E' stato condannato a due anni di carcere sospesi un 42enne che, a più riprese, nel Bellinzonese, abusò della figliastra. Stamane (martedì) in aula l'uomo ha finalmente ammesso tutti i fatti, negati lungo il corso dell'inchiesta.
Di quella ragazzina, all’epoca minore di 16 anni, era il patrigno. Si sarebbe dovuto prendere cura di lei. E invece ne approfittò a più riprese. Una lunga serie di abusi, dai toccamenti a contatti di altro genere, compiuti tra il 2012 e il giugno del 2014. L’uomo sfruttava le assenze della moglie, impegnata sul lavoro. I soprusi avvenivano a casa loro, nel Bellinzonese. Oppure ancora nell’abitacolo dell’auto. In un’occasione il 42enne italiano (oggi residente in Germania) fece persino ubriacare la vittima con dei superalcolici. E sarebbe andato avanti se la giovane, dopo la momentanea separazione della coppia, temendo il ritorno di lui non avesse raccontato quanto subìto. Compresi i maltrattamenti: schiaffi, spintoni, calci, pugni. Calci e pugni più volte inferti anche alla stessa moglie.
Si pensava a un processo indiziario. Durante l’inchiesta il patrigno (sempre rimasto a piede libero) aveva infatti negato la maggior parte degli addebiti. Stamane la sorpresa. Davanti alla Corte delle Assise Criminali, presieduta dal giudice Marco Villa, l’imputato ha vuotato il sacco, confermando (punto per punto) le accuse mossegli dal procuratore Zaccaria Akbas; 34 mesi di carcere (sei dei quali da espiare) la pena domandata da Akbas. Il procuratore ha sottolineato sia il protrarsi degli abusi, sia le costrizioni esercitate dal patrigno, che non esitò a sfruttare ogni mezzo: il legame affettivo, la differenza di età, la paura delle percosse. Il difensore, Stefano Camponovo, si è invece battuto per una pena non superiore ai 24 mesi con la condizionale. Richiesta accolta: al 42enne, nel pomeriggio la Corte ha inflitto proprio 24 mesi, sospesi per un periodo di cinque anni.
La vittima ha voluto essere presente in aula e, alle parole del suo legale (Cesare Lepori), non è riuscita a trattenere le lacrime.
Quot/Francesco Lepori/M. Ang.






