Waldo Bernasconi non ci sta e si rivolge ai magistrati della Corte europea dei diritti umani a Strasburgo per la sua condanna definitiva a sei anni e sei mesi di carcere per violenza sessuale ed esercizio abusivo della professione medica. La decisione dei giudici europei porrà perciò fine a una vicenda giudiziaria diluitasi sull’arco di quasi dieci anni e che ha visto protagonista l’ex “guru dell’anoressia” ticinese.
Lo afferma lunedì la Regione Ticino. Il ricorso inoltrato si fonda sul fatto che a Waldo Bernasconi non è stato garantito il rispetto della convenzione sui diritti dell’uomo, poiché non sarebbe mai stato periziato il diario di una 22enne, suicidatasi lo scorso anno, nel quale la ragazza spiegava che “in quel posto si fanno cose turche”.
I fatti si sarebbero svolti tra il 2004 e il 2006 all’ex clinica Sana Vita di Lugano-Breganzona e alla cascina Respau a Como, all’interno delle quali erano assistite giovani affette da scompensi alimentari. I legali di Bernasconi hanno ritenuto opportuno sfruttare pure l’ultima chance per evitare al loro tutelato di finire recluso al penitenziario della Stampa.
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