È un nome noto alla giustizia quello del 32enne ticinese che venerdì sera, a Rovio, ha tentato di uccidere un compaesano: prima cercando di sparargli con una pistola, poi aggredendolo armato di oggetti. E i precedenti penali dell’uomo, affetto da problemi psichici, sono proprio legati al possesso di armi. L’ultimo è un decreto d’accusa emesso nel 2010.
Campanelli d’allarme, segnali chiari di un’escalation che forse si sarebbe potuto e dovuto evitare. Ora toccherà all’inchiesta, affidata alla procuratrice capo Chiara Borelli, ricostruire i contorni della vicenda. Da chiarire anche il movente della lite scoppiatra tra il 32enne e la vittima, di 48 anni. Per saperne di più bisognerà attendere però almeno qualche giorno. Al momento l’imputato, ricoverato alla Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio, non è infatti interrogabile.
Francesco Lepori
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