrà in una “zona di sicurezza rafforzata” nel sud del Libano. Questa si estende dal Mediterraneo al confine siriano ed è larga circa dieci chilometri. Servirà a proteggere le località nel nord di Israele dagli attacchi di Hezbollah, ha detto Netanyahu.

16 aprile, 19:12

Libano: Hezbollah rispetterà la tregua se Israele cessa le ostilità

L’Hezbollah libanese rispetterà il cessate il fuoco che entrerà in vigore giovedì sera a condizione che Israele cessi completamente le ostilità, compresi gli omicidi mirati contro i suoi membri, ha affermato giovedì all’agenzia di stampa AFP un deputato della formazione filo-iraniana. “Rispetteremo il cessate il fuoco con prudenza (...) a condizione che si tratti di una cessazione totale delle ostilità contro di noi e che Israele non lo sfrutti per compiere omicidi”, ha dichiarato il deputato di Hezbollah Ibrahim Moussaoui. Dopo il cessate il fuoco che aveva posto fine alla precedente guerra tra le due parti, nel novembre 2024, Israele aveva in effetti continuato a colpire con attacchi mirati i membri e le infrastrutture del movimento libanese.

16 aprile, 18:12

Trump, “Israele e Libano d’accordo per cessate il fuoco di 10 giorni”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato giovedì che i leader israeliani e libanesi hanno concordato di avviare un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17 (ora dell’est statunitense, le 23 in Svizzera, la mezzanotte in Libano).

Il presidente repubblicano ha affermato nel post su Truth Social di aver avuto “ottime conversazioni” con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e con il presidente libanese Joseph Aoun. “Questi due leader hanno concordato che, per raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni”, ha scritto, aggiungendo di aver incaricato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il presidente dei capi di Stato Maggiore riuniti Dan Caine di lavorare con i due Paesi per raggiungere una pace duratura.

16 aprile, 18:09

Caro kerosene, arrivano i primi tagli

Lufthansa anticipa a sabato la chiusura della controllata regionale Cityline, Edelweiss rinuncia a due collegamenti negli Stati Uniti, KLM riduce l’offerta europea.

16 aprile, 16:50

Libano-Israele, Aoun frena sulla telefonata con Netanyahu

Il presidente libanese Joseph Aoun non sarebbe per il momento disposto a sostenere una conversazione telefonica diretta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Aoun avrebbe discusso della possibilità di una simile telefonata in un colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio, ma finora l’avrebbe rifiutata, secondo quanto appreso dalla Deutsche Presse-Agentur da fonti governative libanesi. Una telefonata tra Aoun e Netanyahu sarebbe la prima conversazione di questo tipo da decenni. I paesi confinanti Israele e Libano sono nemici e si trovano ufficialmente in stato di guerra. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato per oggi un colloquio tra i “leader” dei due paesi confinanti, dopo che martedì a Washington i loro ambasciatori si erano incontrati per la prima volta da decenni per colloqui politici diretti. Una ministra israeliana è stata ancora più concreta e giovedì mattina ha annunciato un colloquio tra Netanyahu e Aoun.

16 aprile, 16:01

Washington avverte Teheran: accordo o ripresa delle operazioni militari

Gli Stati Uniti giovedì hanno ribadito la pressione sull’Iran, avvertendo che Teheran deve tornare al tavolo negoziale e accettare un accordo, mentre le forze americane in Medio Oriente restano pronte a riprendere le operazioni di combattimento. Lo ha dichiarato il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, secondo cui Washington intende impedire che l’Iran ottenga un’arma nucleare. Parlando al Pentagono, Hegseth ha affermato che gli Stati Uniti preferirebbero arrivare a un’intesa per via negoziale, ma ha avvertito che esiste anche un’alternativa più dura in caso di mancato accordo. In un successivo passaggio del briefing ha rivolto un appello diretto alla leadership iraniana, dicendo di augurarsi che scelga un’intesa “per il bene del suo popolo e del mondo”.

16 aprile, 15:38

Merz apre alla missione su Hormuz

La Germania è pronta a partecipare a una possibile missione per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, contribuendo con competenze nello sminamento e nella sorveglianza marittima, ha riferito giovedì il quotidiano Sueddeutsche Zeitung. Secondo quanto riportato, il cancelliere tedesco Friedrich Merz dovrebbe avanzare questa proposta venerdì, nel corso di un incontro a Parigi con i suoi omologhi francese, britannico e italiano.

16 aprile, 15:30

L’Arcivescova di Canterbury sostiene l’appello di Papa Leone per la pace.

L’Arcivescova di Canterbury, Sarah Mullally, ha dichiarato giovedì di schierarsi al fianco di Papa Leone nel suo “coraggioso appello per un regno di pace”, esortando gli 85 milioni di anglicani nel mondo a unirsi al pontefice nel parlare in favore della pace e della giustizia. Le dichiarazioni di Mullally, la prima donna a guidare la Chiesa d’Inghilterra, arrivano dopo i ripetuti attacchi al pontefice da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Mi schiero al fianco di mio fratello in Cristo, Sua Santità Papa XIV, nel suo coraggioso appello per un regno di pace”, ha affermato la religiosa, che è anche la guida spirituale della Comunione anglicana mondiale, in una dichiarazione. “È la vocazione di ogni cristiano – e di tutte le persone di fede e di buona volontà – operare e pregare per la pace. Dobbiamo anche esortare tutti coloro ai quali è affidata un’autorità politica - ha aggiunto - a perseguire ogni possibile mezzo pacifico e giusto per risolvere i conflitti”.

16 aprile, 14:06

Premier pakistano incontra l’emiro del Qatar a Doha

Il premier pakistano Shehbaz Sharif, principale mediatore tra l’Iran e gli Stati Uniti, ha incontrato oggi a Doha l’emiro del Qatar nell’ambito degli sforzi diplomatici volti a riprendere i negoziati tra Iran e Stati Uniti per ottenere un cessate il fuoco duraturo nella guerra in Medio Oriente.

I due leader hanno espresso il loro sostegno agli “sforzi di de-escalation e al rafforzamento del coordinamento internazionale volti a garantire la sicurezza e la stabilità della regione, in particolare assicurando il corretto funzionamento delle catene di approvvigionamento energetico”, riferisce un comunicato. L’emiro del Qatar ha elogiato il ruolo svolto dal Pakistan, indica la stessa fonte.

16 aprile, 13:09

Iran, capo dell'esercito pakistano a colloquio con Ghalibaf

Il capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, ha incontrato giovedì il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf nell’ambito delle trattative in corso per una possibile ripresa dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Lo riportano i media statali iraniani.

Il luogo esatto dell’incontro non è stato specificato dalla televisione di Stato, ma l’agenzia Mizan ha pubblicato su X alcune foto dei due uomini.

La delegazione pakistana era arrivata in Iran mercoledì, poco prima che Washington evocasse la possibilità di una seconda sessione di negoziati con l’Iran.

16 aprile, 13:05

Libano, ANI: Distrutto completamente ponte strategico

Israele ha sferrato due attacchi nel sud del Libano contro un ponte strategico, distruggendolo. A riferirlo l’agenzia di stampa ufficiale libanese ANI.

“L’aviazione nemica ha sferrato due attacchi consecutivi contro il ponte di Qasmiyeh, l’ultimo ponte tra la regione di Tiro e quella di Saida, distruggendolo completamente”, ha riferito l’ANI.

L’esercito israeliano questa mattina aveva nuovamente invitato i civili a evacuare l’intera zona del sud del Libano fino al fiume Zahrani, a circa 40 km a nord del confine.

Il ponte, nei giorni scorsi, era stato già oggetto di bombardamenti israeliani, come mostrato da diversi video in rete.

16 aprile, 12:06

Il franco svizzero perde terreno

Il franco svizzero non è più un porto sicuro? L’interrogativo appare legittimo, considerando che nelle ultime settimane la moneta elvetica ha perso terreno nei confronti di dollaro ed euro. Ma c’è una spiegazione, o meglio più di una.

Con lo scoppio della guerra in Iran alla fine di febbraio i valori considerati più sicuri come il franco o i metalli preziosi, oro in primis, sono stati richiesti solo all’inizio. Più a lungo duravano i combattimenti, più gli operatori di mercato si sono concentrati sui prezzi del petrolio e dell’energia. Questo ha favorito il dollaro, poiché il petrolio viene pagato prevalentemente nella valuta americana.

L’impennata del greggio ha inoltre alimentato le preoccupazioni per l’inflazione. Per questo motivo dalla fine di febbraio i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi sono aumentati: ciò rende gli investimenti in obbligazioni statali americane tendenzialmente più attraenti e aumenta la domanda di dollari.

Con il rincaro che aumenta, “il mercato presume che la Banca centrale europea dovrà aumentare il tasso di riferimento in giugno e che la Federal Reserve potrà annunciare un nuovo taglio solo in dicembre”, spiega all’agenzia Awp Peter Neuhaus, specialista di cambi presso la Banca Valiant. Questo ha conseguenze sul differenziale dei tassi d’interesse.

Inoltre all’inizio di marzo, subito dopo lo scoppio della guerra in Iran, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha messo in guardia i mercati con parole chiare: non esiterà a indebolire il franco attraverso interventi sul mercato dei cambi.

16 aprile, 11:11

Edelweiss cancella voli

Edelweiss cancella alcune rotte verso gli Stati Uniti e l’Oman a causa della ridotta richiesta da parte dei passeggeri e dell’aumento del prezzo del carburante, aggravato dalla situazione geopolitica.

La compagnia aerea elvetica specializzata in vacanze spiega che l’adeguamento riguarda in particolare i collegamenti con il Nord America nel programma estivo. I voli verso Denver e Seattle sono stati eliminati completamente, mentre sulla rotta per Las Vegas le frequenze verranno ridotte nella tarda primavera e in autunno. Nel programma invernale 2026/27 verranno cancellati anche i collegamenti verso Mascate e Salalah, in Oman.

16 aprile, 10:28

Netanyahu chiama Aoun

Secondo quanto riferito da una ministra, il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe in programma oggi (giovedì) una telefonata con il presidente libanese Joseph Aoun.

Lo ha dichiarato Gila Gamliel, ministra israeliana per l’Innovazione, la Scienza e la Tecnologia, all’emittente dell’esercito israeliano. Inizialmente non era giunta alcuna conferma ufficiale da entrambi i Paesi riguardo al colloquio ad alto livello tra Israele e Libano annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Sarebbe la prima telefonata nota tra Netanyahu e Aoun. L’ufficio del presidente libanese ha dichiarato di non avere informazioni su tale colloquio.

16 aprile, 10:06

L'UE cerca soluzioni contro la scarsità di cherosene

L’Unione europea sta cercando di trovare soluzioni per far fronte a un’imminente carenza di carburante per aerei e per massimizzare la produzione delle raffinerie, hanno dichiarato diversi funzionari europei, mentre le tensioni sull’approvvigionamento si acuiscono di giorno in giorno a causa dei blocchi nello stretto di Hormuz.

Le compagnie aeree europee hanno avvertito del rischio di carenze di cherosene nelle prossime settimane a causa della guerra con l’Iran, che sta perturbando gli spostamenti con l’avvicinarsi della stagione estiva.

16 aprile, 08:36

La Borsa di New York scommette su accordo

Wall Street ha chiuso ieri sera (mercoledì) con un nuovo record per Nasdaq e S&P500, segno che i mercati scommettono su un accordo USA-Iran. Il Dow Jones ha lasciato lo 0,15% a 48.463,72 punti, mentre il Nasdaq è avanzato dell’1,59% a 24.016,02 punti e lo S&P 500 dello 0,80% a 7.022,95 punti.

16 aprile, 08:34

Nobel per la pace in "condizioni di salute critiche"

La vincitrice del Premio Nobel per la pace iraniana Narges Mohammadi, attualmente in carcere, versa in condizioni di salute critiche. Lo ha affermato suo fratello Hamid-Reza Mohammadi su X. Stando a quest’ultimo, sua sorella è fortemente indebolita a seguito di un infarto occorso alla fine di marzo e ha perso molto peso. La famiglia è molto preoccupata.

Già in precedenza era stata segnalata una mancanza di assistenza medica, come la richiesta di cure cardiologiche urgenti.

Mohammadi, che nel 2023 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace - che non aveva potuto ritirare personalmente - per il suo impegno contro l’oppressione delle donne e contro la pena di morte in Iran, è detenuta nel carcere centrale della città di Sanjan. All’inizio di febbraio, secondo il suo avvocato, è stata nuovamente condannata a sei anni di reclusione, oltre a un divieto di espatrio di due anni. Il reato contestatole, ha aggiunto, è di “associazione e collusione per commettere e reati”, una sorta di accusa di cospirazione.

16 aprile, 08:32

Libano "ignaro" di nuovi colloqui

Il Libano “non è a conoscenza” di un prossimo contatto con Israele, ha affermato una fonte ufficiale all’AFP, dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato che i leader dei due Paesi in stato di guerra si incontreranno oggi, giovedì.

“Non siamo a conoscenza di un contatto previsto con la parte israeliana e non ne siamo stati informati attraverso i canali ufficiali”, ha dichiarato la fonte all’AFP.

16 aprile, 07:48

Gli USA valutano un nuovo round di colloqui con l'Iran

Washington ha annunciato che discuterà della possibilità di tenere una seconda tornata di negoziati con Teheran, dichiarandosi “ottimista” sulle possibilità di raggiungere un accordo. L’Iran aveva in precedenza minacciato di bloccare il traffico nel Mar Rosso in risposta al blocco statunitense dei suoi porti.

Da parte sua, l’Iran ha ribadito la volontà di continuare a negoziare, mentre il mondo spera nella proroga del cessate il fuoco di due settimane in vigore dall’8 aprile e nella fine di una guerra che ha causato migliaia di morti, soprattutto in Iran e in Libano, scuotendo al contempo l’economia mondiale.

“Siamo ottimisti riguardo alla prospettiva di un accordo”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, mentre il Pakistan prosegue i suoi sforzi di mediazione dopo il fallimento, domenica, di una prima sessione di discussioni a Islamabad.

Il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaïl Baghaï, ha confermato che “negli ultimi tre giorni sono stati scambiati diversi messaggi tramite il Pakistan”. Ha tuttavia ribadito una richiesta fondamentale dell’Iran: il diritto del Paese a un programma nucleare civile, aprendo la porta solo a discussioni sul “livello e il tipo di arricchimento” dell’uranio.

16 aprile, 06:54

Infantino (FIFA): "L'Iran verrà ai Mondiali, è sicuro"

L’Iran disputerà i Mondiali di calcio, “è sicuro”, ha affermato mercoledì il presidente della FIFA Gianni Infantino, mentre la partecipazione del “Team Melli”, la nazionale iraniana, resta incerta a meno di due mesi dall’apertura della Coppa del Mondo a causa del conflitto in Medio Oriente.

“L’Iran verrà, è sicuro”, ha affermato durante una conferenza economica organizzata dalla rete televisiva CNBC a Washington. “Speriamo che a quel momento (l’inizio della competizione l’11 giugno, ndr), la situazione sia pacifica, il che aiuterebbe davvero”, ha spiegato.

16 aprile, 06:51

Il presidente USA Trump annuncia nuovi colloqui tra Libano e Israele

Secondo quanto affermato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Israele e Libano si incontreranno oggi, giovedì, per nuovi colloqui ad alto livello. I “leader” dei due Paesi confinanti, che non si parlavano da molto tempo, circa da almeno 34 anni, “si incontreranno oggi” ha scritto il tycoon sulla sua piattaforma Truth. Dal post di Trump non emerge chi siano esattamente i leader di entrambi i Paesi a cui si riferisce.

16 aprile, 06:47

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ringrazia la Cina

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che Teheran “conta sulla Cina affinché svolga un ruolo positivo nella promozione della pace e nella cessazione del conflitto”. Il ministro ha inoltre espresso la “volontà dell’Iran di continuare a cercare una soluzione razionale e realistica attraverso negoziati pacifici”.

La televisione di Stato iraniana ha indicato che Araghchi ha anche “messo in guardia dalle pericolose conseguenze delle posizioni e delle azioni provocatorie degli Stati Uniti nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, che porteranno a una situazione più complicata nella regione”.

16 aprile, 06:43

La Cina punta sulla via diplomatica

Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha affermato che Pechino sostiene “il mantenimento dello slancio dei negoziati di pace” in Medio Oriente, in un colloquio con il suo omologo iraniano, il quale ha dichiarato di “contare” su Pechino.

I negoziati “sono nell’interesse fondamentale del popolo iraniano”, ha aggiunto e ha sottolineato che la Cina è disposta a continuare a svolgere “un ruolo costruttivo” per la pace in Medio Oriente, dopo che il primo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad (Pakistan) era fallito.

16 aprile, 06:41

Consigliere militare iraniano minaccia gli USA

Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha minacciato di affondare le navi statunitensi qualora queste tentassero di fare i “poliziotti” nello Stretto di Hormuz.

«Trump vuole fare il poliziotto nello Stretto di Hormuz. È davvero questo il vostro compito? È questo il compito di un esercito potente come quello degli Stati Uniti?», ha dichiarato alla televisione iraniana Mohsen Rezaei, ex comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione nominato consigliere militare della Guida Suprema il mese scorso.

Considerato un sostenitore della linea dura anche tra le Guardie della Rivoluzione, Rezaei ha dichiarato che sarebbe “un bene” se gli Stati Uniti lanciassero un’invasione terrestre. “Prenderemmo migliaia di ostaggi e poi otterremmo un miliardo di dollari per ciascuno di loro”, ha detto.

16 aprile, 06:39

I colloqui proseguono

Martedì sera a Washington, per la prima volta da decenni, rappresentanti israeliani e libanesi si sono incontrati per colloqui diretti a livello politico. I negoziati con il Libano perseguono, malgrado il nulla di fatto al Gabinetto di sicurezza di ieri, mercoledì. Due sono gli obiettivi principali, come ha spiegato il premier israeliano: “il disarmo della milizia di Hezbollah sostenuta dall’Iran e, in secondo luogo, una pace duratura”. Il Governo libanese, che non è parte in causa nella guerra tra Israele e Hezbollah, vuole ottenere un cessate il fuoco e il ritiro dei soldati israeliani dal sud del Paese.

16 aprile, 06:35

Netanyahu amplia zona di sicurezza

Il capo del Governo israeliano Benjamin Netanyahu sta ampliando una zona di sicurezza al confine tra Libano e Israele, nel quadro della lotta contro la milizia libanese Hezbollah. Secondo un comunicato del suo ufficio, Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato alle forze armate israeliane di estendere ulteriormente la zona di sicurezza nel sud del Libano. Parallelamente, sono in corso negoziati con il Governo del Libano. Secondo i media, mercoledì sera il gabinetto di sicurezza israeliano avrebbe dovuto discutere di un cessate il fuoco. La riunione si è però conclusa senza alcuna decisione, ha scritto Axios.