Il Movimento per il Socialismo (MPS) ha interposto ricorso al Tribunale federale dopo che il Consiglio di Stato ticinese ha modificato il testo a sostegno dell’iniziativa "Basta con il dumping salariale" (sottoposta al voto popolare il prossimo 25 settembre) contenuto nell’opuscolo esplicativo che accompagna il materiale di voto.
Secondo il Governo, alcune affermazioni sarebbero state "lesive dell’onore e diffamatorie", si legge nel comunicato dell’MPS che nel frattempo ha chiesto al Ministero pubblico di aprire un procedimento penale per verificare se il testo fosse realmente offensivo.
Il procuratore pubblico John Noseda il 27 luglio ha quindi risposto che le critiche mosse dall’MPS sono di natura politica e "non colpiscono l’onorabilità personale dei destinatari". Non vi sono perciò gli estremi per l’apertura di un’istruttoria, ha aggiunto Noseda.
Sulla scorta del parere del magistrato, il movimento coordinato da Matteo Pronzini ha quindi deciso di rivolgersi alla massima istanza giudiziaria elvetica, alla quale chiede che il testo venga riportato così come proposto dal comitato d'iniziativa e che l'opuscolo non venga stampato prima di una decisione definitiva.
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