Augurare la morte a 290 persone sui social network non è intimidazione pubblica. Il Tribunale federale ha sentenziato sulla vicenda di un 23enne che nel 2012 se l’era presa su FB con chi non gli aveva fatto gli auguri per il compleanno.
Per scherzo, ha sostenuto, ma la giustizia zurighese l’aveva condannato, dopo una detenzione preventiva di 21 giorni, a una pena pecuniaria.Il ricorso del giovane a Losanna è stato accolto: con le sue espressioni non ha terrorizzato la popolazione ma un numero ristretto di persone.
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