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MEDIO ORIENTE

Negoziati in stallo, ma non interrotti

Al Bürgenstock si registra la protesta della delegazione iraniana dopo le minacce del presidente Donald Trump - Il nodo resta la presenza militare israeliana nel sud del Libano

  • Ieri, 07:03
  • Ieri, 21:56
Il ministro degli esteri iraniano  Araghchi, in primo piano, con gli altri membri della delegazione giunta in Svizzera

Il ministro degli esteri iraniano Araghchi, in primo piano, con gli altri membri della delegazione giunta in Svizzera

  • Keystone
Di: Redazione RSI Info 
  • L’incontro al Bürgenstock, preceduto da incontri tecnici e bilaterali, viene infiammato dalle minacce di Trump.

  • Il presidente USA ha detto che ci saranno nuovi raid se Teheran non ferma subito Hezbollah.

  • Il premier israeliano Netanyahu ha rilanciato: “Nel sud del Libano per tutto il tempo necessario”.

  • Ma leader di Hezbollah, Naim Qassem, replica: “Israele è un aggressore e deve andarsene”

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02:39

La diretta dal Bürgenstock

Telegiornale 21.06.2026, 12:30

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2 ore fa

Netanyahu: "A volte ci sono danni collaterali"

“Non siamo in guerra con i libanesi, siamo in guerra con Hezbollah, che minaccia di farci del male. Quando saranno distrutti, potremo firmare un accordo di pace, e spero di poterlo fare”. Lo ha dichiarato nel suo intervento al Summit internazionale di politica della Jns a Gerusalemme, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riporta domenica l’account ufficiale X del governo.

“Il nostro obiettivo sono i terroristi e a volte ci sono danni collaterali - ha proseguito-. In ogni guerra di questo tipo, in ogni conflitto urbano, ci sono delle vittime civili. A Gaza, il rapporto tra terroristi e civili è basso, nonostante le menzogne che vengono diffuse. Ho chiesto al Ministero della Difesa quale fosse il rapporto in Libano e mi hanno risposto cinque terroristi per ogni cittadino. Il nostro obiettivo sono i terroristi -ha concluso- e cerchiamo di ridurre al minimo i danni ai civili. Dovremmo essere elogiati, non attaccati”, ha concluso.

Ieri, 21:53

Negoziati in stallo, ma non interrotti

I negoziati tra Stati Uniti e Iran sono in una fase di stallo, ma non ancora conclusi. Lo ha riferito domenica sera alla CNN una fonte iraniana in contatto con la delegazione presente al Bürgenstock (NW). Secondo la fonte sono in corso dialoghi informali per far sì che le parti diplomatiche riprendano i colloqui.

“La delegazione iraniana resta impegnata nei colloqui e non ha comunicato ai mediatori l’intenzione di partire”, ha dichiarato ancora un diplomatico in forma anonima, dopo che i media iraniani avevano riferito della partenza dei negoziatori iraniani dall’edificio dove si tenevano i colloqui.

Ieri, 19:59

Il leader di Hezbollah: "Israele deve andarsene"

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha respinto qualsiasi ipotesi di zona di sicurezza israeliana in Libano, dopo che domenica il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha promesso che le sue truppe rimarranno nel sud del paese finché necessario.

“La permanenza delle truppe israeliane sul territorio libanese è impossibile. Non esistono zone di sicurezza per Israele, abbiamo un esercito nazionale che interviene ed è responsabile della salvaguardia della sovranità, ed è con lui che collaboriamo”, ha dichiarato Qassem in un discorso televisivo, aggiungendo che “Israele è un aggressore e deve andarsene”.

Ieri, 19:09

Delegazione iraniana interrompe i negoziati per protesta

La delegazione negoziale iraniana ha lasciato la sala delle trattative al Bürgenstock (NW) in segno di protesta contro le minacce del presidente americano Donald Trump. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasnim citando una fonte vicina al team negoziale.

I negoziati sono stati interrotti e rimangono in una situazione di stallo, ha aggiunto la fonte.

Rispondendo alle minacce di Trump, il capo negoziatore iraniano Mohammed Ghalibaf ha scritto su X: “Non pensano forse che se le loro minacce avessero avuto un qualche effetto, non sarebbero arrivati a questo punto di disperazione? Non diamo peso alle minacce degli americani. Farebbero meglio a stare attenti alle loro dichiarazioni, le nostre forze armate sono pronte a rispondere. Qualunque cosa dicano, saremo noi ad agire”.

Ieri, 17:58

Delegazione iraniana protesta per minacce di Trump

Il primo round negoziale al Bürgenstock con il faccia a faccia tra le delegazioni di USA, Iran, Qatar e Pakistan si è concluso poco dopo le 17. Secondo la tv di Stato iraniana sarebbe iniziato subito dopo un incontro bilaterale tra iraniani e qatarioti.

Sempre secondo la stessa fonte, la delegazione iraniana ha presentato formale protesta alla controparte statunitense e sta valutando opzioni dopo le minacce proferite da Trump. Quest’ultimo, sul proprio canale social, ha intimato a Teheran di fermare “i suoi proxy (Hezbollah) ben pagati in Libano, o colpiremo ancora”.

Ieri, 17:34

Netanyahu: "Esercito in Libano per tutto il tempo necessario"

L’esercito israeliano resterà nel sud del Libano “per tutto il tempo necessario”, ha dichiarato domenica il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sullo sfondo dei negoziati tra l’Iran e gli Stati Uniti in Svizzera per porre fine al conflitto nella regione.

“Resteremo nella zona di sicurezza del sud del Libano per tutto il tempo necessario al fine di proteggere gli abitanti del nord [di Israele], che ci stanno a cuore, così come l’insieme dei cittadini dello Stato”, ha detto Netanyahu durante una cerimonia in memoria di suo fratello, caduto in combattimento nel 1976.

Il premier aggiunto che “quali che siano gli sviluppi diplomatici futuri, non permetterò all’Iran di dotarsi dell’arma nucleare. Finché sarò primo ministro di Israele, questo non accadrà”.

Ieri, 17:15

IDF: "Hezbollah è in una posizione molto difficile"

Il movimento filo-iraniano Hezbollah si trova in una “posizione molto difficile”, ha affermato domenica il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, in visita presso le truppe schierate nel sud del Libano.

“Hezbollah ha subito un colpo duro e significativo”, ha dichiarato il tenente generale Eyal Zamir, affermando che l’esercito era pronto “a proseguire le (sue) operazioni al fine di impedirne la ricostruzione”.

Ieri, 16:36

Obiettivo USA: ritorno ispettori ONU sui siti nucleari iraniani

“Gli Stati Uniti vorrebbero che il primo round di colloqui si concludesse con un invito iraniano per gli ispettori dell’ONU a visitare i suoi siti nucleari, che sono stati bombardati dagli Stati Uniti e Israele”. Lo riferisce su X il giornalista del portale di news americano Axios Barak Ravid, citando due fonti regionali e ricordando che l’ultima visita di ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) delle Nazioni Unite ha avuto luogo nel giugno 2025.

Ieri, 16:20

Niente foto di gruppo iniziale, gli iraniani non hanno voluto

I membri della delegazione iraniana presente ai colloqui al Bürgenstock (NW) si sono opposti a una stretta di mano e a una foto di gruppo con i rappresentanti degli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim citando una fonte vicina al team negoziale di Teheran.

“La delegazione americana e gli organizzatori dell’incontro negoziale avevano previsto che all’inizio della riunione multilaterale ci fosse una stretta di mano e una foto di gruppo tra le delegazioni iraniana e americana”, ma “il capo del team negoziale iraniano e i membri della delegazione si sono opposti a queste formalità e hanno annunciato che non avrebbero partecipato alla foto di gruppo con la delegazione americana”, riferisce Tasnim.

“A seguito dell’opposizione iraniana e della sua assenza dalla cerimonia - viene aggiunto-, la diretta streaming e la foto di gruppo si sono svolte senza la delegazione iraniana, che è poi entrata nella sede dell’incontro”.

Ieri, 15:51

Trump minaccia: Iran fermi i suoi proxy in Libano o colpiremo ancora

“L’Iran deve immediatamente fermare i suoi proxy ben pagati in Libano dal creare problemi. In caso contrario, colpiremo di nuovo l’Iran molto duramente, proprio come abbiamo fatto la scorsa settimana, ma con ancora maggiore forza”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

Ieri, 15:46

L'incontro di Cassis con Rafael Grossi, capo dell'AIEA

Rafael Grossi, capo dell’agenzia nucleare dell’ONU, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), ha incontrato domenica il ministro degli esteri svizzero Ignazio Cassis a margine del summit al Bürgenstock.

L’IAEA aveva monitorato l’accordo nucleare del 2015 negoziato tra Stati Uniti e Iran sotto l’amministrazione democratica di Obama. Trump, repubblicano, aveva ritirato gli Stati Uniti dall’accordo nel 2018.

Ieri, 15:26

Trump: possiamo prenderci Hormuz e imporre pedaggi

Se l’Iran non raggiungerà un accordo, riscuoteremo pedaggi nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, senza escludere che gli Stati Uniti possano prendere il controllo dello Stretto.

“Potremmo farlo, se necessario”, ha aggiunto sottolineando che gli Stati Uniti potrebbero diventare gli “Angeli custodi” dello Stretto e prendersi il 20% del petrolio.

Donald Trump ha anche detto a Fox di aver parlato con gli iraniani nella notte, avvertendoli di non chiudere lo Stretto. “Se lo chiudete, non avrete più un Paese. Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro f... Paese”.

Ieri, 15:06

Vance: incontro storico, pronti a cambiare nostro rapporto con Iran

All’inizio della riunione plenaria JD Vance saluta “un incontro storico” che è stato reso possibile dalla leadership di Donald Trump. “Il presidente ci ha chiesto di voltare pagina”, assicura il vicepresidente USA.

“L’Iran è stato un motore di instabilità regionale, ora vediamo un futuro in cui si può lavorare tutti insieme per promuovere pace e prosperità per tutti. Il messaggio dell’America al popolo dell’Iran è che se la vostra leadership smette di essere un motore di instabilità, se sono pronti a rinunciare alle ambizioni di armi nucleari per il lungo periodo, gli Stati Uniti sono pronti a trasformare profondamente la nostra relazione con quel paese”.

Per Vance l’apertura dello stretto di Hormuz e la fine del nucleare iraniano sono cosa fatta, grazie alle leadership di Trump. “Grande progresso è già stato fatto già nelle ultime ore e mi attendo che ne faremo altro ora”.

A chi gli faceva notare le azioni di Israele in Libano, Vance ha risposto che nessuno al mondo più degli Stati Uniti si è adoperato per mettere fine al conflitto in Libano.

Oltre a Vance, hanno brevemente parlato il premier pakistano Shehbaz Sharif e il premier qatariota Abdulrahman Al Thani. Entrambi hanno salutato il momento storico e ringraziato le parti per la loro volontà di incontrarsi.

Ieri, 14:42

Ecco la sala dell'incontro a quattro

Ecco la sala dove tra pochi minuti dovrebbe svolgersi l’incontro a quattro tra i protagonisti del “Summit del Lago di Lucerna” (questo il nome ufficiale) al Bürgenstock.

Dalle bandierine sul tavolo si intuisce come le delegazioni verranno fatte sedere: a sinistra il Qatar e gli Stati Uniti, a destra l’Iran e il Pakistan. Nel tavolo centrale c’è spazio per i due co-mediatori.

Le bandiere sulle pareti sono, nell’ordine, USA, Qatar, Pakistan e Iran.

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Ieri, 14:26

Iran pronto ad impegnarsi per iscritto su bomba, ma non a rinunciare ad arricchimento

Masoud Pezeshkian ha dichiarato che il suo paese è pronto a garantire anche per iscritto, se necessario, agli Stati Uniti che l’Iran non costruirà una bomba atomica.

Intervistato dall’agenzia stampa ufficiale Irna, il presidente iraniano ha ricordato che la creazione di armi di distruzione di massa è già stata bandita dall’ex guida suprema Ali Khamenei (ucciso da un raid di Usa e Israele il 28 febbraio scorso) perché contraria alla religione islamica.

Tuttavia l’Iran non rinuncerà al diritto di arricchire l’uranio.

Ieri, 14:19

Qatar conferma l'avvio del vertice al Bürgenstock

In un comunicato ufficiale (in arabo) il ministero degli esteri del Qatar - uno dei paesi mediatori, insieme al Pakistan - conferma l’inizio delle discussioni al Bürgenstock.

“Sono stati costituiti gruppi tecnici e ingegneristici specializzati per negoziare i termini dell’accordo finale, che coprirà tutti gli aspetti del memorandum d’intesa. Inoltre, sono stati creati gruppi di monitoraggio per supervisionare l’attuazione del memorandum e tenere il passo con i progressi compiuti verso la conclusione dell’accordo finale, a dimostrazione dell’impegno di tutte le parti a continuare con il processo negoziale in buona fede, con l’obiettivo di raggiungere un accordo globale e duraturo”.

Il Qatar ringrazia il Pakistan, esprime apprezzamento per l’impegno di Stati Uniti e Iran a favore di soluzioni diplomatiche, cita e ringrazia per il sostegno l’Arabia Saudita, la Turchia, l’Egitto, gli Emirati arabi e “ tutti gli altri paesi fratelli e amici, che hanno contribuito a creare condizioni favorevoli per il progresso di questo processo”.

Ieri, 14:06

Katz: soldati israeliani liberi di agire per eliminare minacce in Libano

I soldati israeliani sono liberi di agire senza restrizioni per eliminare le miacce in Libano. Lo ha detto il ministro della difesa israeliano Israel Katz aggiungendo che le truppe restiranno in quella che Israele chiama una “zona di sicurezza” di circa 10 chilometri dentro il territorio libanese, a ridosso del confine.

Un cessate il fuoco con Hezbollah è iniziato venerdi, ma solo ieri attacchi israeliani hanno ucciso almeno 20 persone, stando ad un bilancio riferito dall’agenzia libanese NNA. Israele afferma che le azioni sono una risposta agli attacchi del movimento sciita sostenuto dall’Iran.

Hezbollah afferma che smetterà di attaccare il nord di Israele ma sostiene di avere il diritto di colpire le forze dello Stato ebraico in Libano.

Katz afferma che le forze israeliane resteranno nella zona di sicurezza per proteggere le comunità che vivono nel nord di Israele

Ieri, 14:01

Iran: Hormuz sarà chiuso finchè la tregua in Libano non sarà rispettata

Lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto finché non sarà rispettato il cessate il fuoco in Libano. Lo scrive l’agenzia di stampa iraniana Tasnim citando una fonte vicina al team negoziale.

La fonte ha aggiunto che la via navigabile rimarrà chiusa anche fino al rilascio delle deroghe che consentirebbero la vendita di petrolio iraniano.

Ieri, 13:58

Per il 92% degli israeliani ha vinto l'Iran

Secondo un sondaggio condotto dall’Istituto Agam in collaborazione con l’Università Ebraica tra il 17 e il 20 giugno e pubblicato oggi dal Times of Israel, il 92,1% degli israeliani ritiene che Teheran abbia vinto la guerra o che ne sia uscita rafforzata, l’82,9% pensa che la campagna militare abbia indebolito la sicurezza a lungo termine di Israele e l’86,0% ha un’opinione negativa sul suo esito.

Il 72,5% non crede al primo ministro Benjamin Netanyahu quando afferma che Israele ha conseguito risultati significativi e ha eliminato una minaccia esistenziale, mentre l’87,8% degli israeliani ritiene che il Paese non sia riuscito a raggiungere i suoi obiettivi o ne abbia raggiunti solo alcuni.

Per quanto riguarda Netanyahu, il 56,4% ritiene che la gestione della campagna elettorale da parte del premier sia scarsa o fallimentare. Parallelamente il sondaggio rileva che il 48,2% degli israeliani è favorevole a una rinnovata azione militare su larga scala contro Hezbollah, anche a rischio di uno scontro con il presidente statunitense Donald Trump.

Ieri, 13:50

JD Vance, Witkoff e Jushner incontrano i mediatori

Il vicepresidente JD Vance e gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner hanno accolto i mediatori pakistani: il premier Shehbaz Sharif e il capo di stato maggiore dell’ esercito, il Feldmaresciallo Asim Munir.

I giornalisti sono stati fatti entrare nella sala per meno di un minuto. Vance ha detto che parlerà con la stampa più tardi e non ha risposto a una domanda sul messaggio che avrebbe voluto rivolgere al premier israeliano sulle azioni militari in Libano.

Vance and co
  • JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner al Bürgenstock
Ieri, 11:33

IDF: scoperto deposito sotterraneo di Hezbollah nel Libano del sud

L’esercito israeliano afferma di avere scoperto sotto il villaggio di Majdal Zoun, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, un tunnel sotterraneo profondo 25 metri con centinaia di armi e quattro postazioni di lancio missili puntate verso Israele.

“Le truppe stanno operando nell’area, in conformità con gli accordi vigenti, a circa 10 chilometri all’interno del territorio libanese”, ha detto un portavoce. “Il villaggio era stato fortificato e disseminato di infrastrutture terroristiche, il ritrovamento costituisce un’ulteriore prova della strategia deliberata di Hezbollah di collocare infrastrutture militari e terroristiche all’interno di aree civili”.

Nel corso dell’operazione sono stati uccisi oltre 20 membri di Hezbollah, tra cui più di 10 appartenenti all’unità di elite “Radwan”. Smantellate oltre 50 infrastrutture, tra cui postazioni di osservazione e depositi di armi

Ieri, 11:31

Nove morti e 41 feriti a Gaza per attacchi israeliani nelle ultime 24 ore

Secondo il ministero della Sanità di Hamas nelle ultime 24 ore a Gaza nove persone sono state uccise e 41 ferite negli attacchi israeliani. L’Idf tra ieri sera e oggi ha reso noto di aver colpito e ucciso tre terroristi di Hamas, tra cui un operatore di al Jazeera, Ahmed Samir Muhammad Washah, che secondo l’esercito israeliano prestava servizio nell’ala militare di Hamas come cecchino.

Secondo l’esercito, “operava con il fratello, Mohamed Washah, elemento chiave di Hamas che lavorava anche per Al Jazeera, ucciso in un attacco ad aprile”. In mattinata l’Idf ha reso noto di aver “eliminato altri due terroristi, miliziani della Jihad islamica palestinese e di Hamas”, che trasferivano denaro nella Striscia.

Ieri, 10:48

Iran: lo stretto resta chiuso, i colloqui dureranno un solo giorno

Parlando all’agenzia iraniana Irna, il portavoce del ministero degli esteri di Teheran Esmaeil Baghaei ha detto che i colloqui del Bürgenstock “dureranno un solo giorno.

In mattinata avremo colloqui bilaterali con le delegazioni pakistana e qatariota in qualità di mediatori in questo processo”, mentre nel pomeriggio si terranno incontri quadrilaterali tra le delegazioni della Repubblica Islamica e degli Stati Uniti, alla presenza degli stessi mediatori.

Intanto l’agenzia iraniana Fars, vicina alle guardie rivoluzionarie, citando una fonte militare afferma che anche oggi lo stretto di Hormuz rimarrà chiuso.

L’Iran ha confermato che la situazione in Libano e il non rispetto del cessate il fuoco saranno punti centrali, ma non solo: sul tavolo ci saranno anche lo sblocco degli averi iraniani congelati all’estero e la levata dell’embargo sulle esportazioni di petrolio.

Preparativi per il vertice

Preparativi per il vertice

  • Reuters
Ieri, 10:32

VIDEO: Ignazio Cassis incontra la delegazione iraniana


Il Consigliere federale Ignazio Cassis è al Bürgenstock dove ha incontrato la delegazione iraniana per i colloqui con gli Stati Uniti sul memorandum di intesa. E’ stato il primo “evento ufficiale” oggi al Bürgenstock. Il colloquio è durato circa 45 minuti

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Cassis  e il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi

RSI Info 21.06.2026, 10:31

Ieri, 09:01

Teheran: rispettare l'accordo o subirne le conseguenze

Teheran non accetterà un accordo sulla carta a meno che Washington non rispetti pienamente i suoi impegni. Lo afferma Mohammad Mokhbar, consigliere e assistente della Guida Suprema iraniana, alla vigilia dei colloqui del Bürgenstock.

Mokhbar ha affermato che gli Stati Uniti comprendono la pressione in termini economici. “Gli americani comprendono meglio il linguaggio dell’economia e del rapporto costi-benefici”, ha scritto.

“Se l’accordo rimane solo sulla carta, anche il flusso di energia in Medio Oriente si fermerà”, sostiene Mokhbar. “I nostri negoziatori non saranno soddisfatti se non con la piena attuazione degli impegni e il rispetto dei diritti della nazione”.

Ieri, 08:37

Israele afferma di avere eliminato due figure chiave di Hamas e Jihad islamica

Hussein Qadra and Mohammed Farra, due alti esponenti dell’ ala militare di Hamas e della Jihad islamica sono stati “eliminati” dall’esercito israeliano. Ne dà notizia la stessa IDF.

Entrambi facevano parte di un network che facilitava il flusso di finanziamenti verso Hamas, in particolare avrebbero garantito quasi 140 milioni di franchi al movimento islamista.


Ieri, 08:24

Papa: curiamo il mondo, no alle logiche di dominio

“Tutti vogliamo vivere in pace. È molto importante che non perdiamo mai la speranza. Però, come ci ha detto Sant’Agostino, se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace, dobbiamo cominciare con noi stessi”.

Lo ha detto Leone XIV ieri in visita Pavia, sulle reliquie di Sant’Agostino. Il pontefice ha criticato il bullismo e le parole d’odio, chiedendo alle persone di farsi costruttori di pace e promotori di riconciliazione.

Ieri, 08:06

Smotrich: resteremo in Libano per anni

Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha detto che Israele rimarrà nella zona di sicurezza all’interno del Libano per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a una richiesta esplicita degli Stati Uniti.

In un’intervista al quotidiano degli ultra ortodossi ‘Makor Rishon’, Smotrich aggiunge che, a suo avviso, una richiesta del genere da parte degli Stati Uniti non arriverà, perché “capiscono quali sono le nostre linee rosse”.

Alla domanda se l’esercito rimarrà in Libano per anni, il ministro di estrema destra risponde: “Sì, e lo dico in qualità di persona che sta attualmente conducendo negoziati sulla gestione del bilancio della difesa per il prossimo decennio”.

Alla domanda se Israele debba istituire avamposti militari e intere basi nella zona di sicurezza, Smotrich risponde: “Assolutamente sì. Rimarremo lì finché Hezbollah non si disarmerà, e penso anche oltre, perché abbiamo bisogno di confini difendibili”.

Ieri, 07:54

Nuovi raid israeliani, almeno sette morti

Almeno sette persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia nazionale di stampa Nna che cita il ministero della Sanità di Beirut.

Cinque persone, tra cui un bambino, una donna e due anziani, sono morte in seguito ai bombardamenti sulla città di Sohmor, nel Libano occidentale. Mentre altre due persone di nazionalità palestinese sono rimaste uccise nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, a Rashidieh, scrive la Nna.

Ieri, 06:47

Vance atterrato a Emmen

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è atterrato all’alba nella base aerea di Emmen. Le discussioni dovrebbero durare “qualche giorno”, ha affermato prima di decollare, spiegando che può restare in Svizzera “soltanto un giorno o due”.

“Spero che potremo fare dei progressi sulla questione nucleare e sul cessate il fuoco in Libano. Sono i due punti principali su cui credo ci concentrerermo”, ha detto.

L'auto del vicepresidente Vance arriva al Bürgenstock

L'auto del vicepresidente Vance arriva al Bürgenstock

  • Keystone

La delegazione di Teheran è arrivata già ieri sera e - stando a quanto riferito dalla TV iraniana - comprende il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, che è anche capo negoziatore, il ministro degli esteri Abbas Araghchi e il governatore della banca centrale iranian Abdolnaser Hemmati.

Alla vigilia del loro arrivo il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Esmail Baghai, ha detto che il memorandum di intesa preliminare firmato subito dopo il G7 è in pericolo, se le sue norme non verranno rapidamente applicate. Un riferimento implicito alla situazione in Libano, dove ieri sono continuati gli attacchi israeliani

Anche il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, la cui mediazione nelle scorse settimane è stata decisiva, è in volo per la Svizzera.

Ieri, stando a informazioni diffuse da ambienti del DFAE a Berna confermate dal ministero degli esteri iraniano, si sono svolte discussioni preparatorie e tecniche tra diplomatici.

Bürgenstock
  • Reuters

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