Colpo di scena nella campagna in vista della votazione del prossimo 3 marzo sulla 13esima AVS. Cosa rara in Svizzera, a scendere in campo sono anche cinque ex consiglieri federali che invitano a respingere la proposta.
Stiamo parlando di una lettera inviata a circa 700’000 pensionati nella Svizzera tedesca, “un appello urgente per un no alla 13esima AVS”. Uno scritto firmato da Adolf Ogi, Doris Leuthard e Johann Schneider Ammann. E non solo: in Romandia, in un’inserzione destinata ai giornali, si aggiungono anche le firme di Joseph Deiss e Pascal Couchepin.
Cinque ex consiglieri federali uniti in una campagna è comunque un fatto raro. “Anche una questione di questa importanza, nella quale è così difficile capire la posta in gioco e prendere una buona decisione per il futuro, è abbastanza rara” afferma Couchepin.
Dal fronte dei favorevoli, alla radio RTS, il presidente dell’USS e consigliere agli Stati PS Pierre-Yves Maillard, non fa troppi giri di parole: “Gli ex ministri hanno il diritto di esprimersi, ma c’è una certa indecenza nel chiedere ai cittadini di rinunciare a 2’000 franchi all’anno quando si ha una pensione di 23’000 franchi al mese”.
Ma come leggere questo appello a bocciare la 13esima AVS lanciato da ben cinque ex consiglieri federali di centro-destra? Secondo il politologo Michael Hermann è la dimostrazione “che l’iniziativa è stata a lungo sottovalutata: i contrari ritenevano che l’ampio sostegno di cui godeva nei primi sondaggi sarebbe diminuito come accade spesso per le iniziative.. Qui le cose stanno però andando diversamente: “Il sostegno è infatti sempre molto forte, anche nei partiti borghesi”.
Un impegno, quello chiesto agli ex ministri, che è un’ulteriore conferma di quanto questa campagna sia sempre più accesa. Favorevoli e contrari danno ormai il tutto per tutto per una votazione dell’esito più che mai incerto.




