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Trump: “La marina USA impedirà il passaggio delle navi da Hormuz”

Il presidente statunitense lo ha annunciato sul social Truth in seguito al fallimento dei colloqui in Pakistan

  • Oggi, 07:29
  • Un'ora fa
Lo Stretto di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz

  • Immagine d'archivio Keystone
Di: Redazione Info RSI 
  • Stati Uniti e Iran non hanno raggiunto un accordo. Lo ha affermato il vice presidente USA JD Vance sottolineando come manchi da parte iraniana la promessa alla rinuncia all’arma atomica.

  • Stando alla TV iraniana sono ancora parecchie le questioni aperte, soprattutto la situazione per lo Stretto di Hormuz e la questione nucleare.

  • In seguito al fallimento dei negoziati, Donald Trump ha annunciato il blocco dello Stretto di Hormuz da parte della marina statunitense

  • Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato, che il suo Paese ha annientato i programmi nucleari e missilistici balistici dell’Iran durante gli attacchi contro la Repubblica islamica.

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Lo stretto di Hormuz e una tregua in bilico

Modem 10.04.2026, 08:30

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Trump: "Gran Bretagna e altri Paesi manderanno dragamine a Hormuz"

In un’intervista a Fox News, il presidente statunitense Donald Trump è tornato a parlare dell’intenzione di sminare lo Stretto di Hormuz. E ha affermato che “la Gran Bretagna e un paio di altri Paesi stanno inviando dei dragamine” nello stretto.

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Pasdaran: "Intrappoleremo i nemici nel vortice mortale di Hormuz"

Le Guardie rivoluzionarie iraniane minacciano di intrappolare i nemici nel “vortice mortale” di Hormuz. Hanno dichiarato che le forze di sicurezza iraniane hanno il pieno controllo dello stretto, punto nevralgico per il traffico marittimo. “Tutto il traffico è sotto il pieno controllo delle forze armate” ha affermato il comando navale delle guardie in un post su X, dopo che il presidente Donald Trump ha ordinato il blocco navale statunitense dello stretto.

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Rinviata la partenza della flottiglia per Gaza

A causa delle condizioni meteo avverse, parte della flottiglia diretta a Gaza non è potuta salpare da Barcellona. La partenza è dunque rinviata.

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Trump ribadisce le sue minacce: "Potrei annientare l'Iran in un giorno o in un'ora"

Il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito, domenica, la sua minaccia di distruggere le infrastrutture energetiche iraniane in caso che non sarà raggiunto un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente. “Potrei annientare l’Iran in un giorno. Potrei annientarlo in un’ora” ha dichiarato a Fox News, citando come obiettivi “tutte le loro infrastrutture energetiche, tutte le loro fabbriche, tutte le loro centrali elettriche”.

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Trump: "La marina statunitense impedirà il transito dallo Stretto di Hormuz"

In seguito al fallimento dei negoziati con l’Iran, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il blocco dello Stretto di Hormuz: la marina statunitense impedirà a tutte le navi il transito dal passaggio, ha scritto sul social Truth. “Il blocco inizierà a breve”.

Il presidente statunitense scrive inoltre che saranno rintracciate in acque internazionali tutte le navi che hanno pagato un pedaggio all’Iran per il transito dallo stretto: “Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà una navigazione sicura”.

Nel post ha aggiunto che gli Stati Uniti inizieranno “a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello stretto. Qualsiasi iraniano che spari contro di noi o contro imbarcazioni pacifiche sarà fatto saltare in aria”.

Per quanto riguarda le trattative delle scorse ore in Pakistan, Trump sostiene che “l’incontro è andato bene” e che sulla “maggior parte delle questioni è stato raggiunto un accordo”, ma non sull’aspetto “che conta veramente, il nucleare”.

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Putin a Pezeshkian, "pronto a contribuire agli sforzi di pace"

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto all’omologo iraniano Masoud Pezeshkian di essere pronto a contribuire agli sforzi di mediazione per raggiungere la pace in Medio Oriente. Lo ha reso noto il Cremlino: “Vladimir Putin ha sottolineato la sua disponibilità a facilitare ulteriormente la ricerca di una soluzione politica e diplomatica al conflitto e a mediare gli sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura in Medio Oriente”.

Oggi, 14:37

Una guerra molto... inquinante

Il conto sul lungo periodo è tutto da fare, ma soltanto nelle prime due settimane la guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran ha inquinato come un milione di automobili a benzina e provocato danni climatici superiori a 1,3 miliardi di dollari.

I dati sono quelli di un’analisi, condotta da ricercatori della Queen Mary University di Londra, della Lancaster University e del Climate and Community Institute, secondo la quale sono state generate oltre 5 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (CO2): più di quante ne produca l’Islanda in un intero anno.

La ricerca prende in considerazione le emissioni, dirette e indirette, generate tra il 28 febbraio e il 14 marzo. Tra queste sono comprese le operazioni militari, gli attacchi alle infrastrutture e i danni agli impianti petroliferi e ai depositi di carburante.

Oggi, 14:28

I dilemmi del presidente USA

Il fallimento del primo round di colloqui tra USA e Iran “non è stato una sorpresa” e questo esito mette l’amministrazione Trump di fronte a diverse opzioni poco allettanti: una lunga negoziazione con Teheran sul futuro del suo programma nucleare, oppure la ripresa di una guerra che ha già causato la più grande crisi energetica dei tempi moderni, e la prospettiva di una lunga lotta per il controllo dello Stretto di Hormuz”.

Lo scrive il New York Times, che ricorda come la principale leva a disposizione di Trump ora sia la minaccia di una ripresa delle operazioni militari su larga scala, in vista della fine del fragile cessate il fuoco il 21 aprile.

Ma per il media americano questa non è una scelta “politicamente praticabile per Trump, e gli iraniani lo sanno”. Trump, ricorda il New York Times, ha dichiarato il cessate il fuoco la scorsa settimana in gran parte per arginare le conseguenze della perdita del 20% delle riserve petrolifere mondiali, che stava facendo impennare il prezzo dei carburanti e creando carenze di fertilizzanti e, tra le altre materie prime essenziali, di elio per la produzione di semiconduttori.

I mercati avevano riguadagnato terreno sulla prospettiva di un accordo e se la guerra dovesse riprendere, molto probabilmente crollerebbero, e l’inflazione USA, già al 3,3%, aumenterebbe inevitabilmente. “Resta quindi la questione più urgente: la riapertura dello Stretto di Hormuz. Gli iraniani, nella loro descrizione dell’incontro, l’hanno posta al primo posto tra i temi discussi”, sottolinea il giornale USA.

Oggi, 11:43

Oleodotto in Arabia Saudita di nuovo operativo

L’oleodotto che attraversa l’Arabia Saudita da est a ovest, infrastruttura cruciale per l’esportazione di petrolio in circostanze di blocco dello Stretto di Hormuz perché permette al greggio di arrivare alle coste del Mar Rosso, è tornato “in stato di funzionamento” dopo aver subito attacchi: lo hanno annunciato le autorità saudite.

“Le infrastrutture energetiche e l’oleodotto est-ovest danneggiati dagli attacchi sono nuovamente operativi, il che migliora l’affidabilità dell’approvvigionamento”, ha dichiarato il Ministero saudita dell’energia, citato dall’agenzia ufficiale SPA. I danni inflitti all’oleodotto avevano causato una “perdita di circa 700’000 barili al giorno di capacità di pompaggio”, ha aggiunto.

Il Financial Times aveva riferito che un importante attacco con droni aveva preso di mira mercoledì questa infrastruttura, la Petroline, nonostante l’entrata in vigore di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Né il governo saudita né il gigante petrolifero statale Aramco, proprietario dell’oleodotto, avevano allora commentato la notizia.

Oggi, 10:07

Nuovi raid israeliani nel sud del Libano

Almeno 11 persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nel sud del Libano, cinque delle quali nella località di Qana e altre sei Maaroub, dove è stata presa di mira un’intera famiglia: lo riporta l’agenzia libanese NNA.

La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre località del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti.

Oggi, 10:03

Due petroliere fanno dietro front nello Stretto di Hormuz

Due “superpetroliere” vuote dirette verso il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz hanno “fatto marcia indietro all’ultimo minuto” una volta avvicinatisi all’isola iraniana di Larak, proprio mentre i colloqui tra Washington e Teheran in corso a Islamabad venivano dati per falliti: lo riferisce sul suo sito Bloomberg.

Le due navi in questione, una battente bandiera maltese e una battente bandiera pakistana, hanno invertito la loro rotta una volta avvicinatisi a un “checkpoint” controllato da Teheran, secondo dati di tracciamento citati da Bloomberg. Una terza petroliera, battente bandiera liberiana, avrebbe invece proseguito la propria rotta, ma non è chiaro dove si stia dirigendo di preciso.

Oggi, 08:50

Senza accordo la situazione a Hormuz "non cambia"

L’Iran “non ha fretta di avviare un nuovo negoziato con gli Stati Uniti, dopo il fallimento dei colloqui di ieri, sabato a Islamabad”: lo ha affermato nelle prime ore di oggi una fonte informata all’agenzia Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie.

“Non ci sarà alcun cambiamento nella situazione nello Stretto di Hormuz, a meno che gli Stati Uniti non accettino un accordo ragionevole”, ha aggiunto la stessa fonte. Teheran, ha anche detto la persona informata citata dalla Fars, “non ha in programma di tenere un prossimo round di colloqui. Gli americani avrebbero dovuto essere realistici, ma cercavano un pretesto per lasciare il negoziato. Ora la palla è nel loro campo”.

Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha affermato che il fallimento dei colloqui è stato dovuto alle “eccessive richieste degli Stati Uniti” su questioni come lo Stretto di Hormuz e il dossier nucleare, sottolineando tuttavia che “la diplomazia non finisce mai”.

Frattanto la TV di Stato iraniana IRIB ha riferito che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica agiranno con fermezza contro “qualsiasi tentativo di navi militari di attraversare lo stretto”. I Pasdaran hanno sottolineato che “la marina delle Guardie della Rivoluzione dispone della piena autorità per gestire in modo intelligente lo Stretto di Hormuz”. Il passaggio, hanno aggiunto, sarà “concesso solo alle navi civili in condizioni specifiche”. Tale dichiarazione è arrivata dopo l’annuncio del Comando Centrale statunitense secondo cui due navi da guerra della US Navy avevano attraversato questa via marittima strategica per neutralizzare mine piazzate da Teheran.

Oggi, 08:19

Il premier israeliano attacca il presidente turco

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha criticato aspramente il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, a seguito delle sue recenti dichiarazioni sul cessate il fuoco con l’Iran.

“Israele, sotto la mia guida, continuerà a combattere il regime terroristico iraniano e i suoi alleati, a differenza di Erdogan che li tratta con indulgenza e ha massacrato i propri cittadini curdi”, ha dichiarato Netanyahu su X.

La presidenza turca ha reagito, piccata, agli attacchi di del premier israeliano affermando che “Netanyahu, che ha orchestrato un genocidio a Gaza e attaccato sette Paesi della regione, prende di mira il nostro presidente per disperazione”.

Oggi, 07:18

Pakistan: "USA e Iran rispettino cessate il fuoco"

Il ministro degli Esteri pakistano ha ribadito oggi, domenica, che Washington e Teheran devono rispettare l’accordo di cessate il fuoco, dopo che i colloqui maratona tra le due parti per porre fine alla guerra in Medio Oriente si sono conclusi senza un accordo. “È imperativo che le parti continuino a rispettare il loro impegno al cessate il fuoco”, ha affermato Ishaq Dar, il cui Governo ha ospitato i colloqui e ha agito da mediatore.

“Il Pakistan ha svolto e continuerà a svolgere il proprio ruolo per facilitare il coinvolgimento e il dialogo tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America nei giorni a venire”, ha dichiarato in una breve dichiarazione trasmessa dai media statali.

Oggi, 07:17

"Nessuno si aspettava risultati concreti"

Teheran ha affermato, oggi, domenica che “nessuno si aspettava” che USA e l’Iran raggiungessero un accordo già dal primo round di negoziati. “Era evidente fin dall’inizio che non dovevamo aspettarci di raggiungere un accordo in una sola sessione. Nessuno se lo aspettava”, ha dichiarato Esmaeil Baqaei, portavoce della diplomazia iraniana, alla televisione di Stato, dopo l’annuncio del fallimento dei colloqui a Islamabad per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Il portavoce del ministero degli Esteri si è detto “certo che i nostri contatti con il Pakistan, così come con gli altri nostri amici nella regione, proseguiranno”.