Ticino e Grigioni

I parenti: strane ferite

Le rivelazioni di una donna di Lionza sul racconto di alcuni familiari dei due ladri deceduti; la polizia smentisce: tragica fatalità

  • 17.10.2014, 10:31
  • 4 maggio, 13:46
Le indagini sono in corso, ma la polizia ribadisce: non c'è stato intervento di terze persone

Le indagini sono in corso, ma la polizia ribadisce: non c'è stato intervento di terze persone

  • ©Ti-Press

I corpi dei due giovani rumeni deceduti nelle Centovalli lo scorso 8 ottobre presentano strani segni. Segni (in particolare lividi sul volto e un braccio rotto) che lasciano pensare a delle percosse. Dietro la loro morte potrebbe quindi non esserci una tragica fatalità. Forse, prima di cadere del dirupo, sono stati percossi.

A sostenerlo, riferisce la Regione, sarebbero stati tre individui presentatisi come parenti dei due giovani morti a una donna di Lionza. Li ha incontrati martedì sera. È stata una breve chiacchierata, conclusasi con l'acquisto di due grossi ceri con l'effige della Madonna di Re poi collocati vicino alla strada che porta a Borgnone. I tre uomini, visi giovani e giacconi neri, le hanno spiegato di essere arrivati in Ticino per il riconoscimento delle salme del 22.enne e del 27.enne.

La polizia: tragica fatalità

Da noi raggiunto venerdì mattina il portavoce dalla polizia cantonale Renato Pizolli esclude che gli inquirenti stiano lavorando attorno all'ipotesi delle percosse. "Tutto quello che abbiamo raccolto finora fa pensare a una tragica fatalità", ribadisce. Un comunicato stampa del Ministero Pubblico e della polizia diffuso in mattinata precisa inoltre che i due uomini, tramite riconoscimento da parte di familiari, sono stati identificati. Le salme sono già state rimpatriate.

Diem/SP

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