Scende ancora il consumo di alcool e tabacco fra i ragazzi con un'età compresa fra gli 11 e i 15 anni. A evidenziarlo è uno studio, pubblicato lunedì, che ha coinvolto in Svizzera quasi 10'000 alunni di 630 classi. Il quadro che emerge sembra quindi suffragare l'idea di una gioventù più cauta rispetto all'uso di sostanze che inducono dipendenza. Fin qui le conclusioni indicate dalla statistica. Ma in che misura le condivide chi, nella Svizzera italiana, è impegnato in prima persona nel monitoraggio, nella sensibilizzazione e nella gestione, sul terreno, di questa problematica?
"Sicuramente, i risultati di questo studio sono molto interessanti e rallegranti", commenta Jann Schumacher, presidente dell'organizzazione Ticino Addiction, sottolineando in ogni caso che il 70% dei 15enni ha già avuto modo di consumare alcool. Cifre ancora rilevanti, a riprova del fatto che c'è ancora molto lavoro da fare.
Per Schumacher la guardia deve comunque essere mantenuta alta, soprattutto in funzione dell'esigenza di ridurre sia l'appeal esercitato sui giovani dalle sostanze che danno dipendenza, sia le possibilità di procurarsi tali sostanze.
C'è poi un altro aspetto sottolineato dallo stesso studio: a fronte di un calo del consumo di alcool e sigarette, resta invece sostanzialmente invariato quello della cannabis, fra i giovanissimi. Un altro dato che induce a più riflessioni.
Le intossicazioni d'alcool, per consumo eccessivo, alimentano il dibattito in funzione dei pericoli e anche della copertura dei costi per i ricoveri
Ma allarghiamo per un attimo l'orizzonte, estendendolo alla fasce d'età con più di 15 anni e più in genere ai giovani adulti. La cronaca più recente si è incaricata di riferire con una certa frequenza su ricoveri per intossicazione da alcool - fino al temibile coma etilico - in margine alle feste di fine anno, al carnevale, a bevute di gruppo. Si può allora parlare di un incremento, magari allarmante, di queste situazioni in Ticino?
Tornando infine agli esiti dello studio presentato oggi, ci si interroga anche sulla possibile correlazione fra il minor consumo di alcool e tabacco, da una parte, e l'uso sempre più frequente dei nuovi media da parte dei giovanissimi, che passano ormai più di 3 ore al giorno a casa con i computer, i videogiochi e gli smartphone. Il maggior tempo così trascorso fra le mura domestiche potrebbe quindi contribuire a esporre meno i giovani alle insidie delle sostanze che danno dipendenza. Cosa pensa Jann Schumacher di questa chiave di lettura?
Alex Ricordi
Dalla Radio






