Il consigliere nazionale zurighese Balthasar Glättli ha accettato che i dati del suo telefonino fossero tracciati per un anno e mezzo e che i risultati fossero accessibili su internet. Questo per attirare l’attenzione sui problemi posti dalla sorveglianza.
Oggi gli operatori di telecomunicazioni devono archiviare per sei mesi informazioni come il luogo dove l’apparecchio è stato utilizzato, l’interlocutore e i messaggi inviati. Il partito di Glättli, quello dei Verdi, si oppone al progetto del Consiglio federale di portare il termine a 12 mesi.
I dati del deputato, forniti al domenicale Schweiz am Sonntag e ad alcuni portali, permettono in particolare di determinare cosa ha scritto su Facebook e Twitter, quando ha chiamato l’amica, con quali politici e giornalisti è stato in contatto e quando si è recato ad Andermatt insieme alla commissione di politica di sicurezza, per visitare una base militare segreta.
ATS/pon
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