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Harry sulle orme della madre Diana

Sono ancora 1200 i campi minati in Angola, ma l'obiettivo è bonificare il territorio entro il 2025 e, in prima fila, ci sono cento donne

  • 16.10.2019, 07:47
  • 22.11.2024, 20:56
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Il principe e le sminatrici

RSI Info 16.10.2019, 07:30

  • RSI/Lorenzo Simoncelli

Sono 500mila le mine antiuomo fatte esplodere in Angola dalla fine della guerra civile, nel 2002, ad oggi. Un retaggio del conflitto che ha causato migliaia di vittime soprattutto tra i civili. In prima linea c’è una squadra di sminatrici tutta al femminile finanziata dall’Ong britannica The Halo Trust e dall’italiana Eni, che lavorano senza sosta per bonificare più metri quadri di terra possibile.

Cento donne contro le mine antiuomo

Gli incidenti sono ancora molto frequenti e, in alcune zone del Paese, interi villaggi vivono intrappolati senza poter avere accesso all’agricoltura dato che i campi sono ancora minati. L’obiettivo rimane quello di bonificare l’intero Paese entro il 2025, ma ci sono ancora 1200 campi minati, soprattutto nel sud al confine con la Namibia e circa mezzo milione di mine da disattivare. A 22 anni di distanza dalla storica visita della scomparsa Principessa Diana, una delle prime attiviste a raccogliere fondi per lo sminamento in Angola, il figlio Harry, in una visita ricca di legami storici e sentimentali, ha ripercorso i passi della madre nella stessa strada che a quel tempo era un campo minato, mentre oggi è una via della cittadina di Huambo con scuole e negozi.

Lorenzo Simoncelli

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