Nel suo spazio di confronto con i presidenti di partito in vista delle elezioni cantonali dell’11 aprile 2027, il Quotidiano ha ospitato Piero Marchesi, presidente dell’UDC Ticino.
Ristorni frontalieri: serve una strategia chiara
Il presidente UDC si mostra critico sulla gestione governativa del dossier ristorni. “L’importante è avere una strategia chiara”, afferma Piero Marchesi. “Leggendo le interviste sui media dei vari Consiglieri di Stato, ognuno ha detto un po’ la sua e ho fatto fatica a vedere una visione unica”.
Il tema riguarda la tassa sanitaria che l’Italia vorrebbe imporre ai frontalieri del vecchio regime. Marchesi non esclude il blocco, ma pone condizioni: “Se c’è sostanza, sono d’accordo, ma bisogna essere chiari sui motivi. Quando si bloccano i ristorni bisogna essere pronti a sopportarne le conseguenze”.
Rottura con la Lega se Claudio Zali si ricandida
Sul fronte delle alleanze, la posizione è netta: nessuna lista comune con la Lega se Claudio Zali sarà candidato. “Lui ha detto in televisione che si sente più vicino ai Verdi che all’UDC. È eletto anche grazie ai voti dell’UDC”, spiega Marchesi. “Ne deduco che difficilmente possa rappresentare una lista di destra”.
“Se c’è Claudio Zali in lista, l’UDC non è a disposizione”, ribadisce il presidente. “È arrivato il momento che l’UDC si prenda le sue responsabilità. Se dovrà andare da sola siamo pronti. Abbiamo le idee e le persone”.
Una crescita elettorale significativa
I numeri sostengono l’ottimismo. Dal 5% di inizio anni 2010, l’UDC è cresciuta fino al 10%. Alle federali ha superato il 15%, sorpassando la Lega. “Abbiamo preso voti anche dal Partito liberale e da chi votava senza intestazione”, sottolinea Marchesi. “Se questa crescita fosse confermata, avremo reali chance di entrare in Consiglio di Stato”.
Il presidente rivendica l’attività del partito: “In questi quattro anni abbiamo portato avanti diversi temi, ci sono iniziative popolari. L’UDC potrebbe essere l’alternativa al governo attuale”.
Cassa malati e sanità: scelte coraggiose
Sul tema della cassa malati, l’UDC propone una terza via: applicare le due iniziative dal primo gennaio 2027, finanziandole con tagli alla spesa. “Il popolo ha deciso e le decisioni vanno applicate”, afferma Marchesi. “Sul personale spendiamo 1,2 miliardi all’anno, lì c’è margine. Anche su beni e servizi, 340 milioni, si può intervenire”.
Sulla sanità, Marchesi non esclude scelte simili ai Grigioni. “Abbiamo una sovraofferta: quasi venti ospedali, un numero di medici pro capite più alto della Svizzera. Questo provoca maggiori costi”, spiega. “È giusto che la maternità la si faccia in tanti posti? Bisogna decidere se portare soluzioni”.
Attirare nuovi contribuenti
L’UDC propone di attrarre contribuenti facoltosi che oggi vivono all’estero. “Per aiutare chi non ce la fa servono soldi”, argomenta Marchesi. “O si tassano di più i ticinesi oppure si cercano nuovi contribuenti. Ci sono svizzeri che stanno tornando da Dubai. Il Cantone potrebbe essere più proattivo”.






