Sul fronte dell’edilizia l’estate si annuncia non solo caldissima, ma rovente. Sabato a Zurigo UNIA e Syna hanno riunito 15'000 lavoratori (di cui circa 800 partiti dal Ticino) per protestare contro quello che il maggiore sindacato elvetico definisce il rifiuto del padronato a negoziare il nuovo contratto nazionale mantello.
La Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC), tramite una nota, respinge decisamente l'accusa. Assicura che a non voler firmare sono i capi sindacali che dicono di no a: stipendio medio annuo per il personale sui cantieri di 78’000 franchi, settimana di 40,5 ore, 720 giorni di pagamento continuato del salario per malattia o infortunio e sistema di pensionamento anticipato.
Per UNIA invece "sembra che la salute dei lavoratori non li interessi e che il dumping salariale non sia un problema loro. Alcuni padroni mettono persino in discussione le rendite a 60 anni, fondamentali invece per chi lavora nei cantieri".
Diem/ATS
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