Finanze e trasporti costituiscono le principali preoccupazioni per le città svizzere da qui al 2030. E’ quanto mostra lo studio al riguardo dell'istituto di ricerca gfs.bern, pubblicato mercoledì, al quale hanno preso parte circa 350 membri di Municipi. Sui nove scenari presentati dalla ricerca, realizzata su incarico dell'Unione delle città svizzere, quello delle finanze pubbliche sotto pressione è giudicato il più plausibile. Tale preoccupazione si manifesta soprattutto nei centri urbani romandi e in località con oltre 50'000 abitanti.
Gli intervistati, il cui punto di vista è stato raccolto la scorsa estate, ammettono inoltre di avere scarso controllo su questo ambito, poiché le finanze pubbliche dipendono, in parte, da Confederazione e cantoni. Tutti sono unanimi nel ritenere che le responsabilità per i comuni urbani cresceranno, pure a causa del rifiuto dei cittadini di pagare più tasse. L'altra grande sfida è legata al traffico e più in generale all'adattamento delle infrastrutture di fronte all'incremento demografico.
ATS/EnCa






