La nuova legge sulla caccia, oggetto di votazione popolare il 27 settembre, garantisce migliore protezione ad animali, secondo il comitato composto da diverse associazioni di cacciatori, contadini e rappresentanti delle regioni di montagna che oggi, giovedì, hanno lanciato la campagna a sostegno del testo.
Stando ai favorevoli, le specie di cui è possibile regolamentare la presenza in realtà scendono da circa 300 a tre, ovvero lupo, stambecco e cigno reale. A far discutere è soprattutto il primo: non se ne vuole mettere in pericolo la popolazione, ha sostenuto il consigliere nazionale Lorenz Hess (PBD/BE), ma occorrono soluzioni per far fronte all'attuale diffusione e ai danni che essa arreca al bestiame da reddito, pecore in particolare.
È vero che i cantoni potranno autorizzare abbattimenti preventivi (prima cioè delle predazioni), ma a severe condizioni. Dovranno essere giustificati davanti alla Confederazione e sussisterà la possibilità di ricorso per le organizzazioni ambientaliste.
Legge sulla caccia, al via la campagna dei contrari
Telegiornale 17.08.2020, 22:00
Secondo i contrari (PS, Verdi, evangelici e singoli esponenti del PLR), che avevano esposto i loro argomenti lunedì, la revisione delle norme in vigore dal 1985 non raggiunge invece l'obiettivo di rafforzare la convivenza, anzi costituisce una minaccia per la biodiversità. La legge permetterebbe di uccidere esemplari problematici persino all'interno dei siti di protezione della fauna selvatica. Il Governo, inoltre, avrebbe la possibilità di allungare la lista delle specie sui cui effettivi si potrebbe intervenire, e questo senza consultare Parlamento e popolo. Nell'elenco potrebbero così finire, per esempio, anche i castori.







