Svizzera e Italia hanno destini e valori comuni, da coltivare anche in futuro. Le occasioni di scambio vanno potenziate, non solo a livello istituzionale. Non mancano però le incomprensioni, in ambito fiscale in particolare, come emerso in occasione del secondo forum di dialogo, conclusosi oggi (venerdì) a Berna dopo due giorni di lavori.
Alla Confederazione “non è piaciuto il decreto sul rientro dei capitali dall’estero adottato dal Governo italiano”, ha detto senza peli sulla lingua, durante la sessione plenaria finale, il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli. “È la discriminazione della piazza economica a non piacere”, ha ribattuto l’esperto in materia Paolo Bernasconi, secondo il quale è inammissibile che la Svizzera resti sulla lista nera degli Stati poco cooperativi.
L’ambasciatore di Svizzera a Roma Bernardino Regazzoni e la consigliera di Stato ticinese Laura Sadis hanno gettato acqua sul fuoco, anche se proprio in Ticino si concentrano le maggiori difficoltà: a cavallo del confine “prevalgono gli stereotipi negativi, per esempio sui frontalieri”, ha deplorato Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes.
ATS/pon
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RG 18.30 - Il servizio di Roberto Chiesa
RSI Info 31.01.2014, 19:09






