Simonetta Sommaruga, in visita lunedì a Bruxelles, ha informato i ministri dell’interno e di giustizia dell’UE sui passi che la Svizzera intende compiere per applicare l’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa approvata in votazione popolare.
La consigliera federale, primo membro del Governo elvetico a recarsi a Bruxelles dopo il 9 febbraio, ha chiarito che con il nuovo sistema i lavoratori europei potranno ancora arrivare, ma il loro flusso sarà regolato da contingenti.
La Confederazione ha tre anni di tempo per attuare le nuove disposizioni e cercare soluzioni: “fino ad allora il nostro paese continuerà ad applicare l'accordo sulla libera circolazione delle persone”, ha detto in conferenza stampa.
La questione croata
La responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia, parlando con il ministro dell'interno croato Ranko Ostojic, ha inoltre ribadito che le nuove disposizioni costituzionali non consentono a Berna di firmare il protocollo sull'estensione della libera circolazione alla Croazia nella sua forma attuale.
“Il Consiglio federale cercherà con l'UE e con la Croazia soluzioni per trattare il più possibile tale paese alla stregua degli altri”, si legge in un comunicato della Confederazione.
Colloqui "costruttivi"
I colloqui con gli omologhi europei sono stati giudicati da Sommaruga “amichevoli e costruttivi”. I ministri UE hanno mostrato comprensione per la situazione della Svizzera, anche se, parallelamente, hanno riaffermato che la libera circolazione è un “principio non negoziabile”.
ATS/cos
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