Svizzera

Scandalo greco, i soldi finiti in Svizzera

I principali istituti elvetici sarebbero coinvolti nella vicenda di corruzione per l'acquisto di armamenti nel paese ellenico. Si parla di cifre milionarie

  • 04.01.2014, 13:52
  • 4 maggio, 12:48
Militari greci durante una parata ad Atene

Militari greci durante una parata ad Atene

  • KEYSTONE

Le banche svizzere non hanno tregua nemmeno nel 2014. Stando a quanto scrive oggi, sabato, il Tages-Anzeiger, i principali istituti bancari elvetici sarebbero coinvolti nello scandalo legato alla corruzione per l'acquisto di armamenti in Grecia. Le bustarelle pagate ad ex funzionari del Ministero della difesa ellenico sarebbero transitate anche dalle piazze di Zurigo e Ginevra. Tra gli istituti che sarebbero implicati figurano UBS, Credit Suisse e Julius Bär.

Le confessioni

Lo scandalo è stato portato alla luce dalle confessioni di Antonios Kantas, il 73enne ex responsabile dell'acquisto di armi per il Ministero della difesa greco. L'uomo ha ammesso di aver ricevuto sotto banco tra il 1997 e il 2002 diversi milioni di euro legati a commesse con aziende tedesche, francesi, russe, brasiliane e svedesi. Le sue testimonianze toccano 17 nomi di uomini d'affari, intermediari e politici. Da esse emergono i nomi delle banche svizzere presso le quali sarebbero state versate cifre importanti (vedi scheda).

Il MPC indaga

Il Ministero pubblico della Confederazione si sta occupando dell'acquisto di armamenti da parte della Grecia. Tre persone sono sospettate di riciclaggio. Dieci milioni di franchi su conti svizzeri sono già stati bloccati. Si tratterà ora di stabilire eventuali responsabilità delle banche.

RG/Da.Pa.

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Affare losco

Tra le transazioni finite sotto la lente c'è quella verso la Dresdner Bank di Ginevra (oggi di proprietà della LGT del Liechtenstein) per un affare legato all'acquisto di sottomarini da un'azienda tedesca. Oppure quelle che avrebbero coinvolto la Hoffmann di Zurigo (oggi del Credit Suisse), la BNP Paribas, l'UBS e infine le sedi di Julius Bär a Zurigo e Singapore, nelle quali sarebbero transitati 15 milioni di euro. Tutti soldi, spiega il Tages Anzeiger sabato, frutto della corruzione e destinati sempre allo stesso uomo: Antonios Kantas.

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  • RG 12.30 - Il servizio di Gianluca Olgiati

    RSI Info 04.01.2014, 13:07

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