Marco Cagnotti, condannato mercoledì in Pretura ad una pena pecuniaria di 15 aliquote da 80 franchi e ad una multa per le "10 domande a Boris Bignasca", inoltrerà dichiarazione d'appello. Insieme al suo legale, il direttore del settimanale "Confronti" vuole leggere le motivazioni della sentenza prima decidere se impugnare la sentenza.
Opponendosi al decreto d'accusa della procuratrice pubblica Chiara Borelli, il responsabile della rivista aveva voluto sollevare un dibattito sulla satira e i toni utilizzati dal domenicale leghista "Il Mattino". Si poteva ipotizzare che il giornalista si fermasse qui, invece, ora non esclude il ricorso.
Ieri a Bellinzona il pretore Siro Quadri lo ha ritenuto colpevole di "mancata opposizione a una pubblicazione punibile". Per il giudice non e infatti ammissibile "legalizzare il testo contestato solo perché altri media si esprimono" in modo volgare, a maggior ragione poi "se l'attacco non è riferito all'attività politica della vittima".
Red. MM





