Svizzera

Too big to fail, scontro aperto su UBS

Karin Keller-Sutter critica il compromesso sulle AT1: “Incerto e non praticabile” - PS, Verdi ed esperti bocciano la proposta
  • 1 settembre, 13:19
  • 1 settembre, 17:02
La ministra delle finanze Karin Keller-Sutter
02:04

Radiogiornale 12.30 del 01.09.2026 - Il servizio di Gian Paolo Driussi

RSI Info 01.09.2026, 12:53

  • Keystone
Di: Radiogiornale - Gian Paolo Driussi / AC 

La Commissione dell’economia del Consiglio degli Stati ha deciso lunedì di frenare le richieste del Governo federale sulla regolamentazione del “too big to fail” per UBS. La banca dovrà coprire le partecipazioni estere al 50% con obbligazioni AT1 (Additional Tier 1) e non al 100% con capitale proprio come voleva il Consiglio federale.

Critiche da sinistra e dalla ministra delle finanze

Le reazioni alla decisione, che fungerà da base per i lavori al Consiglio degli Stati durante la prossima sessione parlamentare, sono per lo più negative. A comparire sono quelle di PS e Verdi, stando alle quali per le banche di rilevanza sistemica cambierà poco o nulla. Critici anche diversi analisti e la stessa ministra delle finanze Karin Keller-Sutter.

“Per il Governo si trattava di trarre gli insegnamenti dalla crisi di Credit Suisse, elaborando una soluzione sostenuta dalla Banca Nazionale Svizzera (BNS), dalla Vigilanza finanziaria, dal Fondo Monetario internazionale e da altri organismi che conoscono bene i rischi dei mercati”, afferma Keller-Sutter. “Io continuerò a battermi in questa direzione”.

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Il crollo di Credit Suisse

Trend 29.11.2023, 22:00

Il nodo del capitale proprio

Il Consiglio federale vuole una copertura delle filiali estere con il 100% di capitale proprio. La proposta commissionale prevede il 50%, oggi è al 45%. Il restante 50% è da coprire con obbligazioni AT1, che a determinate condizioni contrattuali possono essere convertite in capitale proprio.

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Borse sotto gli occhi: cosa sono le obbligazioni Additional Tier 1 (AT1)

RSI Info 29.11.2023, 22:37

  • Trend

“Non un regalo a UBS”

“Non è un regalo per UBS”, commenta il presidente della Commissione Eric Ettling (Centro), “ma un compromesso, anche perché le AT1 diventeranno care e questo verrà a costare parecchio a UBS”.

Karin Keller-Sutter replica: “Non lo si sa ancora con esattezza: le perizie da noi commissionate hanno espresso forti riserve e ritengono questa proposta giuridicamente incerta e non necessariamente praticabile”.

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Karin Keller Sutter: "Non mi stupisce che il lobbismo per UBS funzioni"

Telegiornale 01.09.2026, 12:30

Le accuse di lobbismo

La ministra risponde poi indirettamente a chi, come Peter Kunz – uno dei massimi esperti svizzeri di diritto economico – critica duramente non solo la Commissione, che avrebbe ceduto al forte lobbismo di UBS, ma anche il Governo, il quale non era obbligato a passare dal Parlamento.

“Non sarebbe cambiato nulla”, spiega Keller-Sutter. “Dopo la crisi del 2008 il Governo voleva regolare questi stessi aspetti per ordinanza, ma le forti pressioni portarono a una rinuncia. È già stato tutto annacquato in passato e il Parlamento deve oggi assumersi le sue responsabilità”.

Uno “scetticismo generale” legato alla natura ibrida di questi strumenti

Secondo il docente dell’USI Edoardo Beretta, le obbligazioni AT1 possono rappresentare un buon compromesso per rafforzare il capitale delle banche, ma non offrono le stesse garanzie del capitale proprio.

Beretta sottolinea che, nonostante la cattiva reputazione acquisita dopo il caso Credit Suisse, le AT1 sono strumenti generalmente affidabili. Tuttavia, essendo titoli di debito ibridi e non capitale puro, secondo il professore garantiscono una copertura dei rischi meno solida rispetto al capitale proprio e suscitano per questo una certa diffidenza.

02:16

RG 12.30 del 01.09.2026 - Obbligazioni AT1 : l’intervista di Marzio Minoli a Edoardo Beretta, docente di macroeconomia all’USI

RSI Info 01.09.2026, 13:26

La reazione di UBS

UBS riconosce il lavoro svolto dalla Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) in merito ai nuovi requisiti patrimoniali per la grande banca, ma esprime un parere negativo sulla proposta concreta.

Essa comporterebbe infatti un notevole aumento dei costi a carico dell’azienda, argomenta il gruppo.

“Apprezziamo gli sforzi della commissione volti a valutare alternative alle proposte estreme del Consiglio federale”, si legge inoltre in un post su LinkedIn del CEO di UBS di martedì. Viene anche menzionato positivamente il fatto che la CET-S intenda allineare maggiormente gli strumenti AT1 elvetici alla prassi internazionale, migliorandone così la capacità di assorbimento delle perdite in una fase iniziale della crisi.

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