Donald Trump annuncia 10 giorni di tregua in Libano a partire dalla mezzanotte locale, le 23 in Svizzera
La Casa Bianca avverte l’Iran: deve negoziare e trovare un accordo, altrimenti siamo pronti a riprendere la guerra
Il presidente della FIFA Gianni Infantino: “L’Iran parteciperà ai Mondiali, è sicuro”
Trump annuncia 10 giorni di tregua in Libano
Cessate il fuoco dalla mezzanotte locale, Israele nel frattempo non ritirerà le sue truppe - Intanto la Casa Bianca avverte l’Iran, “pronti a tornare in guerra”

Il ponte di Qasmiyeh in Libano, distrutto da un raid israeliano giovedì
Libano: Hezbollah rispetterà la tregua se Israele cessa le ostilità
L’Hezbollah libanese rispetterà il cessate il fuoco che entrerà in vigore giovedì sera a condizione che Israele cessi completamente le ostilità, compresi gli omicidi mirati contro i suoi membri, ha affermato giovedì all’agenzia di stampa AFP un deputato della formazione filo-iraniana. “Rispetteremo il cessate il fuoco con prudenza (...) a condizione che si tratti di una cessazione totale delle ostilità contro di noi e che Israele non lo sfrutti per compiere omicidi”, ha dichiarato il deputato di Hezbollah Ibrahim Moussaoui. Dopo il cessate il fuoco che aveva posto fine alla precedente guerra tra le due parti, nel novembre 2024, Israele aveva in effetti continuato a colpire con attacchi mirati i membri e le infrastrutture del movimento libanese.
Trump, “Israele e Libano d’accordo per cessate il fuoco di 10 giorni”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato giovedì che i leader israeliani e libanesi hanno concordato di avviare un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17 (ora dell’est statunitense, le 23 in Svizzera, la mezzanotte in Libano).
Il presidente repubblicano ha affermato nel post su Truth Social di aver avuto “ottime conversazioni” con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e con il presidente libanese Joseph Aoun. “Questi due leader hanno concordato che, per raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni”, ha scritto, aggiungendo di aver incaricato il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il presidente dei capi di Stato Maggiore riuniti Dan Caine di lavorare con i due Paesi per raggiungere una pace duratura.
Caro kerosene, arrivano i primi tagli
Lufthansa anticipa a sabato la chiusura della controllata regionale Cityline, Edelweiss rinuncia a due collegamenti negli Stati Uniti, KLM riduce l’offerta europea.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/mondo/Caro-kerosene-arrivano-i-primi-tagli--3673046.html
Libano-Israele, Aoun frena sulla telefonata con Netanyahu
Il presidente libanese Joseph Aoun non sarebbe per il momento disposto a sostenere una conversazione telefonica diretta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Aoun avrebbe discusso della possibilità di una simile telefonata in un colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio, ma finora l’avrebbe rifiutata, secondo quanto appreso dalla Deutsche Presse-Agentur da fonti governative libanesi. Una telefonata tra Aoun e Netanyahu sarebbe la prima conversazione di questo tipo da decenni. I paesi confinanti Israele e Libano sono nemici e si trovano ufficialmente in stato di guerra. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato per oggi un colloquio tra i “leader” dei due paesi confinanti, dopo che martedì a Washington i loro ambasciatori si erano incontrati per la prima volta da decenni per colloqui politici diretti. Una ministra israeliana è stata ancora più concreta e giovedì mattina ha annunciato un colloquio tra Netanyahu e Aoun.
Washington avverte Teheran: accordo o ripresa delle operazioni militari
Gli Stati Uniti giovedì hanno ribadito la pressione sull’Iran, avvertendo che Teheran deve tornare al tavolo negoziale e accettare un accordo, mentre le forze americane in Medio Oriente restano pronte a riprendere le operazioni di combattimento. Lo ha dichiarato il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, secondo cui Washington intende impedire che l’Iran ottenga un’arma nucleare. Parlando al Pentagono, Hegseth ha affermato che gli Stati Uniti preferirebbero arrivare a un’intesa per via negoziale, ma ha avvertito che esiste anche un’alternativa più dura in caso di mancato accordo. In un successivo passaggio del briefing ha rivolto un appello diretto alla leadership iraniana, dicendo di augurarsi che scelga un’intesa “per il bene del suo popolo e del mondo”.
Merz apre alla missione su Hormuz
La Germania è pronta a partecipare a una possibile missione per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, contribuendo con competenze nello sminamento e nella sorveglianza marittima, ha riferito giovedì il quotidiano Sueddeutsche Zeitung. Secondo quanto riportato, il cancelliere tedesco Friedrich Merz dovrebbe avanzare questa proposta venerdì, nel corso di un incontro a Parigi con i suoi omologhi francese, britannico e italiano.
L’Arcivescova di Canterbury sostiene l’appello di Papa Leone per la pace.
L’Arcivescova di Canterbury, Sarah Mullally, ha dichiarato giovedì di schierarsi al fianco di Papa Leone nel suo “coraggioso appello per un regno di pace”, esortando gli 85 milioni di anglicani nel mondo a unirsi al pontefice nel parlare in favore della pace e della giustizia. Le dichiarazioni di Mullally, la prima donna a guidare la Chiesa d’Inghilterra, arrivano dopo i ripetuti attacchi al pontefice da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Mi schiero al fianco di mio fratello in Cristo, Sua Santità Papa XIV, nel suo coraggioso appello per un regno di pace”, ha affermato la religiosa, che è anche la guida spirituale della Comunione anglicana mondiale, in una dichiarazione. “È la vocazione di ogni cristiano – e di tutte le persone di fede e di buona volontà – operare e pregare per la pace. Dobbiamo anche esortare tutti coloro ai quali è affidata un’autorità politica - ha aggiunto - a perseguire ogni possibile mezzo pacifico e giusto per risolvere i conflitti”.
Premier pakistano incontra l’emiro del Qatar a Doha
Il premier pakistano Shehbaz Sharif, principale mediatore tra l’Iran e gli Stati Uniti, ha incontrato oggi a Doha l’emiro del Qatar nell’ambito degli sforzi diplomatici volti a riprendere i negoziati tra Iran e Stati Uniti per ottenere un cessate il fuoco duraturo nella guerra in Medio Oriente.
I due leader hanno espresso il loro sostegno agli “sforzi di de-escalation e al rafforzamento del coordinamento internazionale volti a garantire la sicurezza e la stabilità della regione, in particolare assicurando il corretto funzionamento delle catene di approvvigionamento energetico”, riferisce un comunicato. L’emiro del Qatar ha elogiato il ruolo svolto dal Pakistan, indica la stessa fonte.
Iran, capo dell'esercito pakistano a colloquio con Ghalibaf
Il capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, ha incontrato giovedì il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf nell’ambito delle trattative in corso per una possibile ripresa dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Lo riportano i media statali iraniani.
Il luogo esatto dell’incontro non è stato specificato dalla televisione di Stato, ma l’agenzia Mizan ha pubblicato su X alcune foto dei due uomini.
La delegazione pakistana era arrivata in Iran mercoledì, poco prima che Washington evocasse la possibilità di una seconda sessione di negoziati con l’Iran.
Libano, ANI: Distrutto completamente ponte strategico
Israele ha sferrato due attacchi nel sud del Libano contro un ponte strategico, distruggendolo. A riferirlo l’agenzia di stampa ufficiale libanese ANI.
“L’aviazione nemica ha sferrato due attacchi consecutivi contro il ponte di Qasmiyeh, l’ultimo ponte tra la regione di Tiro e quella di Saida, distruggendolo completamente”, ha riferito l’ANI.
L’esercito israeliano questa mattina aveva nuovamente invitato i civili a evacuare l’intera zona del sud del Libano fino al fiume Zahrani, a circa 40 km a nord del confine.
Il ponte, nei giorni scorsi, era stato già oggetto di bombardamenti israeliani, come mostrato da diversi video in rete.
Il franco svizzero perde terreno
Il franco svizzero non è più un porto sicuro? L’interrogativo appare legittimo, considerando che nelle ultime settimane la moneta elvetica ha perso terreno nei confronti di dollaro ed euro. Ma c’è una spiegazione, o meglio più di una.
Con lo scoppio della guerra in Iran alla fine di febbraio i valori considerati più sicuri come il franco o i metalli preziosi, oro in primis, sono stati richiesti solo all’inizio. Più a lungo duravano i combattimenti, più gli operatori di mercato si sono concentrati sui prezzi del petrolio e dell’energia. Questo ha favorito il dollaro, poiché il petrolio viene pagato prevalentemente nella valuta americana.
L’impennata del greggio ha inoltre alimentato le preoccupazioni per l’inflazione. Per questo motivo dalla fine di febbraio i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi sono aumentati: ciò rende gli investimenti in obbligazioni statali americane tendenzialmente più attraenti e aumenta la domanda di dollari.
Con il rincaro che aumenta, “il mercato presume che la Banca centrale europea dovrà aumentare il tasso di riferimento in giugno e che la Federal Reserve potrà annunciare un nuovo taglio solo in dicembre”, spiega all’agenzia Awp Peter Neuhaus, specialista di cambi presso la Banca Valiant. Questo ha conseguenze sul differenziale dei tassi d’interesse.
Inoltre all’inizio di marzo, subito dopo lo scoppio della guerra in Iran, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha messo in guardia i mercati con parole chiare: non esiterà a indebolire il franco attraverso interventi sul mercato dei cambi.
Edelweiss cancella voli
Edelweiss cancella alcune rotte verso gli Stati Uniti e l’Oman a causa della ridotta richiesta da parte dei passeggeri e dell’aumento del prezzo del carburante, aggravato dalla situazione geopolitica.
La compagnia aerea elvetica specializzata in vacanze spiega che l’adeguamento riguarda in particolare i collegamenti con il Nord America nel programma estivo. I voli verso Denver e Seattle sono stati eliminati completamente, mentre sulla rotta per Las Vegas le frequenze verranno ridotte nella tarda primavera e in autunno. Nel programma invernale 2026/27 verranno cancellati anche i collegamenti verso Mascate e Salalah, in Oman.
Netanyahu chiama Aoun
Secondo quanto riferito da una ministra, il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe in programma oggi (giovedì) una telefonata con il presidente libanese Joseph Aoun.
Lo ha dichiarato Gila Gamliel, ministra israeliana per l’Innovazione, la Scienza e la Tecnologia, all’emittente dell’esercito israeliano. Inizialmente non era giunta alcuna conferma ufficiale da entrambi i Paesi riguardo al colloquio ad alto livello tra Israele e Libano annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Sarebbe la prima telefonata nota tra Netanyahu e Aoun. L’ufficio del presidente libanese ha dichiarato di non avere informazioni su tale colloquio.
L'UE cerca soluzioni contro la scarsità di cherosene
L’Unione europea sta cercando di trovare soluzioni per far fronte a un’imminente carenza di carburante per aerei e per massimizzare la produzione delle raffinerie, hanno dichiarato diversi funzionari europei, mentre le tensioni sull’approvvigionamento si acuiscono di giorno in giorno a causa dei blocchi nello stretto di Hormuz.
Le compagnie aeree europee hanno avvertito del rischio di carenze di cherosene nelle prossime settimane a causa della guerra con l’Iran, che sta perturbando gli spostamenti con l’avvicinarsi della stagione estiva.
La Borsa di New York scommette su accordo
Wall Street ha chiuso ieri sera (mercoledì) con un nuovo record per Nasdaq e S&P500, segno che i mercati scommettono su un accordo USA-Iran. Il Dow Jones ha lasciato lo 0,15% a 48.463,72 punti, mentre il Nasdaq è avanzato dell’1,59% a 24.016,02 punti e lo S&P 500 dello 0,80% a 7.022,95 punti.
Nobel per la pace in "condizioni di salute critiche"
La vincitrice del Premio Nobel per la pace iraniana Narges Mohammadi, attualmente in carcere, versa in condizioni di salute critiche. Lo ha affermato suo fratello Hamid-Reza Mohammadi su X. Stando a quest’ultimo, sua sorella è fortemente indebolita a seguito di un infarto occorso alla fine di marzo e ha perso molto peso. La famiglia è molto preoccupata.
Già in precedenza era stata segnalata una mancanza di assistenza medica, come la richiesta di cure cardiologiche urgenti.
Mohammadi, che nel 2023 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace - che non aveva potuto ritirare personalmente - per il suo impegno contro l’oppressione delle donne e contro la pena di morte in Iran, è detenuta nel carcere centrale della città di Sanjan. All’inizio di febbraio, secondo il suo avvocato, è stata nuovamente condannata a sei anni di reclusione, oltre a un divieto di espatrio di due anni. Il reato contestatole, ha aggiunto, è di “associazione e collusione per commettere e reati”, una sorta di accusa di cospirazione.
Libano "ignaro" di nuovi colloqui
Il Libano “non è a conoscenza” di un prossimo contatto con Israele, ha affermato una fonte ufficiale all’AFP, dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato che i leader dei due Paesi in stato di guerra si incontreranno oggi, giovedì.
“Non siamo a conoscenza di un contatto previsto con la parte israeliana e non ne siamo stati informati attraverso i canali ufficiali”, ha dichiarato la fonte all’AFP.
Gli USA valutano un nuovo round di colloqui con l'Iran
Washington ha annunciato che discuterà della possibilità di tenere una seconda tornata di negoziati con Teheran, dichiarandosi “ottimista” sulle possibilità di raggiungere un accordo. L’Iran aveva in precedenza minacciato di bloccare il traffico nel Mar Rosso in risposta al blocco statunitense dei suoi porti.
Da parte sua, l’Iran ha ribadito la volontà di continuare a negoziare, mentre il mondo spera nella proroga del cessate il fuoco di due settimane in vigore dall’8 aprile e nella fine di una guerra che ha causato migliaia di morti, soprattutto in Iran e in Libano, scuotendo al contempo l’economia mondiale.
“Siamo ottimisti riguardo alla prospettiva di un accordo”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, mentre il Pakistan prosegue i suoi sforzi di mediazione dopo il fallimento, domenica, di una prima sessione di discussioni a Islamabad.
Il portavoce della diplomazia iraniana, Esmaïl Baghaï, ha confermato che “negli ultimi tre giorni sono stati scambiati diversi messaggi tramite il Pakistan”. Ha tuttavia ribadito una richiesta fondamentale dell’Iran: il diritto del Paese a un programma nucleare civile, aprendo la porta solo a discussioni sul “livello e il tipo di arricchimento” dell’uranio.
Infantino (FIFA): "L'Iran verrà ai Mondiali, è sicuro"
L’Iran disputerà i Mondiali di calcio, “è sicuro”, ha affermato mercoledì il presidente della FIFA Gianni Infantino, mentre la partecipazione del “Team Melli”, la nazionale iraniana, resta incerta a meno di due mesi dall’apertura della Coppa del Mondo a causa del conflitto in Medio Oriente.
“L’Iran verrà, è sicuro”, ha affermato durante una conferenza economica organizzata dalla rete televisiva CNBC a Washington. “Speriamo che a quel momento (l’inizio della competizione l’11 giugno, ndr), la situazione sia pacifica, il che aiuterebbe davvero”, ha spiegato.
Il presidente USA Trump annuncia nuovi colloqui tra Libano e Israele
Secondo quanto affermato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Israele e Libano si incontreranno oggi, giovedì, per nuovi colloqui ad alto livello. I “leader” dei due Paesi confinanti, che non si parlavano da molto tempo, circa da almeno 34 anni, “si incontreranno oggi” ha scritto il tycoon sulla sua piattaforma Truth. Dal post di Trump non emerge chi siano esattamente i leader di entrambi i Paesi a cui si riferisce.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ringrazia la Cina
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che Teheran “conta sulla Cina affinché svolga un ruolo positivo nella promozione della pace e nella cessazione del conflitto”. Il ministro ha inoltre espresso la “volontà dell’Iran di continuare a cercare una soluzione razionale e realistica attraverso negoziati pacifici”.
La televisione di Stato iraniana ha indicato che Araghchi ha anche “messo in guardia dalle pericolose conseguenze delle posizioni e delle azioni provocatorie degli Stati Uniti nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, che porteranno a una situazione più complicata nella regione”.
La Cina punta sulla via diplomatica
Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha affermato che Pechino sostiene “il mantenimento dello slancio dei negoziati di pace” in Medio Oriente, in un colloquio con il suo omologo iraniano, il quale ha dichiarato di “contare” su Pechino.
I negoziati “sono nell’interesse fondamentale del popolo iraniano”, ha aggiunto e ha sottolineato che la Cina è disposta a continuare a svolgere “un ruolo costruttivo” per la pace in Medio Oriente, dopo che il primo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad (Pakistan) era fallito.
Consigliere militare iraniano minaccia gli USA
Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha minacciato di affondare le navi statunitensi qualora queste tentassero di fare i “poliziotti” nello Stretto di Hormuz.
«Trump vuole fare il poliziotto nello Stretto di Hormuz. È davvero questo il vostro compito? È questo il compito di un esercito potente come quello degli Stati Uniti?», ha dichiarato alla televisione iraniana Mohsen Rezaei, ex comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione nominato consigliere militare della Guida Suprema il mese scorso.
Considerato un sostenitore della linea dura anche tra le Guardie della Rivoluzione, Rezaei ha dichiarato che sarebbe “un bene” se gli Stati Uniti lanciassero un’invasione terrestre. “Prenderemmo migliaia di ostaggi e poi otterremmo un miliardo di dollari per ciascuno di loro”, ha detto.
I colloqui proseguono
Martedì sera a Washington, per la prima volta da decenni, rappresentanti israeliani e libanesi si sono incontrati per colloqui diretti a livello politico. I negoziati con il Libano perseguono, malgrado il nulla di fatto al Gabinetto di sicurezza di ieri, mercoledì. Due sono gli obiettivi principali, come ha spiegato il premier israeliano: “il disarmo della milizia di Hezbollah sostenuta dall’Iran e, in secondo luogo, una pace duratura”. Il Governo libanese, che non è parte in causa nella guerra tra Israele e Hezbollah, vuole ottenere un cessate il fuoco e il ritiro dei soldati israeliani dal sud del Paese.
Netanyahu amplia zona di sicurezza
Il capo del Governo israeliano Benjamin Netanyahu sta ampliando una zona di sicurezza al confine tra Libano e Israele, nel quadro della lotta contro la milizia libanese Hezbollah. Secondo un comunicato del suo ufficio, Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato alle forze armate israeliane di estendere ulteriormente la zona di sicurezza nel sud del Libano. Parallelamente, sono in corso negoziati con il Governo del Libano. Secondo i media, mercoledì sera il gabinetto di sicurezza israeliano avrebbe dovuto discutere di un cessate il fuoco. La riunione si è però conclusa senza alcuna decisione, ha scritto Axios.

