Si è aperto lunedì mattina a Losanna il processo contro tre delle persone che il 30 dicembre 2015 a Bussigny, nel canton Vaud, rapinarono, davanti ad un locale di deposito di fondi della società privata di sicurezza Protect'Service, un furgone blindato per il trasporto di denaro racimolando un bottino di 2,1 milioni di franchi. Le richieste di pena del ministero pubblico saranno rese note mercoledì, mentre la sentenza sarà comunicata in data ulteriore.
Solo uno dei due rapinatori, un brasiliano oggi 23enne, era presente in aula; il secondo, un operaio portoghese, si è rifugiato in patria subito dopo il colpo e sarà sottoposto a un procedimento separato. Sono imputati anche altri due giovani: un brasiliano di 28 anni che aveva fatto da autista e il cugino 32enne svizzero-brasiliano.
Gli altri tre coimputati sono arrivati a piede libero in tribunale. Devono rispondere principalmente di riciclaggio di denaro e falsità in documenti. Si tratta della sorella del 32enne, una ginevrina di 34 anni a sua volta con doppia nazionalità, del suo fidanzato, un vodese di 27 anni, e di un'altra parente dell'ideatore della rapina, una brasiliana di 50 anni.
Dopo essere stati scagionati con un decreto d'abbandono, i genitori e il fratello del giovane vodese saranno a loro volta processati per riciclaggio di denaro.
ATS/MarGù






