Ticino e Grigioni

Fu assassinio: detenzione a vita

Omicidio di Besso, H.P.M. colpevole su tutta la linea

  • 19.12.2012, 10:40
  • 4 maggio, 12:12
ad_ermani_2008.jpg

H.P.M. è stato condannato al carcere a vita per aver ucciso M.D. con 28 coltellate. La Corte delle Assise criminali di Lugano, presieduta dal giudice Mauro Ermani, lo ha riconosciuto colpevole di assassinio per i fatti avvenuti l’11 novembre 2010 in un appartamento di via Sorengo, a Besso. Ammessi anche i vari reati finanziari (truffa aggravata, per mestiere e in parte tentata) e le pretese dell’accusatore privato: restituzione di 200'000 franchi, oltre a – per torto morale – 75'000 per l'ex compagno della vittima (M.C.) e 25'000 per la sorella.

La corte ha dovuto sciogliere principalmente due nodi

Che rapporto c’era tra H.P.M. e M.D.; tra assassino e vittima? Solo amicizia, dovuta a interessi comuni, quali arte e cultura. La Corte ha deciso così. Non c’è stata passione dunque. H.P.M. era un estraneo, non un amore segreto. Gli amici della vittima lo avevano peraltro confermato: la relazione amorosa tra M.D. e il suo compagno (M.C.) era solida e durava da 11 anni, "molto tempo per una coppia gay". Escluso dunque il movente passionale.

Ballavano poi 200'000 franchi: soldi che l’imputato sosteneva di non aver mai ricevuto dalla vittima. Il giudice però non gli ha creduto. Ha creduto invece all’ex compagno di M.D. – M.C. – autore di una testimonianza “senza fronzoli, né dettagli in suo favore”. Secondo M.C., l’imputato aveva ricevuto da M.D. “metà di un’eredità”, con il compito di farla lievitare per la durata di un anno. H.P.M. ha però effettuato investimenti troppo aggressivi e i soldi sono andati persi. Non poteva piu restituirli. Ecco dunque il movente economico.

Intelligente, narciso, istrionico

La Corte ha dichiarato di essersi “attenuta ai fatti, rinforzati da riscontri oggettivi”. H.P.M. è stato nuovamente definito “intelligente, narciso, istrionico”, un uomo che ha sempre “mirato al massimo profitto con il minimo sforzo”, approfittando degli altri. Non è stato credibile nemmeno in aula, nemmeno di fronte ai feroci atti che aveva commesso. Ha ucciso perché era in difficoltà finanziarie e si prospettava una forzata riduzione del suo tenore di vita.

Una mattanza premeditata

L’arma del delitto non è stata scelta casualmente, “non si trovava sul tavolo della cucina”. È stato scelto un coltello ideale per uccidere. E con quello H.P.M. si è reso autore di una vera e propria mattanza, “infierendo sulla vittima in maniera inaudita”. Ha aggredito M.D. frontalmente e poi da dietro, dopodiché ha tentato di pulire, camuffare la scena del crimine e fuggire in modo lucido e ragionato (scooter, fari spenti). Di più, H.P.M. ha tentato di far ricadere la colpa su M.C.. È stato tutto “pianificato”.

Angelo Dandrea

Gallery video - Fu assassinio: detenzione a vita

Gallery audio - Fu assassinio: detenzione a vita

  • CSI 07.30 DEGRUSSA - MAIER 19.12.12.MUS

    RSI Info 19.12.2012, 10:23

    • credits
  • CSI 07.30 Il servizio di Darco Degrussa

    RSI Info 19.12.2012, 10:23

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare