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Svizzera

“Sì” al permesso G per gli apprendisti frontalieri

Lo ha deciso il Consiglio nazionale approvando una mozione che lo prevede per tutta la durata del tirocinio - Votata anche la legge a favore di chi ha combattuto per la Resistenza

  • 9 marzo, 14:36
  • Ieri, 18:58
Apprendisti al lavoro

Apprendisti al lavoro

  • Archivio Keystone
Di: Redazione RSI Info 

Il Consiglio nazionale, in una giornata segnata anche dall’esame di divergenze sui tagli alla spesa, sul doppio cognome e sulla pena detentiva a vita, si è pronunciato mercoledì a favore del permesso G per gli apprendisti frontalieri per tutta la durata del tirocinio. Come pure della riabilitazione degli svizzeri condannati per aver combattuto per la Resistenza francese e italiana durante la Seconda guerra mondiale.

Il Consiglio degli Stati si occupava invece dell’iniziativa “Stop al blackout” (respinta) e del relativo controprogetto: quest’ultimo è stato accolto, un passo verso la soppressione del divieto di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera, che era stato sancito dopo l’incidente di Fukushima accaduto esattamente 15 anni fa.

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01:47

Il consiglio degli Stati approva gli aiuti federali per Crans-Montana

Telegiornale 04.03.2026, 20:00

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Ieri, 19:26

Non più avvantaggiati i recidivi

I recidivi non saranno più avvantaggiati. Dopo il Consiglio degli Stati, il Nazionale ha accettato mercoledì con 131 voti contro 60 una mozione volta a eliminare un’incoerenza nella legge che permetteva ad alcuni condannati di vedersi alleggerita la pena in caso di recidiva durante un periodo di sospensione condizionale.

Per sopprimere questa disuguaglianza, deve essere pronunciata una pena distinta in caso di recidiva. Parlamento e Consiglio federale sono d’accordo.

Ieri, 18:46

Diritti umani, la CEDU rispetti il principio sussidiarietà

La Svizzera dovrebbe partecipare all’iniziativa volta a riformare l’interpretazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU). Lo chiede una mozione di Hannes Germann (UDC/SH) approvata oggi - con 105 voti contro 84 e 2 astenuti - anche dal Consiglio nazionale.

La mozione chiede al Consiglio federale di impegnarsi insieme con altri Stati parti affinché la CEDU rispetti nuovamente il principio di sussidiarietà e non imponga ai Paesi membri obblighi che essi non hanno contratto mediante un trattato e non limiti il loro margine di manovra politico.

I tribunali hanno un margine di interpretazione, ma questo ha dei limiti, secondo il consigliere nazionale sciaffusano. Con sentenze come quella a favore delle Anziane per il clima, in cui la Svizzera è stata condannata per inazione, la Corte indebolisce l’istituzione. Alla fine, il rischio è che la Corte e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo vengano messe in discussione.

L’atto parlamentare è ora trasmesso al Consiglio federale, che dovrà attuarlo.


Ieri, 18:40

Asilanti e casi di rigore, per il CN la domanda di permesso dimora dopo 8 anni

Le persone ammesse provvisoriamente devono poter continuare a chiedere un permesso di dimora dopo cinque anni, mentre i richiedenti asilo e le persone con una domanda di asilo respinta o ritirata (casi di rigore) dovrebbero poterlo fare al più presto dopo otto anni (oggi sono cinque).

È quanto pensa il Consiglio nazionale che ha accolto e modificato una mozione originariamente depositata al Consiglio degli Stati da Jakob Stark (UDC/TG). L’atto parlamentare ritorna pertanto alla Camera dei cantoni.

Secondo Stark, le persone ammesse provvisoriamente, quelle con permesso N o senza permesso dovrebbero poter fare richiesta per un permesso di dimora al più presto dopo dieci anni. Per la maggioranza del Nazionale, questa richiesta va troppo lontano, poiché avrebbe effetti contrari nel caso di persone ammesse provvisoriamente.

La possibilità di presentare una domanda per casi di rigore rappresenta per questa categoria di persone un incentivo importante a integrarsi rapidamente. Prolungare il termine rischierebbe di complicare l’integrazione, nonostante sia comprovata la loro permanenza prolungata sul territorio nazionale.

La Camera del popolo si è invece detta favorevole a prorogare il termine per altre categorie di soggetti: i sans-papiers devono poter presentare una domanda per casi di rigore al più presto dopo dieci anni di soggiorno in Svizzera, mentre i richiedenti asilo e le persone con una domanda di asilo respinta o ritirata dovrebbero poterlo fare al più presto dopo otto anni.

Ieri, 18:32

Permesso G per gli apprendisti frontalieri

Gli apprendisti frontalieri, inclusi quelli che frequentano una scuola professionale di base, potranno ottenere un permesso G per tutta la durata del loro tirocinio. Lo ha deciso il Consiglio nazionale approvando una mozione - con 132 voti a 59 - di Martin Schmid (PLR/GR).

Attualmente agli apprendisti viene rilasciato un permesso per frontalieri valido un anno, il quale viene generalmente prorogato annualmente. I frontalieri, invece, ottengono un permesso G per tutta la durata del contratto di lavoro in caso di rapporti di lavoro inferiori a un anno, oppure per cinque anni in caso di rapporti di lavoro superiori a un anno o a tempo indeterminato.

A parere di Schmid, non si capisce perché agli apprendisti non possa essere rilasciato un permesso G valido per tutta la durata del contratto di apprendistato. La mozione, aggiunge il consigliere nazionale, permetterebbe di ridurre l’onere amministrativo senza causare problemi sul piano del diritto in materia di migrazione.

L’atto parlamentare è ora trasmesso al Consiglio federale, che dovrà attuarlo.

Ieri, 18:29

Destra e sinistra si scontrano ancora una volta sulla sicurezza

Il Consiglio nazionale ha visto nuovamente scontrarsi destra e sinistra sulle questioni di asilo, criminalità e sicurezza. In particolare, il gruppo UDC ha voluto limitare i diritti all’aiuto sociale. Lo schieramento rosso-verde ha invece sostenuto le vittime di violenza domestica.

Durante una sessione straordinaria dedicata alla sicurezza, durata ben tre ore, il Nazionale ha discusso quattordici mozioni. Il PLR, il Centro e il PVL sono intervenuti a sostegno del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) e della polizia.

Per garantire efficacemente la sicurezza interna della Svizzera, Jacqueline de Quattro (PLR/VD) ha chiesto che l’estremismo violento sia espressamente incluso nel catalogo delle minacce per le quali sono consentite misure di acquisizione soggette ad autorizzazione. E al voto il plenum ha sostenuto la mozione con 130 voti contro 60.

Ieri, 11:59

Il Nazionale riabilita gli svizzeri nella resistenza

Il Consiglio nazionale, con 129 voti contro 60, ha approvato una legge per riabilitare gli svizzeri che combatterono nella resistenza francese e italiana durante la Seconda guerra mondiale. All’epoca, in base alla norma tuttora vigente che vieta di arruolarsi in un esercito straniero, furono condannati.

A nome della Commissione, il ticinese Simone Gianini (PLR) ha spiegato che le azioni dei volontari erano guidate da una giusta causa. “Non si tratta di criticare le autorità di allora, ma di annullare condanne ingiuste nell’ottica odierna”.

La legge, che passerà ora al vaglio degli Stati, abroga le sanzioni. L’UDC si è opposta: “Violarono il codice penale militare dell’epoca e furono condannati correttamente. Riabilitarli oggi, annullando quei giudizi, minerebbe la credibilità dello Stato”, ha sostenuto il deputato ginevrino Roger Golay (MCG/UDC)

Ieri, 11:50

Per gli Stati deve essere possibile costruire nuove centrali atomiche

L’attuale divieto di costruire nuove centrali atomiche in Svizzera andrebbe abrogato. È quanto pensa il Consiglio degli Stati che ha approvato oggi (26 voti a 12 e 3 astenuti) il controprogetto indiretto del Consiglio federale all’iniziativa popolare “Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout” (respinta per 33 voti a 8 e una astensione). Il dossier passa al Consiglio nazionale.

Ieri, 11:29

Centrali nucleari, gli Stati entrano in materia sul controprogetto

A quindici anni dall’incidente di Fukushima in Giappone, l’attuale divieto di costruire nuove centrali atomiche in Svizzera andrebbe abrogato. È quanto pensa il Consiglio degli Stati che ha approvato l’entrata in materia (27 voti a 13) sul controprogetto indiretto del Consiglio federale all’iniziativa popolare “Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)“. Contraria la sinistra, favorevoli UDC e PLR, mentre il Centro si è diviso sul tema (ma maggioritariamente a favore). Il dibattito prosegue.

L’iniziativa non menziona esplicitamente l’atomo, ma mantiene le porte aperte a qualsiasi tecnologia rispettosa dell’ambiente. Il controprogetto, una norma di legge e non costituzionale, è più preciso.

Ieri, 08:15

Un minuto di silenzio per le vittime di Kerzers

All’apertura della seduta, il Consiglio nazionale e quello degli Stati hanno osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’incendio divampato martedì sera su un autopostale a Kerzers (FR), che ha causato sei morti.

Il presidente della Camera del popolo, Pierre-André Page (UDC/FR), ha espresso, a suo nome e dell’intera Camera, la propria solidarietà e le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e ai loro cari. Stefan Engler (Centro/GR), presidente della Camera dei cantoni, ha sottolineato il carattere “brutale” di quanto accaduto. “Una situazione banale, forse il ritorno dal lavoro o da scuola ha preso una piega inimmaginabile”, ha dichiarato.

Al pari di Page, anche Engler ha auspicato che si faccia chiarezza al più presto su questo dramma.

Ieri, 07:55

Il programma della giornata

Il Consiglio nazionale inizia la sua lunga giornata alle 8 (i dibattiti proseguiranno fino alle 19) con l’esame delle divergenze rimaste in merito al cosiddetto pacchetto di sgravio 27, che riguardano in particolare agricoltura, trasporti e pericoli naturali. La Camera del popolo discuterà in seguito, sempre a livello di divergenze, sul progetto volto a reintrodurre il doppio cognome dopo il matrimonio. Altro dossier, altra divergenza: il Nazionale sarà infatti chiamato a votare sull’ultimo punto ancora in sospeso circa la riforma della pena detentiva a vita. La Camera del popolo affronterà in seguito la nuova Legge federale sulla riabilitazione dei volontari nella Resistenza francese o nella Resistenza italiana. In programma infine una sessione straordinaria sul tema “Sicurezza”, con 14 atti parlamentari.

In apertura il Consiglio degli Stati (08.15-13.00) si occupa dell’iniziativa popolare intitolata “Stop al blackout”, che chiede di rivedere il divieto di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera.

01:40
La centrale di Mühleberg in fase di smantellamento

RG 07.00 del 11.03.2026 Il servizio di Paola Latorre

RSI Info 11.03.2026, 08:43

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10 marzo, 15:41

Il Consiglio degli Stati mantiene la pressione sull'asilo

Il Consiglio degli Stati mantiene la pressione sul Governo affinché agisca sull’asilo e martedì ha accolto due mozioni. Marco Chiesa (UDC/TI) ha chiesto misure supplementari contro i richiedenti asilo violenti ospitati nei centri federali, ossia la possibilità di ordinare un coprifuoco fino a 10 giorni oppure una detenzione fino a 10 giorni. Il suo testo è stato accettato con 32 voti contro 11. Hannes Germann (UDC/SH) ha chiesto al Governo di presentare una strategia in materia di asilo che persegua i seguenti obiettivi: una netta riduzione delle domande di asilo e dei costi ad esse legati, la lotta contro la criminalità, la velocizzazione delle procedure e dei rimpatri, nonché una limitazione del ricongiungimento familiare e l’aumento del numero di rimpatri. Queste richieste sono state approvate con 27 voti contro 15 e 1 astenuto. Il ministro della giustizia Beat Jans ha puntato il dito contro le sessioni straordinarie a ripetizione, che rappresentano un notevole sovraccarico di lavoro per il Consiglio federale. Mentre 117 milioni di persone sono sfollate nel mondo, la situazione è davvero così drammatica in Svizzera da richiedere diverse sessioni straordinarie all’anno?, si è chiesto Jans. Il consigliere federale ha ricordato che le domande di asilo sono diminuite del 7% nel 2025. Anche le richieste di statuto S sono in calo e il numero di dossier pendenti è stato ridotto a circa 3’000. Jans ha anche respinto al mittente le accuse di inazione del Governo di fronte ai richiedenti criminali: “Che cosa possiamo fare di più concreto che mettere in atto una task force incaricata di proporre modifiche legislative per risolvere questo problema?”. Jans ha aggiunto che gli incidenti nei centri federali per l’asilo sono diminuiti dall’introduzione della procedura di 24 ore. Le mozioni accolte passano ora al vaglio del Nazionale.

10 marzo, 13:29

Governo a nove membri, il Nazionale non ne vuole sapere

Ancora uno schiaffo, e non è il primo, all’idea di allargare il Consiglio federale dagli attuali sette membri a nove. Per 114 voti a 77, il Consiglio nazionale ha rispedito al mittente una proposta in tal senso dei Verdi. Per l’ecologista ticinese Greta Gysin, il governo di nove membri sarebbe maggiormente in grado di fronteggiare l’enorme mole di lavoro cui è soggetto e rappresentare al meglio le minoranze linguistiche e regionali, per non parlare delle nuove forze politiche del Paese.

Attualmente, invece, nel governo siedono sette membri, esattamente come nel 1848, quando è stato fondato lo Stato federale. Da allora la Svizzera è profondamente cambiata, diventando uno dei paesi più globalizzati al mondo, mentre le sfide cui deve fare fronte si sono moltiplicate, diventando anche sempre più complesse. Argomentazioni, quest’ultime, che non hanno convinto la maggioranza del plenum, secondo cui l’attuale composizione del governo è garanzia di stabilità.

10 marzo, 11:51

Disoccupazione, donne incinte più tutelate

Le donne incinte non correranno più il rischio di esaurire il diritto all’indennità di disoccupazione prima del parto. È quanto prevede una mozione della “senatrice” Flavia Wasserfallen (PS/BE) adottata oggi anche dal Consiglio nazionale per 103 voti a 87.

Le donne in stato interessante non hanno oggi alcuna garanzia finanziaria poiché l’assicurazione contro la disoccupazione dà diritto solo a 30 indennità giornaliere in caso di incapacità lavorativa, stando a Wasserfallen. Tuttavia, queste donne fanno parte delle persone in cerca di lavoro difficili da collocare, ha ricordato Samira Marti (PS/BL) a nome della commissione.

10 marzo, 11:08

Crans-Montana, sul contributo di solidarietà divergenze risolte

La Confederazione verserà un contributo di solidarietà una tantum di 50 mila franchi a tutti i feriti gravi e ai familiari delle persone decedute nell’incendio di Crans-Montana (VS). È quanto prevede un progetto di legge urgente approvato dal Parlamento. Oggi il Consiglio degli Stati si è allineato al Nazionale sull’ultima divergenza che ancora divideva i due rami del Parlamento. Anche i “senatori” hanno ampliato la cerchia degli aventi diritto. Il dossier è quindi pronto per le votazioni finali.

10 marzo, 11:05

Carenza di alloggi, strumenti prorogati

Il Consiglio nazionale ha approvato martedì la proroga dei contributi federali alla costruzione di alloggi di utilità pubblica, a pigione moderata, come auspicato dal Consiglio federale. Il dossier passa agli Stati. Si tratta di due misure volte a contrastare la carenza, non solo nelle città ma anche nelle regioni turistiche.

In particolare, si tratta di aumentare la dotazione del fondo di rotazione a favore dell’edilizia abitativa di utilità pubblica per gli anni 2030-2034 e il credito per impegni eventuali nella promozione dell’alloggio per il periodo 2027-2033.

10 marzo, 10:18

Più mezzi contro estremismo violento e ingerenze straniere

Occorre meglio controllare le persone estremiste violente e la Confederazione dovrebbe disporre di più mezzi per difendersi dalle ingerenze straniere. È quanto chiede il Consiglio degli Stati, che ha approvato oggi a larghissima maggioranza tre mozioni durante una sessione straordinaria denominata “Servizio di intelligence”. Le prime due auspicano una modifica di legge affinché contro l’estremismo violento si possa ricorrere a mezzi previsti solo contro il terrorismo, come le intercettazioni telefoniche. Martin Pfister chiedeva di respingere l’idea, perché già contenuta in una modifica di legge licenziata dall’Esecutivo.

10 marzo, 10:08

Servizio militare, "basta privilegi per i franco-svizzeri"

I cittadini franco-svizzeri non dovrebbero più potersi sottrarre così facilmente agli obblighi militari nella Confederazione. Con 40 voti a favore e nessun contrario, il Consiglio degli Stati ha ribadito il proprio appoggio a una mozione in tal senso presentata da Mauro Poggia (MCG/GE). A differenza del Consiglio nazionale, i “senatori” non vogliono però che la nuova regolamentazione possa valere per tutti i binazionali. In base a un trattato tra la Svizzera e la Francia, i cittadini con la doppia nazionalità devono prestare servizio militare nel Paese in cui hanno la residenza permanente al 1° gennaio dell’anno in cui compiono 18 anni. Tuttavia, prima di compiere 19 anni, possono dichiarare di voler adempiere ai propri obblighi militari nell’altro Stato. In Francia, tuttavia, il servizio militare non è obbligatorio. È stato sostituito da un “percorso civico” che comprende una “Giornata della difesa e della cittadinanza” per i giovani uomini e donne a partire dai 16 anni. Poggia critica il fatto che questa giornata di sensibilizzazione possa sostituire il servizio militare in Svizzera ed esonerare le persone interessate dal pagamento della tassa di esenzione dall’obbligo di prestare servizio.

10 marzo, 09:37

Ex militari potrebbero tornare in servizio

Agli ex militari deve essere consentito di prestare nuovamente servizio nell’interesse del Paese. Dopo il Consiglio nazionale, anche gli Stati hanno approvato oggi, martedì, tacitamente una mozione in tal senso di Rémy Wyssmann (UDC/SO). Ora la palla passa al Governo, che sosteneva l’atto parlamentare e che dovrà elaborare un progetto in merito.

Secondo l’autore della mozione, da anni l’esercito lamenta un carenza di effettivi. Questo calo è dovuto al fatto che già oggi le forze armate perdono ogni anno oltre 11’000 militari, che abbandonano il servizio prima di aver adempiuto il loro obbligo di prestare servizio militare. Tali lacune, secondo il democentrista solettese, possono essere colmate almeno parzialmente consentendo agli ex militari motivati di continuare a sfruttare volontariamente le competenze acquisite.

In aula, la mozione non è stata contestata. La senatrice”Franziska Roth (PS/SO) ha tuttavia fatto notare che il sì “non dovrebbe essere un lasciapassare per una Landwehr”. Il ministro della difesa Martin Pfister le ha assicurato che i volontari saranno impiegati solo dove vi sia effettivamente bisogno, in particolare nelle funzioni specialistiche.

10 marzo, 09:22

Donne svantaggiate nell'esercito, indennità da rivedere

Le indennità minime per chi presta servizio militare vanno riviste, allo scopo di non scoraggiare le donne soldato a continuare la loro carriera militare. Lo chiede il Consiglio degli Stati che ha approvato una mozione del consigliere nazionale Marcel Dobler (PLR/SG). Nel suo atto parlamentare, il sangallese sottolinea che l’esercito si è posto l’obiettivo di aumentare la quota di donne al 10% entro il 2030, percentuale che oggi è solo dell’1,5%. Tale obiettivo non è però realistico secondo Dobler, in particolare a causa dello “svantaggio sistemico” che tende a scoraggiare le donne dal prestare servizio. Infatti, dato che oggi l’indennità finanziaria è basata sul reddito precedente, le donne con un basso tasso di occupazione ricevono per lo più l’indennità minima. Una donna con il grado di maggiore con 1’000 giorni di servizio, responsabilità di condotta e che in un giorno di servizio lavora 12 ore, riceve così lo stesso importo di una recluta al suo primo giorno di servizio, deplora Dobler.

10 marzo, 08:59

Swisscoy da prolungare fino al 2029

Il Consiglio degli Stati, con 37 voti contro 2 e 4 astensioni, si è detto favorevole a un prolungamento fino al 2029 della missione Swisscoy dell’esercito svizzero in Kosovo. Il contingente elvetico è sul posto dal 1999 come parte della missione di mantenimento della pace KFOR della NATO. Il mandato attuale scade a fine 2026 e prevede un organico massimo di 215 membri. La situazione attuale è tranquilla, ha spiegato in aula il consigliere federale Martin Pfister.

10 marzo, 08:56

Via libera all'esercito per il G7 di Evian

Il Consiglio degli Stati ha approvato all’unanimità l’impiego fino a un massimo di 5’000 militari per garantire la sicurezza in occasione del vertice dei G7 in programma a Evian, sulle sponde francesi del Lemano, dal 15 al 17 giugno. Contrariamente a quanto fu il caso nel 2003, ha spiegato a nome della Commissione il vodese Pascal Broulis, la Francia non prevede che delle delegazioni siano accolte in Svizzera. Tuttavia, l’aeroporto di Ginevra sarà il principale luogo di arrivo dei partecipanti. È prevista una limitazione temporanea, dal 10 al 18 giugno, dello spazio aereo fra Losanna, Evian e Ginevra.

10 marzo, 07:36

I temi di martedì

Alloggi di utilità pubblica e aiuti all’Ucraina saranno fra i temi della giornata al Consiglio Nazionale, mentre gli Stati si occuperanno di impieghi dell’esercito, per il G7 di Evian e la missione Swisscoy in Kosovo, e torneranno a discutere della “Lex Crans-Montana” a livello di divergenze fra le due Camere.

9 marzo, 22:24

L'odierna seduta delle Camere è terminata

La seduta odierna di entrambe le Camere è terminata. Il Consiglio nazionale riprenderà i lavori martedì alle 8, mentre il Consiglio degli Stati ricomincerà alle 8.15.

9 marzo, 21:50

Traffico pesante, una tassa anche per i camion elettrici, ma dal 2031

I camion a propulsione elettrica dovrebbero venir assoggettati alla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) a partire dal 2031, invece del 2029 come voleva il Consiglio federale, per colmare in parte le minori entrate (1,8 miliardi nel 2024) che confluiscono, oltre che nelle casse cantonali, soprattutto nel Fondo per l’infrastruttura ferroviaria.

È quanto prevede una revisione parziale della legge sul traffico pesante approvata lunedì dal Consiglio nazionale per 131 voti a 60. Il dossier va agli Stati.

I voti contrari sono venuti dal campo rosso-verde che ha giudicato questa revisione un rimedio omeopatico, cui mancano veri incitamenti per rinnovare il parco veicoli e senza praticamente alcun effetto sul trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia.

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Trasporti: si pensa a una tassa anche per i camion elettrici

Telegiornale 09.03.2026, 20:00

9 marzo, 18:07

Crans-Montana, luce verde al contributo di solidarietà per le vittime dell'incendio

Dopo il Consiglio degli Stati, lunedì anche il Nazionale ha approvato il contributo di solidarietà di 50’000 franchi per feriti e familiari dei deceduti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana.

Con 124 voti favorevoli, 66 contrari e 2 astensioni, la Camera ha approvato la legge federale sul sostegno alle vittime dell’incendio, nella versione modificata dalla Commissione degli affari giuridici.

Il dossier torna ora alla Camera dei Cantoni per appianare le divergenze.

Anche i casi di rigore

Il Consiglio federale prevede che il contributo di solidarietà sia versato ai beneficiari dell’aiuto finanziario d’urgenza del Canton Vallese, ovvero a tutte le persone decedute e a tutte le vittime ricoverate in ospedale. A differenza degli Stati, il Consiglio nazionale ha ampliato la cerchia degli aventi diritto in modo da accettare anche i casi di rigore, ovvero coloro che sono stati trattati ambulatorialmente in ospedale.

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Crans Montana: il parlamento approva l'aiuto alle vittime

Telegiornale 09.03.2026, 20:00

9 marzo, 18:05

Consiglio federale: nessun passo indietro sui 300 franchi entro il 2029 per la SSR

Dopo il chiaro “no” all’iniziativa “200 franchi bastano”, il Consiglio federale non intende fare marcia indietro sulla sua decisione, sostenuta dal Parlamento, di abbassare il canone radio-tivù da 335 a 300 franchi entro il 2029. È quanto risponde oggi il Governo a un quesito del consigliere nazionale Ueli Schmezer (PS/BE), già ex giornalista della televisione svizzerotedesca.

9 marzo, 17:46

Sgravio 27 agli Stati, ancora divergenze

Il pacchetto di sgravio 27 è stato nuovamente trattato, lunedì, dal Consiglio degli Stati. Dopo la seconda lettura, restano ancora divergenze tra i due rami del Parlamento. Il dossier torna ora al Nazionale.

9 marzo, 15:44

Guerra in Iran, prematuro per ora applicare il diritto di neutralità

È troppo presto per giudicare se il diritto di neutralità sia applicabile in seguito all’azione militare degli Stati Uniti e di Israele in Iran. Questo meccanismo non può essere attivato per “ogni incidente armato” nel mondo, ha dichiarato lunedì durante l’Ora delle domande il consigliere federale Guy Parmelin.

“Si parla di conflitto armato internazionale quando vi è ricorso alla forza armata tra diversi Stati. Inoltre, il conflitto deve avere una certa durata e intensità”, ha spiegato. Il criterio della durata e dell’intensità è importante perché l’applicazione del diritto di neutralità comporta “cambiamenti considerevoli”, ha aggiunto. Esso non può essere attivato per “ogni singolo incidente armato”.

Dall’escalation del conflitto in Medio Oriente, il 28 febbraio, non è stata rilasciata alcuna autorizzazione all’esportazione di materiale bellico verso gli Stati Uniti, ha assicurato il responsabile del Dipartimento dell’economia, della formazione e della ricerca. Per quanto riguarda Israele, le esportazioni non sono autorizzate da anni.

9 marzo, 15:39

Crans-Montana: al via al Nazionale il dibattito sugli aiuti federali per le vittime

È iniziato al Consiglio nazionale il dibattito sugli aiuti della Confederazione per i familiari delle persone decedute nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana (VS) e per i feriti curati in ospedale. Il Consiglio federale desidera, tra l’altro, versare una tantum un contributo di solidarietà di 50’000 franchi per ogni vittima o persona ricoverata.

La scorsa settimana il Consiglio degli Stati aveva discusso il progetto di legge federale urgente e approvato una versione modificata dalla sua Commissione degli affari giuridici. È però rimasto aperto se il contributo di solidarietà debba andare a tutte le persone ricoverate oppure - in casi di rigore - anche ad alcune delle trenta persone curate ambulatorialmente in ospedale. La legge e il decreto sul finanziamento si contraddicono su questo punto.

La maggioranza della Commissione degli affari giuridici del Nazionale (CAG-N) ha nel frattempo proposto, in vista del dibattito odierno, di ampliare la cerchia delle vittime aventi diritto includendo i casi di rigore.

9 marzo, 15:26

Disoccupati, i costi per richiami di fatture scoperte sono a loro carico

Nell’ambito dei ritardi nel versamento delle indennità di disoccupazione a causa di problemi informatici, le persone senza lavoro in difficoltà possono chiedere degli anticipi, ma non potranno contare su un aiuto per pagare i costi di richiamo per le fatture scoperte. È quanto affermato lunedì al Consiglio nazionale del presidente della Confederazione, Guy Parmelin, durante l’Ora delle domande.

Secondo le ultime informazioni disponibili, risalenti a inizio marzo, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) avrebbe risolto gran parte dei problemi causati dal nuovo sistema informatico introdotto a inizio anno. Le casse di disoccupazione hanno potuto versare le indennità giornaliere almeno alle persone già aventi diritto. Permangono invece ritardi per i nuovi beneficiari.

9 marzo, 14:01

Ora delle domande: il Nazionale ha ripreso i lavori

Con l’avvio della seduta del Consiglio nazionale si è aperta la seconda settimana di sessione delle Camere: alla Camera del popolo si sta ora svolgendo la tradizionale ora delle domande. La seduta degli Stati avrà invece inizio alle 15.15.

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