Due documenti che completano, ma forse anche complicano, l’attuazione delle due iniziative - quella della Lega e quella della Sinistra - sulle casse malati. La prima tappa è all’ordine del giorno della seduta di lunedì prossimo del Gran Consiglio ticinese, ma è nella giornata odierna che la Commissione della Gestione ha ricevuto due scritti parecchio attesi.
Il primo documento è arrivato sul banco dei commissari martedì mattina: una ventina di pagine scritte dal ZDA, il Centro per la Democrazia di Aarau. Si tratta di una perizia affidata a un costituzionalista. La conclusione, spiega a SEIDISERA lo stesso presidente della Gestione, Fiorenzo Dadò, “è che non si può vincolare l’entrata in vigore delle iniziative al loro finanziamento”. Il costituzionalista, ma era nell’aria, smentisce dunque il Governo. Non si può dunque vincolare l’entrata in vigore delle iniziative, che sono state approvate dal popolo in votazione popolare lo scorso settembre, al reperimento delle coperture necessarie.
Premio medio che prendi, impatto che cambia
Il secondo documento riguarda invece l’iniziativa della Sinistra per limitare al 10% del reddito disponibile i premi di cassa malati. In questo caso si tratta dei calcoli, piuttosto complicati, forniti dal Consiglio di Stato. Numeri che spiegano la differenza se il Cantone dovesse decidere di utilizzare come base il premio medio di riferimento (così l’iniziativa costerebbe 300 milioni) oppure se venisse utilizzato il premio medio effettivo (così l’impatto scenderebbe a 130 milioni). Secondo Dadò sono “dati molto interessanti perché fanno emergere le distorsioni nell’applicazione dell’iniziativa: persone che guadagnano 180-200’000 franchi e che ricevono migliaia di franchi di sussidio. Con il premio effettivo si corregge questa stortura e comunque 100’000 ticinesi che oggi non ricevono nulla, otterrebbero comunque un sussidio”.
Lo stesso Fiorenzo Dadò, che è anche presidente del Centro, anticipa che il suo partito presenterà a questo riguardo un emendamento. “L’iniziativa va assolutamente applicata al più presto, però - sottolinea Dadò - va applicata nel modo giusto, aiutando veramente quella fascia di popolazione che ha più bisogno, con un costo attorno ai 140-150 milioni di franchi”.
Ma cosa ne pensa chi quella iniziativa l’ha lanciata? E cosa significherebbe utilizzare il premio medio effettivo come base di partenza? Secondo il capogruppo del PS Ivo Durisch: “È problematico per tutte quelle persone, anziane e malattie croniche che, per motivi contingenti o economici o di salute, hanno una franchigia bassa. Si andrebbe a colpire comunque principalmente il ceto medio, che è quello che voleva avvantaggiare l’iniziativa. I dati presentati vanno analizzati con calma, valutate altre proposte tecniche, come può essere un premio medio effettivo proporzionale al reddito. Questo potrebbe risolvere il problema, ma la scelta non va affrettata, senza sapere esattamente chi andrà a colpire e chi ne beneficerà”.
Di certo c’è, al momento, che se ne discuterà la prossima settimana in Parlamento.
SEIDISERA del 02.06.26, il servizio di John Robbiani










