Slitta a gennaio la discussione in Parlamento su tutte le grandi questioni finanziarie ancora aperte in Ticino. Dopo i Preventivi 2014, martedì mattina la Commissione della gestione ha deciso di rinviare anche il freno al disavanzo e il piano d'azione denominato “road map”. L’intento è quello d’arrivare al dibattito con un accordo globale da parte della maggioranza.
In questo frangente si tratta di una maggioranza di centrodestra, Lega-PLRT e PPD, e che si sta costruendo a suon di compromessi. In mattinata, per esempio, è stata definita un'intesa sulla legge sul freno al disavanzo. La Lega, che giusto qualche settimana fa aveva concesso un'apertura sulla questione del moltiplicatore cantonale d'imposta, ha ricevuto in cambio il sì – per quanto senza entusiasmo - degli altri due partiti sull'iscrizione del principio nella legge e non nella Costituzione. Così, tra chi cede da una parte e chi lo fa dall’altra, una prima questione dovrebbe essere stata chiusa.
Per quanto riguarda il Preventivo, su richiesta del PLR si discute soprattutto di come alleviare le pene dei Comuni e si cercano soluzioni alternative al ribaltamento di oneri. Il tutto sempre operando all'interno di questa maggioranza di centrodestra. Sono invece tagliati fuori gli altri partiti (PS, Verdi e UDC) che per motivi diversi si oppongono sia ai preventivi, sia alla legge sul freno – tanto che i socialisti minacciano il referendum –, sia al rinvio della trattativa. E a proposito di questa proroga, come si ricorderà l'anno scorso, davanti all'ipotesi di una bocciatura dei preventivi dello Stato, si era molto discusso delle ripercussioni che vi sarebbero state sull'amministrazione pubblica. Così, per continuare a garantire, anche senza preventivi, le spese di gestione corrente e quelle già decise, nella sessione di metà dicembre di Gran Consiglio sarà votata la legge che definisce le basi giuridiche e colma perciò un pericoloso vuoto. La base di partenza saranno le spese dell'anno precedente, ma verificate mese per mese.
Veronica Alippi










