Un elicottero nuovo e un pilota esperto. Sono questi i due elementi che il Radiogiornale della RSI ha potuto appurare sull’incidente avvenuto lunedì, attorno alle 16.30 a Mezzovico. La caduta a terra del velivolo ha provocato il ferimento di 6 persone, lo stesso uomo ai comandi e le 5 persone a bordo.
Quattordicimila ore di volo collezionate in 20 anni di esperienza. Questo il curriculum del dipendente, come riferito dalla Eliticino-Tarmac, la ditta privata di elicotteri basata ad Agno. L’elicottero, un Ecureuil B3, abilitato per un massimo di 6 persone, era nuovo di zecca: in funzione dallo scorso febbraio, aveva alle spalle solo 150-180 ore di esercizio. Un aspetto che è stato confermato alla RSI da Oscar Mario Crameri, presidente del consiglio di amministrazione della Tarmac.
Non ci sono al momento indicazioni certe sulle cause dell’incidente che, da prassi, saranno indagate dal SISI, il Servizio di inchiesta svizzero sulla sicurezza, l’organo della Confederazione che assume la responsabilità delle indagini nell’ambito dell’aviazione. Le piste sono ancora molte, tra cui - stando a nostre informazioni - anche un’avaria del motore.
La gestione del caso sul piano penale, come da prassi, è passata nelle mani del Ministero pubblico della Confederazione. Sulla dinamica - in base a quanto comunicato ieri dalla polizia cantonale - si sa che l’elicottero è caduto da un’altezza di 20 metri mentre era in fase di atterraggio. Il volo si era svolto nel quadro di una giornata di sopralluogo, una sorta di passaggio di consegne all’Alpe Duragno, un agriturismo in quota.
Per quanto riguarda i feriti, come detto, sono 6: due sono ricoverati al nord delle Alpi, uno a Lucerna e l’altro a Basilea, gli altri in Ticino. Uno è in condizioni molto gravi, due hanno ferite di media gravità.

Elicottero caduto a Mezzovico
Il Quotidiano 04.05.2026, 19:00







