Il convoglio formato da una ventina di camion carichi d'aiuti svizzeri destinati a ospedali e popolazione delle regioni separatiste ucraine di Donetsk e Lugansk ha ricevuto una fredda accoglienza, giunto a destinazione. Il responsabile della missione, Dieter Dreyer, s'è comunque detto soddisfatto per lo svolgimento e l'esito.
La colonna di 31 veicoli era partita domenica da Dniepropetrovsk con 500 tonnellate di materiale, principalmente preparazioni chimiche per la depurazione delle acque, e s'era divisa a metà strada per raggiungere anche aree controllate dai governativi.
Da luglio le autorità delle autoproclamate repubbliche secessioniste bloccano alle frontiere la gran parte dei soccorsi internazionali e in settembre hanno proimito a diverse organizzazioni umanitarie, tra le quali Medici senza frontiere, di operare in quei territori. In zona ci sarebbero quindi 16'000 tonnellate di generi di prima necessità inutilizzabili.
ATS/dg






