""Non mi pare ora giusto che si voglia far pagare alla moglie, e a che prezzo, un errore del marito" dice la Item. Ma il vero prezzo sul quale interrogarsi è un altro, quello che pagherà, in termini di dignità e credibilità, la giustizia ticinese se assumerà la carica". Con questa parole il vicepresidente liberale Nicola Pini ha commentato venerdì su Facebook il caso Item. Parole pesanti, visto che il PLR - come pure il PPD - non ha ancora preso posizione sulla questione.
E dunque qual è, secondo lei, il prezzo che dovrà pagare la giustizia ticinese?
“Quantificarlo è impossibile, ma sarà sicuramente alto in termini di fiducia, credibilità e autorevolezza. Valori, questi, che vanno difesi con determinazione se vogliamo che i cittadini continuino a credere ed identificarsi nelle istituzioni. Purtroppo, e lo dico sinceramente, questa brutta storia non fa bene né alla signora Item né, più in generale, alla giustizia ticinese”.
Ma Item è stata eletta dal Parlamento grazie ai voti dei deputati liberali e dell'UDC, come la mettiamo?
“Chiariamo una cosa: le competenze professionali alla base dell’elezione di Valentina Item da parte del Parlamento non sono messe in discussione. Ciò che non condivido è piuttosto quello che è avvenuto dopo: l’emergere di nuovi fatti avrebbe a mio avviso imposto una maggiore assunzione di responsabilità da parte della neoeletta procuratrice pubblica, nel pieno rispetto della prestigiosa carica per la quale è stata scelta. Ora è un po’ tardi per lavarsene le mani. Diverso se l’avesse fatto prima dell’elezione, dando prova di trasparenza ed onestà intellettuale. E tutto questo al di là di fastidiose e scorrette strumentalizzazioni partitiche, altrettanto condannabili”.
Ed i liberali facevano parte pure della commissione che l’ha scelta, dicendo che era valida come gli altri candidati. Anche secondo lei il sistema di nomina dei procuratori va cambiato? Che ne pensa della proposta Viscardi ?
“Come detto, nessuno mette in dubbio le sue competenze. Al centro del sistema di elezione devono esserci le capacità professionali, per questo non mi piace l’idea dell’elezione popolare dei magistrati, ma preferisco quella portata avanti da Giovanna: corsi di formazione e valutazione scritta dei candidati, per dare ai deputati elementi ancora più oggettivi sui quali fondare la propria decisione. Una bella proposta che ha peraltro incontrato il favore del professor Marco Borghi”.
Joe Pieracci
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