Chi ha studiato in un’università della Svizzera tedesca ha maggiori possibilità di trovare lavoro rispetto a chi si è laureato in romandia o a sud delle Alpi. È quanto emerge da un’analisi condotta dall’Ufficio federale di statistica, prendendo in considerazione i dati dal 2003 al 2017.
La percentuale dei disoccupati differisce, e di molto, tra le regioni linguistiche. Per gli atenei della Svizzera tedesca il tasso si aggira attorno al 2,5%. Chi ha frequentato un’università romanda o svizzero-italiana corre invece il doppio, se non il triplo dei rischi di rimanere senza un impiego: 9,6% è il tasso dei disoccupati a Ginevra, 7,5% a Neuchâtel, 6,9% a Losanna e 7% nella Svizzera italiana.
Hanno prospettive nettamente migliori gli studenti delle alte scuole pedagogiche, che solo nello 0,6% dei casi sono ancora in cerca di un’occupazione un anno dopo l’ottenimento del master. Lo stipendio lordo per i futuri insegnanti ammonta a 87'000 franchi all’anno, la cifra più alta tra chi ha concluso gli studi universitari.
ATS/MarGù



