Il gruppo istituito nel 2013 dal Dipartimento federale di giustizia e polizia per occuparsi del fenomeno della prostituzione ritiene, nel rapporto pubblicato lunedì, che le lavoratrici del sesso debbano essere meglio tutelate.
Le donne attive in questo settore sono sistematicamente sfruttate e spesso costrette a vivere in condizioni precarie. E' quindi necessario rafforzarne in modo mirato i diritti, facendo capo a misure promosse dalla politica, dall'amministrazione e da enti privati.
Si raccomanda, in particolare, l'adozione di disposizioni liberali e pragmatiche.
Criminalizzare il cliente non serve
La criminalizzazione del cliente e la punizione dell'acquisto di prestazioni, come avviene nei paesi nordici, non migliorerebbe la situazione; anzi, la posizione delle interessate, magari costrette a lavorare nell'illegalità, s'indebolirebbe ulteriormente, indicano gli esperti guidati dalla consigliera di Stato Kathrin Hilber, che propongono 26 provvedimenti tesi ad aumentare la sicurezza nella quotidianità, eliminare le discriminazioni e potenziare l'autodeterminazione.
Contratti praticamente senza valore
In Svizzera, l'esercizio della prostituzione è legale, ma i contratti che regolano quest'attività offendono la decenza, il che significa che eventuali pretese non possono essere fatte valere in tribunale.
ATS/dg





