Trump, ad un giornalista del New York Post, ha parlato di una possibile ripresa dei colloqui con l’Iran questa settimana in Pakistan
Ancora il presidente USA ha dichiarato di considerare la guerra “molto vicina alla fine”
Secondo il CENTCOM, il comando statunitense nella regione, sono nove le navi che su ordine della marina di Washington hanno invertito la rotta, rientrando verso porti iraniani invece di attraversare lo Stretto di Hormuz.
USA-Iran, “Nove navi hanno invertito la rotta”
Secondo Donald Trump nuovi colloqui con l’Iran possibili in Pakistan e “la fine della guerra è vicina” - Smentito un accordo sul prolungamento della tregua

Il capo della Casa Bianca, qui ripreso ieri durante alcune dichiarazioni ai giornalisti
Cessate il fuoco, USA e Iran valutano un’estensione di due settimane
Gli Stati Uniti e l’Iran stanno valutando la possibilità di estendere il cessate il fuoco di due settimane. Lo rende noto Bloomberg.
Nove navi hanno rispettato gli ordini statunitensi
Secondo il CENTCOM, il comando statunitense nella regione, sono nove le navi che su ordine della marina di Washington hanno invertito la rotta, rientrando verso porti iraniani invece di attraversare lo Stretto di Hormuz.
Cessate il fuoco: gli USA negano l’estensione formale
Secondo quanto dichiarato da un alto funzionario americano all’agenzia di stampa AFP, gli Stati Uniti non hanno formalmente accettato di prolungare il cessate il fuoco con l’Iran. Notizie di stampa diffuse in precedenza avevano invece riferito che i negoziatori si stavano avvicinando a tale estensione.
“Le discussioni continuano tra Stati Uniti e Iran per raggiungere un accordo”, ha precisato l’alto funzionario sotto condizione di anonimato.
Barghouti maltrattato in carcere
L’avvocato di Marwan Barghouti ha confermato che il leader di al-Fatah è vittima di maltrattamenti, dopo una visita al carcere israeliano in cui è detenuto. Lo scrive al-Jazeera.
Ben Marmarelli, che ha fatto visita a Barghouti il 12 aprile, ha dichiarato in un post sulle reti sociali che la visita è stata “profondamente allarmante”, in quanto ha confermato che il suo assistito è stato “vittima di tre violente aggressioni” nelle ultime settimane.
Barghouti sta scontando cinque ergastoli per presunti reati commessi durante la seconda Intifada, dal 2000 al 2005, e ha sempre negato le accuse. A fine marzo è stato trasferito nel carcere di Ganot, dove si trova in regime di isolamento.
L’avvocato ha affermato che Barghouti è stato aggredito il 24 marzo da un cane che le guardie carcerarie avevano fatto entrare nella sua cella. Ha aggiunto che il leader palestinese è stato “picchiato selvaggiamente e lasciato sanguinante per più di due ore” senza ricevere cure mediche l’8 aprile. “Non si tratta di episodi isolati. Costituiscono un chiaro schema di abusi in escalation: violenza, negligenza medica e trattamenti che lo mettono a rischio immediato”, ha affermato Marmarelli.
Iran-USA, accordo di principio per nuova tregua
I mediatori si sono avvicinati alla proroga del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e alla ripresa dei negoziati per salvare la fragile tregua prima della sua scadenza la prossima settimana: secondo funzionari regionali citati dall’Associated Press, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un “accordo di principio” per prorogarlo e consentire un maggiore impegno diplomatico.
Pentagono invia altri militari in Medio Oriente
Il Pentagono invierà altre migliaia di soldati in Medio Oriente nei prossimi giorni, mentre l’amministrazione Trump cerca di fare pressione sull’Iran per un accordo che metta fine al conflitto. Lo scrive il “Washington Post” citando funzionari americani.
Le forze in arrivo nella regione includono circa 6’000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta, hanno dichiarato funzionari attuali ed ex che hanno parlato sotto anonimato. Altri 4’200 soldati, appartenenti al Boxer Amphibious Ready Group e alla task force dei Marines imbarcata, l’11th Marine Expeditionary Unit, dovrebbero arrivare a fine mese.
I rinforzi militari dovrebbero unirsi alle navi da guerra già presenti in Medio Oriente proprio mentre si avvicina la scadenza del cessate il fuoco di due settimane, il 22 aprile. Le truppe si aggiungeranno ai circa 50’000 militari che, secondo il Pentagono, sono impegnati nelle operazioni contro l’Iran.
Iran: sì al dialogo ma niente sottomissione"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran sostiene un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti, ma non si lascerà “costringere alla sottomissione”. Lo riporta Iran International, media di opposizione basato a Londra.
“L’Iran non cerca la guerra o l’instabilità e ha sempre dato importanza al dialogo e al confronto costruttivo con gli altri Paesi”, ha affermato durante una visita a un centro dei servizi di emergenza a Teheran. “Qualsiasi tentativo di imporre la propria volontà o di costringere il paese alla sottomissione è destinato al fallimento”, ha aggiunto. “L’Iran non accetterà mai un simile approccio”, ha sottolineato Pezeshkian.
Marinai iraniani lasciano lo Sri Lanka
Le autorità dello Sri Lanka hanno annunciato che “oltre 230” marinai iraniani delle navi “Iris Dena” - affondata in un attacco rivendicato dagli USA - e “Iris Bushehr” - che ha avuto il permesso di attraccare a Trincomalee citando un guasto al motore - hanno lasciato il paese insulare sull’Oceano Indiano. Lo riporta l’agenzia di stampa indiana PTI.
Nell’attacco alla fregata iraniana “Iris Dena”, il 4 marzo, si stima che siano morti almeno 84 marinai, mentre 32 sono stati recuperati dalle acque e ricoverati nello Sri Lanka. Sulla “Iris Bushehr” c’erano oltre 200 marinai.
Iran avrebbe utilizzato satellite spia cinese
L’Iran avrebbe acquisito un satellite spia cinese che gli ha fornito capacità di colpire le basi militari statunitensi in tutto il Medio Oriente. Lo riporta un’inchiesta del “Financial Times”, che ha consultato documenti militari iraniani trapelati i quali dimostrerebbero che il satellite, noto come TEE-01B, è stato acquisito dalla Forza aerospaziale del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica alla fine del 2024, dopo essere stato lanciato nello spazio dalla Cina.
Elenchi di coordinate con indicazione dell’ora, immagini satellitari e analisi orbitali dimostrano che i comandanti militari iraniani hanno successivamente incaricato il satellite di monitorare siti militari statunitensi chiave. Le immagini sono state scattate a marzo, prima e dopo gli attacchi con droni e missili su quelle località.
Secondo il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian le notizie dei media che “accusano la Cina di fornire supporto militare all’Iran sono interamente fabbricate”. Lin ha aggiunto su X che se gli USA dovessero andare avanti con la loro guerra commerciale contro Pechino, sulla base di queste accuse, “la Cina risponderebbe con contromisure”.
Premier pakistano in Arabia Saudita
Il ministero degli Esteri di Islamabad ha annunciato che il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif partirà oggi, mercoledì, per una visita ufficiale in Arabia Saudita, in seguito si sposterà in Qatar e in Turchia. L’annuncio arriva mentre Islamabad continua a tentare di svolgere un ruolo di mediatore tra USA e Iran anche alla luce di un possibile secondo round di colloqui.
Prezzo del gas in calo
Il prezzo del gas apre in calo nelle prime contrattazioni di oggi, mercoledì, mentre si guarda agli sviluppi in Medio Oriente. Sui mercati c’è ottimismo su un accordo tra USA e Iran e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni del gas avviano la seduta in calo dell’1,1% a 42,90 euro al megawattora.
Venti navi attraverso lo Stretto di Hormuz
Più di 20 navi commerciali hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Lo afferma il “Wall Street Journal” citando fonti USA, secondo le quali anche se il traffico commerciale è ancora una frazione rispetto a prima, il flusso di navi è in miglioramento.
USA e Iran verso nuovi colloqui?
Donald Trump ha evocato una possibile ripresa dei colloqui con l’Iran questa settimana e sempre in Pakistan.
“Dovreste rimanere lì, davvero, perché qualcosa potrebbe accadere nei prossimi due giorni”, ha dichiarato il presidente al telefono ad un giornalista del New York Post presente a Islamabad, dove lo scorso fine settimana si è svolto il primo round negoziale, terminato senza esito, dopo l’entrata in vigore della tregua.
Intanto due fonti pakistane di alto livello hanno riferito all’agenzia AFP che il loro Paese sta cercando di rilanciare i colloqui fra USA e Iran.
Libano-Israele: colloqui costruttivi sotto la mediazione USA
Sono risultati costruttivi i negoziati tra le delegazioni israeliana e libanese che si sono tenuti ieri a Washington. Si è trattato del primo contatto diretto tra i due Paesi addirittura dal 1993. Al centro delle trattative, il disarmo della milizia filoiraniana di Hezbollah in cambio della fine della presenza militare di Israele nel Sud del Libano
RG 07.00 del 15.04.2026 - La corrispondenza di Andrea Vosti
RSI Info 15.04.2026, 08:16
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Petrolio, prezzo in crescita
Prezzo del petrolio in aumento stamani sui mercati delle materie prime: il WTI con consegna a maggio passa ora di mano a 91,65 dollari al barile con un aumento dello 0,38%, mentre il Brent con consegna a giugno è scambiato a 95,60 dollari al barile con una crescita dello 0,85%.
Per Trump la guerra è "quasi finita"
La guerra in Iran è “quasi finita. La considero molto vicina alla fine”. È quanto sostiene Donald Trump in un’intervista a Fox, di cui sono stati diffusi degli estratti. “Credo che” gli iraniani “vogliano raggiungere un accordo a tutti i costi”, ha dichiarato..
“Se me ne andassi ora” dall’Iran, a Teheran “ci vorrebbero 20 anni per ricostruire il Paese. E non abbiamo ancora finito”, ha aggiunto il capo della Casa Bianca, per poi ribadire che il conflitto era necessario per disarmare l’Iran delle sue capacità in campo atomico: “Se non l’avessi fatto, Teheran avrebbe l’arma nucleare”.
Petroliera cinese torna nello Stretto di Hormuz
La petroliera Rich Starry, di proprietà della società cinese Shangai Xuanrun Shipping, con bandiera del Malawi e soggetta a sanzioni statunitensi, è tornata nello Stretto di Hormuz dopo aver lasciato il Golfo il giorno precedente, non essendo riuscita a superare il blocco imposto dagli Stati Uniti alle navi che fanno scalo nei porti iraniani. Lo riporta il sito della Reuters, citando i dati di monitoraggio marittimo.
“Durante le prime 24 ore, nessuna nave è riuscita a superare il blocco statunitense”, ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti, aggiungendo che sei navi hanno ottemperato alle direttive delle forze statunitensi di invertire la rotta per rientrare in un porto iraniano.
Solo il 24% dei cittadini USA approva la guerra all'Iran
Solo il 24% degli americani ritiene che sia valsa la pena entrare in guerra con l’Iran come deciso dall’amministrazione Trump. E’ quanto emerge da un sondaggio Ipsos effettuato dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco.
Il 51% degli americani ritiene che non ne sia valsa la pena. Per quanto riguarda l’impatto della guerra sulla sicurezza dell’America nel lungo termine, il 41% degli interpellati ritiene che il conflitto non la migliorerà.
