Via libera anche da parte del Consiglio degli Stati, con 35 voti a 2, alla revisione della legge federale sui diritti politici (LDP).
Le novità riguardano in particolare lo svolgimento delle votazioni popolari federali, l’iter giurisdizionale per i ricorsi sulle elezioni e votazioni nonché l’istituzione di una base legale per le prove di raccolta elettronica delle firme (e-collecting). Il Consiglio nazionale, a cui il dossier ritorna per delle divergenze minori, aveva fatto altrettanto lo scorso settembre.
Tra le novità della modifica della legge, i comitati di iniziativa e di referendum dovrebbero poter raccogliere, in via sperimentale, le firme per via elettronica. Prima dell’introduzione definitiva di questo strumento dovrà però essere effettuata una fase di sperimentazione intensiva
Rispetto al Nazionale, i “senatori” hanno voluto seguire l’esecutivo su un altro punto. Il messaggio governativo prevede infatti la possibilità, per lo stesso Consiglio federale, di differire o annullare una votazione popolare già indetta, se vi è il rischio che vi sia “un grave turbamento dell’espressione del voto, dello spoglio o della formazione della volontà degli aventi diritto di voto”.
Il dossier ritorna ora al Consiglio nazionale per l’appianamento delle divergenze.