La Commissione della concorrenza (COMCO) usa anche l’intelligenza artificiale (IA) per individuare eventuali accordi illeciti. Ma per il Controllo federale delle finanze (CdF) vanno definiti i criteri per l’utilizzo di questa tecnologia.
L’IA generativa potrebbe migliorare il lavoro umano, grazie a un continuo apprendimento, e può aiutare nelle attività di routine, ha scritto recentemente la COMCO nel suo bilancio annuale 2025. L’organismo intende utilizzare l’IA per comprendere meglio eventuali problematiche in materia di diritto dei cartelli.
La COMCO non ha però ancora definito una strategia specifica per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, rileva il CdF in un rapporto pubblicato mercoledì. Senza una strategia, le opportunità e i rischi legati all’uso dell’IA non verrebbero valutati in modo sistematico.
Il sistema di IA della COMCO richiede pochi dati ed è efficiente ed economico, attesta il CdF. È tuttavia difficile determinare quale sia il reale valore aggiunto apportato dallo strumento. Per misurarne la redditività è quindi necessario un sistema di valutazione.
Inoltre, il CdF punta il dito su affidabilità e sicurezza. La COMCO non ha ancora stabilito criteri che corrispondano ai principi dell’Amministrazione federale per l’impiego dell’IA, viene criticato.
La COMCO ha dal canto suo osservato che l’IA in questione consiste in un’analisi dei dati effettuata da esperti, ottimizzata proprio grazie alla tecnologia. Applicare le raccomandazioni del CdF esclusivamente all’uso dell’IA nella lotta contro i cartelli sarebbe sproporzionato, viene messo in evidenza.
Tuttavia, per quanto riguarda la futura integrazione di nuovi sistemi IA in diversi ambiti, l’analisi del CdF fornisce indicazioni preziose, ha osservato ancora la COMCO.

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Notiziario 22.04.2026, 23:00
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