Il Nazionale procederà oggi al voto sull’iniziativa Stop Blackout e sul controprogetto. Passerà quindi in esame le divergenze che concernono il finanziamento della 13esima AVS.
Ieri gli Stati hanno ribadito, con 26 voti contro 18, che la soluzione passa per un finanziamento misto, basato su un innalzamento dell’IVA e dei contributi salariali. È stata così respinta la posizione della Camera del popolo, che intende invece puntare unicamente su un innalzamento dell’IVA.
La Camera dei cantoni ha comunque fatto un passo verso il Nazionale riducendo la portata dell’aumento: in tal modo l’aliquota ridotta applicata ai beni e servizi di prima necessità, quali le derrate alimentari, rimarrebbe invariata al 2,6% (finora gli Stati avevano proposto un aumento di 0,2 punti). L’aliquota normale dovrebbe invece salire di 0,4 punti percentuali (all’8,5%).
Inoltre - a differenza del Nazionale, che vorrebbe limitarne la durata al 2033 - l’aumento dell’IVA chiesto dagli Stati non sarebbe limitato nel tempo. Nella sua ultima decisione, mercoledì scorso, la Camera del popolo aveva proposto un aumento dell’aliquota ordinaria di 0,5 punti, mantenendo invariata quella per i beni essenziali.
Gli Stati si occuperanno stamani in apertura, a livello di divergenze, della legge sui diritti politici e quella sull’approvvigionamento economico del paese.
Fra i temi in esame figura quindi la flessibilizzazione degli orari di lavoro domenicali. Concretamente, si tratterebbe di consentire l’apertura dei negozi per 12 domeniche all’anno (al posto di 4), senza autorizzazione, come chiesto da Zurigo attraverso un’iniziativa cantonale.
Il Governo si è detto a favore di tale proposta, anche perché i Cantoni potranno decidere autonomamente se avvalersi di tale possibilità e su come attuarla, mantenendo dunque la propria sovranità in materia di orari d’apertura dei negozi.
I lavori di entrambi i rami del Parlamento si concluderanno oggi alle 13.00.