Nel 2025 le denunce per pubblicità sleale in Svizzera hanno toccato un nuovo massimo: la Commissione svizzera per la lealtà (CSL) ha esaminato 240 reclami e ne ha accolti quasi due terzi, ovvero il 64,9%.
Secondo il rapporto annuale della CSL, una parte importante delle segnalazioni riguarda però uno stesso manifesto pubblicitario, relativo a un locale erotico. La maggior parte di questi reclami è comunque stata riunita in un’unica procedura, per cui i dati statistici restano considerati affidabili.
Negli ultimi anni il numero medio di denunce si aggirava attorno a 110, ma già nel 2024 era stato stabilito un record con 221 casi. Nel 2025 il dato è quindi salito ulteriormente. Tra i reclami esaminati, il 29,7% è stato respinto, mentre nel 5,4% dei casi la Commissione non è entrata nel merito. L’accusa più frequente riguarda messaggi pubblicitari ritenuti scorretti o fuorvianti, che rappresentano il 45,4% dei casi.
Per settori, il più contestato è stato ancora quello di tempo libero, turismo, alberghiero e ristorazione, con il 15,3% dei reclami. Seguono casa e giardinaggio (11,6%), servizi e amministrazione (7,4%) e farmaceutica e sanità (7,4%). Quanto ai mezzi di diffusione, internet si conferma il canale più contestato con il 40,5% dei reclami, davanti al marketing diretto (15,9%), alla pubblicità esterna (11,5%) e ai social network (10,6%).
Notiziario 30.03.2026, 16.00
RSI Info 30.03.2026, 16:10
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