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Doppio misto per un podio

La squadra di vela Brugger-Buhler punta ad buon risultato ai giochi di Rio - Verso le Olimpiadi (5)

  • 10.07.2016, 09:37
  • 4 maggio, 15:32
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04:20

Atleti svizzeri verso Rio - di Emiliano Guanella

RSI Info 10.07.2016, 08:00

  • ©Emiliano Guanella

A Rio, per cercare una medaglia. I velisti svizzeri Nathalie Brugger e Matias Buhler non nascondono le loro aspettative. L’obiettivo per i Giochi è quello di arrivare sul podio e per questo lavorano intensamente da quasi 4 anni.

La coppia sportiva si è formata per competere in una categoria nuova della vela, Nacra 17, più veloce e competitiva e che ha il suo battesimo olimpico nelle acque complicate della Baia di Guanabara, uno scenario mozzafiato, ma pieno di insidie e problemi. Il famosissimo Pan di Zucchero e le colline che fanno da sfondo al mare carioca complicano la vita dei velisti perché condizionano ogni giorno il correre dei venti e delle maree. La vela è allenamento, sforzo e strategia e per questo bisogna conoscere tutte le combinazioni possibili perché durante la gara si devono prendere decisioni veloci ed efficaci in un manciata di secondi. Ogni piccolo imprevisto può fare la differenza. “E’ una sfida nella sfida – spiega Nathalie, che è alla sua terza partecipazione olimpica dopo Pechino e Londra -. Dobbiamo sapere interpretare il momento, cercando di trarre vantaggio da ogni minimo dettaglio”.

I due velisti a Rio

L’altro grande ostacolo è la qualità dell’acqua, dove si possono trovare rifiuti di ogni tipo. La baia copre una regione popolata da nove milioni di persone e a Rio solo nell’un per cento delle case si fa la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti. Non è raro incontrare sacchetti di plastica, pezzi di legno e oggetti di tutti i tipi e questo può condizionare l’esito di una gara. Oltre, ovviamente, alla salute degli atleti già che in un ambiente contaminato è più alta la possibilità di contrarre delle infezioni per batteri e virus. “Per questo – spiega Matias – abbiamo deciso di venire spesso qui a Rio, otto volte in tre anni, per assimilare gli anticorpi ed evitare inconvenienti. Alcuni velisti sono stati male, noi per fortuna non abbiamo avuto problemi”.

A vele spiegate su acque inquinate

La squadra è anche un piccolo laboratorio di multiculturalismo. Nathalie è romanda, Matias è nato in Argentina ed ha ottenuto la cittadinanza svizzera grazie ad un nonno svizzero tedesco, il loro allenatore Mitch Booth è una leggenda della vela, australiano e con passaporto olandese e alle spalle già quattro olimpiadi e due medaglie nella categoria Tornado. La lingua franca dei tre è l’inglese, anche se tutti hanno imparato qualche parola dei compagni. “Alla fine – scherza Matias – avremo uno slang tutto nostro; anche questo fa parte della bellissima esperienza”. Gli avversari da battere sono i campioni del mondo della Francia, poi: spagnoli, italiani e argentini. “Tutto può cambiare in qualsiasi momento – spiega Mitch - questo è comune nei contesti urbani, totalmente differenti dalle gare in mare aperto. È la prima volta che si corre con una barca Nacra ed è la prima volta con un team misto uomo-donna. La tattica sarà la parte più interessante delle gare. Negli allenamenti proviamo tutte le varianti possibili, è un lavoro molto intenso, ma estremamente interessante. Con la vela non si smette mai di imparare e noi siamo realisti; vogliamo portare a casa una medaglia”. Dopo le Olimpiadi Nathalie e Matias si dedicheranno ad altri progetti sportivi, ma l’amicizia creata in questa avventura rimarrà ed è grande la voglia, per entrambi, di conoscere di più Rio e il Brasile. E sarà ancor meglio se potranno tornare nella “cidade maravilhosa” con una medaglia al collo.

Emiliano Guanella

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