Svizzera

"Non è responsabile"

Sparatoria con tre morti di Daillon, la procura accoglie la tesi dei periti e auspica una terapia per l'imputato

  • 27.08.2018, 16:33
  • 4 maggio, 20:15
Scortato in aula

Scortato in aula

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Di: pon/ATS 

L'uomo che il 2 gennaio 2013 uccise tre donne e ferì due uomini sparando in paese a Daillon non si rese colpevole di semplice omicidio ma di assassinio, perché si accanì contro persone senza alcuna difesa allo scopo (delirante) di vendicarsi di uno zio che accusava di averlo rapito dalla nascita. Tuttavia, per i suoi problemi psichici, non va ritenuto responsabile delle sue azioni: è questa la tesi sostenuta lunedì in aula dalla rappresentante della procura vallesana, nel primo giorno del processo per i fatti di cinque anni e mezzo fa.

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Daillon, cosa successe quel 2 gennaio del 2013

RSI Info 27.08.2018, 15:28

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Le due perizie psichiatriche sono concordi nel diagnosticare all'imputato 33enne una schizofrenia paranoide. Si dividono invece sulla misura da adottare nei suoi confronti: la prima valuta molto elevato il rischio di recidiva e raccomanda l'internamento, mentre per la seconda va privilegiata una terapia stazionaria. Il ministero pubblico predilige quest'ultima: l'accusata, ha detto la procuratrice, è già sottoposto a un trattamento che sembra dare i suoi frutti.

L'autore della sparatoria ha detto di non ricordarsi di aver ucciso, ma solo di aver sparato in aria. Non ha memoria nemmeno delle risposte, a tratti contraddittorie, date agli inquirenti nel corso dell'inchiesta. Le accuse poggiano comunque su testimonianze e analisi solide, comprese le prove del DNA.

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Vallese, processo per la sparatoria

Telegiornale 27.08.2018, 22:00

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