L'obbligo di mascherina potrebbe venire in futuro revocato, una scelta che dipinge il sorriso sulla bocca di alcuni, ma che lascia perplesso il vicecapo area medica dell'EOC Mattia Lepori. Le persone a rischio verrebbero così sottoposte a un rischio maggiore.
"Sicuramente siamo di fronte a un certo numero di segnali piuttosto incoraggianti in Svizzera e in alcuni paesi circostanti, in particolare la Francia e l'Italia, il Ticino che storicamente vive di riflesso la situazione italiana è addirittura meglio messo del resto del Paese", spiega Lepori in un'intervista alla RSI.
In tal senso, le prospettive parrebbero essere essenzialmente due: da metà febbraio "liberi tutti", oppure un allentamento graduale delle misure di contenimento. Un esempio potrebbe essere quindi l'abbandono del certificato Covid e maggiore libertà nell'organizzare manifestazioni.
"Devo dire che la misura che mi lascia più perplesso, perché non ne vedo grossi vantaggi, sarebbe l'abbandono generalizzato della mascherina" afferma Lepori che considera una tale decisione un gesto poco solidale nei confronti di chi non si è potuto vaccinare, di chi ha deciso di non farlo o di chi si è vaccinato ma resta comunque a rischio.
Miriam Flückiger, ad esempio, è una paziente a rischio che sta lottando contro il cancro da quasi otto anni. Per lei le misure di protezione sono importanti, "devo proteggermi più degli altri" racconta la donna in un'intervista alla RSI. Non è la sola, nel canton Zurigo sono circa 100'000 le persone che si trovano nella medesima situazione. L'allentamento renderebbe loro, pertanto, la vita molto più difficile.








