Il Consiglio federale vuole che l’assistenza pubblica, in particolare l’aiuto sociale, non sia più un freno all’entrata nel mondo del lavoro per le persone che la ricevono. Al momento attuale le prestazioni di assistenza non sono imponibili, e i beneficiari disporrebbero di meno soldi alla fine del mese se dovessero avere un impiego.
Un aumento minimo del reddito può infatti provocare, a causa del cosiddetto effetto “soglia”, la perdita di prestazioni, come il diritto alla riduzione dei premi di cassa malati. I costi fissi, come quelli della custodia dei bambini e le imposte, possono inoltre aumentare in modo brusco e sostanziale.
Il Governo, in un rapporto adottato venerdì, propone di privilegiare una soluzione che prevede l’imposizione degli aiuti sociali, a patto che il fisco garantisca in seguito al contribuente il minimo vitale.
ATS/sf





