"Non possiamo condividere l'approccio di fondo e ci permettiamo di esprimervi il nostro dissenso". Con questi termini la Deputazione ticinese si è rivolta oggi al Consiglio di Stato obvaldese, reo di voler sopprimere le lezioni di italiano al liceo cantonale.
Nella lettera, i parlamentari ticinesi ricordano la centralità della conoscenza degli idiomi nazionali per la coesione linguistica e per un sano dialogo tra le culture del paese, invitando il Governo di Sarnen a ripensare la decisione. La questione verrà affrontata anche la prossima settimana durante un incontro tra Manuele Bertoli e il suo omologo obvaldese. Intanto il futuro dell'insegnamento della lingua di Dante a Sarnen resta incerto.






