Nel pomeriggio di mercoledì dovrebbe essere eseguita l’autopsia sul corpo del turista svizzero 47enne che ha perso la vita sabato scorso, precipitando da uno dei cestelli dell'impianto della funivia del Sasso del Ferro a Laveno, in provincia di Varese.
Gli inquirenti hanno vagliato le tesi dei testimoni, comprese quelle degli amici dell’uomo che erano con lui sulla funivia e che lo hanno visto cadere per oltre dieci metri. Talune sono risultate poco chiare, tali da far pensare a chi sta indagando che non si sia trattato di un problema tecnico del cestello della cabina. “E’ la prima cosa che ci siamo sentiti di escludere, ha detto alla RSI uno dei soccorritori, ma le indagini sono ancora aperte e la cabina è sotto sequestro. Dico solo che per aprire quella porta bisogna fare una serie di manovre sincronizzate, ci deve essere una volontà precisa, stante che la cabina non ha problemi tecnici".
Esclusa l’ipotesi del guasto, rimane quella del gesto volontario, forse in preda “all’allegria" dopo un pomeriggio di festa nel ristorante in vetta. Gli esami sul corpo accerteranno, infatti, anche l'eventuale presenza di alcool, e se questo possa aver concorso in qualche modo all’incidente.
sdr






