Sono stati ritrovati venerdì sul Monte Bianco i corpi senza vita di due alpinisti, uno svizzero e un francese, dati per dispersi da lunedì.
Si tratta delle salme della guida di 53 anni e del suo cliente elvetico, di 34. Non si avevano più loro notizie da quando sabato avevano lasciato il rifugio di Monzino a 2'680 metri che sovrasta la Val Veny, sul versante italiano, per dirigersi verso la cresta del Brouillard, che avevano scelto come itinerario per salire verso i 4'810 metri della cima del Monte Bianco.
Operazioni di ricerca ostacolate dal maltempo
Le operazioni di ricerca, avviate lunedì con la perlustrazione parziale della distesa di rocce e neve a meridione della vetta grazie all’elicottero decollato da Aosta, sono durate solo tre ore a causa delle cattive condizioni meteo. Martedì le ricerche sono rimaste infruttuose e limitate ancora dalle intense precipitazioni.
Dopo numerosi sorvoli l'equipaggio dell'elicottero del soccorso alpino valdostano ha individuato nel tardo pomeriggio di venerdì i corpi dei due che si trovavano a circa 3'200 metri di altitudine all'interno di un canale, ai piedi della punta Baretti, una zona impervia che ha reso difficili e pericolose le operazioni di recupero durate più di due ore.
Sulle dinamiche dell’incidente prevale l’ipotesi che i due siano stati sorpresi sabato da un violento nubifragio.






